Scena muta all'orale di Maturità per protesta, la preside:

Sui social c'è chi le taccia di arroganza, e mentre compagni di classe e docenti fanno quadrato intorno a loro, il MIM ha avviato un'indagine a scuola. La storia di Linda, Lucrezia e Virginia, le tre studentesse che si sono ammutinate nel corso dell'esame orale, continua a far discutere.

Al punto che il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha ritenuto valesse la pena approfondire la vicenda. Ma in fin dei conti era quello che volevano le tre ragazze: puntare i riflettori sulle 'falle' dell'impianto della Maturità.

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Obiettivo centrato

“Noi volevamo solo attirare l’attenzione su una situazione che ci sembrava scorretta. Pensavano al massimo ad un articoletto su un giornale. Sapere di aver attirato l’attenzione del Ministero e che saranno mandati degli ispettori personalmente mi rende molto contenta” ha rivelato Linda, la prima delle tre a 'disertare' la prova orale. La ragazza, così come le sue compagne, ha fatto richiesta di accesso agli atti ma molto probabilmente non farà ricorso.

L'ispezione del MIM

Verificare se vi sono stati “errori o abusi da parte dei commissari”, questo lo scopo dell'ispezione voluta dal Ministro Valditara, come riferisce lui stesso a 'Il Corriere della Sera'. Sotto la lente d'ingrandimento del MIM è finita la commissaria di greco, vale a dire la docente esterna che, a dire delle tre ragazze, avrebbe agito contro i loro interessi, in segno di ripicca nei confronti del docente interno di latino con cui la donna avrebbe avuto degli attriti.

La preside prende le difese delle studentesse

La comunità scolastica, intanto, si stringe intorno alle tre studentesse. Prima fra tutti la preside del liceo veneziano: “La loro scelta va rispettata, sono giovani che hanno voluto esprimere così la loro protesta per una forma di disarmonia. Ho il massimo rispetto per il lavoro della commissione d’esame, nonostante le numerose insufficienze. Non spetta a me giudicare i commissari, sono docenti di grande esperienza. Non c’è motivo di pensare che ci siano stati errori grossolani di valutazione. La vicenda seguirà il suo corso con un accesso agli atti ed eventuali procedure che potranno seguire ma non c’è motivo di pensarla in termini di ripicche e azioni personalistiche senza fondamento. Il valore che è trapelato di queste ragazze va ben oltre a una manciata di punti che possiamo attribuire a una prova, restano studentesse brillanti” ha spiegato la preside.

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