Scuole sempre più multi-etniche, in 10 anni raddoppiati gli alunni stranieri

Marcello G.
Di Marcello G.

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Ha fatto scalpore la notizia di una mamma di Modena che ha ‘dovuto’ ritirare da scuola la figlia ‘discriminata dai suoi 18 compagni di classe, tutti stranieri, perché diversa da loro’. Probabilmente è un caso estremo ma certifica un fatto: al giorno d’oggi è molto probabile che il vostro compagno di banco sia un bambino o un ragazzo le cui radici affondano in altre latitudini. Anche se, in molti casi, quello che ci siede a fianco è straniero solo per lo Stato. Per il resto è un italiano come noi. Peccato che la convivenza non sempre è cosa facile. Ma è il rapporto tra italiani di prima e seconda generazione è una dinamica ormai presente in ogni settore della società, scuola compresa. Se, dunque, gli ultimi 10-20 anni hanno visto il boom dei flussi migratori, con persone di tutte le etnie e nazionalità che si sono stabilite in Italia e hanno messo su famiglia, è naturale che si sia modificato pure il volto delle nostre classi.

Stranieri a scuola, in dieci anni sono raddoppiati

Nell’anno scolastico 2015/2016 – secondo i dati del Miur - sono stati quasi 815mila i ragazzi stranieri che hanno frequentato le scuole nel nostro Paese. Alunni e alunne con cittadinanza non italiana che, ormai, rappresentano circa un decimo della popolazione studentesca: sono il 9,2% del totale, quasi 1 su 10. Una crescita esponenziale la loro, solo dieci anni fa erano circa la metà: nell’anno scolastico 2005/2006 erano 431mila e rappresentavano appena il 4,8% di tutti gli studenti.

‘Seconde generazioni’ in crescita: 6 studenti stranieri su 10 sono nati qui

Ma l’impennata è iniziata molto prima, grosso modo all’inizio del nuovo millennio: nel 1995/1996 solo 50mila studenti – appena l’1% del totale – sedevano nelle nostre classi; cinque anni dopo erano già il triplo. Un dato che ha continuato a crescere per tutto il decennio successivo, fino a stabilizzarsi negli ultimi tempi (dal 2013/2013 le cifre sono pressoché immutate). Ma, come accennato, proprio tutti stranieri non sono: il 60%, infatti, è nato in Italia (nel 2015 erano appena il 5%). Quanto basta per chiamare in ballo per l’ennesima volta il dibattito sullo Ius soli (che riconoscerebbe la cittadinanza per il solo fatto di essere nato in uno Stato).

In alcune scuole gli studenti ‘non italiani’ sono oltre un terzo della classe

Ma la geografia degli ‘stranieri a scuola’ non è omogenea. Il 20% delle scuole, ad esempio, non ha nessun alunno straniero, la maggioranza – il 59% - ha invece una percentuale di ‘non italiani’ più o meno in linea con la media generale (fino al 15%). Nel 15,5% dei casi la quota si attesta tra il 15% e il 30% di presenza straniera. Ma nel 5,5% delle scuole i ‘non italiani’ superano il 30% della classe. Sono soprattutto quegli istituti che si trovano nelle città col maggior numero di stranieri.

In Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Lazio la presenza maggiore

Perché molto dipende dalla zona d’Italia. Scontato il predominio della Lombardia, dove ci sono ben 204mila studenti di tante nazionalità diverse (sono il 25% degli 815mila, un quarto): qui quasi 1 studente su 7 è straniero. Seguono Emilia-Romagna (96mila, circa 12%), Veneto (92mila, quasi il 7%) e Lazio (77mila alunni stranieri, il 10% del totale). Tra le città, spiccano Milano (10,1% di studenti stranieri), Roma (7,5%) e Torino (4,7%). E le cose cambiano ulteriormente se analizziamo i numeri in rapporto alla popolazione studentesca generale. In questo caso domina Prato, dove la forte presenza soprattutto cinese fa schizzare il dato: quasi 1 alunno su 4 è straniero (il 23%). A Piacenza e Mantova circa 1 su 5, rispettivamente il 21% e il 18%.

Le nazioni d'origine? Spiccano Romania, Albania e Marocco

Le nazioni più rappresentate? Il podio è composto da Romania (quasi 158mila alunni, il 20% della componente studentesca straniera; numeri triplicati nell’ultimo decennio), Albania (111mila, 14%) e Marocco (102mila, 12%). Folta la presenza anche di cinesi (raddoppiati rispetto al 2005: sono 45mila, il 5%), filippini (26mila, 3,2%), indiani e moldavi (25mila, 3%). In generale, dieci nazionalità – alla top ten vanno aggiunte Ucraina, Pakistan e Tunisia - assorbono il 70% degli studenti stranieri.

Integrazione totale? Facile solo in teoria

Ma, tornando, allo spunto iniziale il problema non è la consistenza numerica. È una questione di atteggiamento. Complessivamente, il rapporto tra italiani e stranieri tra i banchi di scuola è tutto sommato buono. Secondo un sondaggio di Skuola.net, quasi la totalità dei nostri ragazzi non vede la diversa nazionalità come un problema: per il 65% il colore di pelle o le tradizioni differenti non influenzano il giudizio, per un altro 30% i fattori etnico-culturale si fanno sentire ma sono lo stesso ininfluenti, solo il 5% è diffidente. Più complicata, però, è un’integrazione ‘reale’. Oltre la metà degli studenti svolge i compiti in casa di un compagno straniero senza problemi. Ma 1 su 3 ha poca confidenza con i ‘non italiani ‘ presenti in classe. In 1 caso su 10 sono addirittura i genitori ad opporsi alla frequentazione. Numeri simili se la osserviamo dal punto di vista degli stranieri: solo 1 su 4 cerca di fare gruppo solo con altri stranieri.
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18 novembre 2017 ore 09:30

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