
Nei giorni scorsi Disney, il colosso dei film di animazione, è rimasta vittima di un attacco hacker subito da alcuni cybercriminali del gruppo Nullbulge, che sono riusciti a trafugare oltre un terabyte di dati.
Secondo quanto riferito dagli stessi cybercriminali via internet, le informazioni rubate sarebbero relative a “progetti non ancora pubblicati, immagini grezze e codici, alcuni dati di accesso, link alle API e alle pagine web, e altro ancora”.
La conferma della Disney
Un gravissimo attacco hacker rischia di mettere in ginocchio la Walt Disney Company che, nelle ultime ore, ha perso oltre 1 terabyte di dati. Le informazioni di cui adesso sono in possesso gli hacker, secondo quanto rivelato dagli stessi, potrebbero davvero essere pericolose per la multinazionale. Inizialmente si trattava solo di un rumor, ma adesso è arrivata la conferma anche dalla Disney, che ha individuato come responsabili dell’attacco alcuni membri del collettivo Nullbulge. Questi ultimi, nel frattempo, hanno utilizzato la piattaforma X per rivelare le informazioni top secret di cui sono entrati in possesso, invitando gli altri utenti a scaricare i dati rubati, per scoprire “cosa succede dietro le quinte” di Disney.
Le informazioni trafugate
Secondo quanto riportato dal ‘Wall Street Journal’, i dati trafugati dagli hacker non conterrebbero alcuna informazione significativa. Si tratterebbe piuttosto di qualche comunicazione aziendale riguardante la gestione dei siti web e dei dati relativi alle assunzioni di nuovi dipendenti. Niente di grave per Disney che, altrimenti avrebbe rischiato di andare incontro a gravi conseguenze. Soprattutto ora che ci si prepara all’uscita di Deadpool e Marvel 1943: Rise of Hydra, titoli attesissimi dal pubblico e dalla critica.
Le motivazioni dietro l’attacco
Sembrerebbe che gli hacker del gruppo Nullbulger, da sempre impegnati socialmente, abbiano deciso di colpire il colosso dell’intrattenimento per un motivo ben preciso, che non ha nulla a che vedere con un ricatto in denaro. L’intento dell’attacco è di denunciare alcune politiche scorrette messe in atto dalla multinazionale e che riguardano soprattutto il modo in cui vengono trattati dipendenti, artisti consumatori e l’approccio dell’azienda all’AI.