Risale a pochi giorni fa la notizia secondo cui la dirigente scolastica dell'istituto frequentato da Paolo Mendico — il quattordicenne tragicamente scomparso all'inizio dell'anno scolastico — è stata sospesa per tre giorni a seguito della relazione degli ispettori ministeriali.
Il caso è tornato al centro del dibattito poiché oggi avrebbe dovuto svolgersi una manifestazione di solidarietà verso la preside, organizzata dagli studenti dell'Istituto Pacinotti di Fondi. L'iniziativa è stata annullata esclusivamente a causa del maltempo. L'indignazione scaturita da questo sostegno pubblico ha spinto la famiglia di Paolo a inviare una lettera formale di segnalazione al Ministero dell’Istruzione e del Merito e al Ministro Giuseppe Valditara.
L'indignazione della famiglia di Paolo
A prendere la parola è Ivan Mendico, fratello di Paolo. Nella segnalazione si spiega che la manifestazione è stata organizzata proprio durante le ore di scuola, coinvolgendo anche la sede di Santi Cosma e Damiano. Questo ha causato il blocco delle lezioni e l'assenza di molti ragazzi, danneggiando seriamente il loro diritto allo studio.
Il contrasto con le sanzioni del Ministero
La famiglia Mendico denuncia come "tale iniziativa si configuri come una pubblica legittimazione di soggetti già destinatari di accertamenti e sanzioni amministrative, a seguito delle indagini interne disposte dal Ministero, dalle quali sono emerse chiare responsabilità. Una manifestazione che, di fatto, si pone in aperta contrapposizione alle decisioni dell’autorità preposta alla vigilanza, minando il principio stesso di responsabilità istituzionale".
L'accusa di strumentalizzazione
Pur nel rispetto del diritto costituzionale alla libera manifestazione del pensiero, "La famiglia ritiene gravemente indecoroso e moralmente inaccettabile che soggetti riconducibili a sigle sindacali e forze politiche autonome si prestino a iniziative di questo tipo, strumentalizzando una vicenda umana drammatica e utilizzando la morte di un ragazzo come leva di propaganda, consenso o visibilità mediatica".
Un messaggio sociale "devastante"
"È un segnale devastante – si legge nella comunicazione – che trasmette l’idea di una società disposta a ribaltare i ruoli, a proteggere pubblicamente chi è già stato sanzionato e a lucrare, anche simbolicamente, sulla pelle di un ragazzo morto, svuotando di significato il dolore di una famiglia e il senso stesso di giustizia".
Il ruolo etico della scuola pubblica
Nel documento inviato al Ministro si sottolinea inoltre come "L’utilizzo di una scuola pubblica per finalità private e di parte rappresenti un messaggio educativo profondamente distorsivo, soprattutto per i giovani, in totale contrasto con la funzione della scuola quale luogo di formazione etica, responsabilità e rispetto delle regole".