Fase 2: più di 1 giovane su 2 non rinuncia alla movida, ma con la mascherina

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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L’emergenza Covid-19 non è ancora cessata ma con l’inizio della Fase 2 tutti sognano il ritorno alla normalità. Il primo segno di tutto ciò si è visto nel primo weekend dopo il lockdown, quando - soprattutto i giovani - hanno finalmente potuto incontrare gli amici dando luogo a quella “movida” di cui si è tanto discusso. Ma davvero i ragazzi hanno dimenticato a casa la prudenza? La risposta sembra essere rassicurante, se è vero che il 53% dei ragazzi è sì tornato alle uscite di piacere (per un aperitivo o per una semplice chiacchierata) ma che gran parte di loro ha comunque scelto di adottare le misure di sicurezza e di rinunciare ai luoghi troppo affollati.
A dirlo gli 8500 giovani - tra i 14 e i 25 anni - coinvolti da una web survey lanciata dal portale per studenti Skuola.net


Uscire sì, ma con la mascherina

Più dell’80% di quelli che hanno ceduto al fascino della cosiddetta “movida” ha, infatti, indossato la mascherina. Tra loro più della metà, oltre a usare il dispositivo di protezione, si è anche tenuto distante almeno un metro. Gli altri, invece, convinti che le sole mascherine bastino per mettersi al riparo da un eventuale contagio, si sono avvicinati un po’ troppo. Non manca chi, però, ha agito con minor consapevolezza dei rischi: 1 su 10 ha dichiarato di non aver messo la mascherina durante le reunion con i compagni (ma si è affidato al distanziamento), mentre e un altro 9% ha addirittura accantonato qualsiasi norma anti Covid-19.

La movida post-lockdown è "morigerata"

Il concetto di divertimento dei giovani italiani, nell’immediato post-lockdown, appare comunque decisamente morigerato, ricordando a tratti abitudini di altre (e passate) generazioni: complici forse anche le chiusure delle scuole e la didattica a distanza, oltre il 70% dei ragazzi ha preferito uscire nelle ore pomeridiane, mentre solo il 19% resiste nell’incontrare i compagni di sera. Ma è appena il 5% ad animare le città nelle ore notturne. A conferma di ciò, i luoghi preferiti dai ragazzi dove incontrarsi sembrano essere le strade e le piazze (39%) e i parchi (36%); pochi gli studenti che hanno provato ad avventurarsi nuovamente nei bar o nei pub (3%), ancora meno i coraggiosi che sono già andati a cena fuori con gli amici (1%). Gli spostamenti, di conseguenza, sono molto ridotti: il 71% si è incontrato nel suo quartiere; il 22% ha cambiato zona, ma scegliendo location poco frequentate. Solo il 7% ha sfidato la folla.
Nonostante la bella stagione e le sempre maggiori libertà di movimento, anche la frequenza delle uscite si è ridotta rispetto al periodo precedente all’esplosione del virus: è il 66% del campione ad affermarlo. Non manca però una buona quota (il 24%) che sta lentamente ritornando ai soliti ritmi. E per quanto riguarda gli assembramenti? Le grandi comitive non sono, in questo momento, contemplate: solo il 5% è uscito in gruppi di 10 persone o più. E se 1 su 5 si è mantenuto sotto quota dieci, la maggior parte è stata al massimo con altre 4 persone (così per il 46%) o si è limitata a un tête-à-tête (29%).

Ritrovarsi senza "sballo"

Normale che, partendo da tali premesse, lo “sballo” (almeno per il momento) sembra così far parte quasi di un’altra epoca. Il 57% dei ragazzi afferma, infatti, di aver ritrovato gli amici senza esagerazioni: bastava ritrovarsi dopo mesi di quarantena. Eppure rimane ancora una volta uno zoccolo duro di irriducibili, un 10% - tra cui si annoverano soprattutto universitari - ai quali invece la lontananza ha amplificato la voglia di poter nuovamente eccedere. Tra questi, molti (più della metà) sono convinti che ormai la vita potrà tornare a essere quella pre-quarantena e che il pericolo sia ormai lontano.

E i genitori?

Anche le famiglie, dal canto loro, stanno aiutando i giovani a vivere la Fase 2 senza troppe restrizioni, ma con prudenza. Tra quelli che vivono sotto lo stesso tetto con mamma e papà il 68% afferma che, per poter uscire liberamente, deve promettere di seguire le raccomandazioni sulle norme di sicurezza. Solo il 5% ha ricevuto un veto sulle uscite di piacere in compagnia, mentre il 2% può vedere gli amici solo se li invita a casa. Gli altri, però, non hanno alcuna limitazione imposta dai genitori (25%).

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