Back to school, è corsa ai compiti last-minute. Ma 1 studente su 2 li considera inutili

Lucilla Tomassi
Di Lucilla Tomassi
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Hai fatto i compiti delle vacanze?”. Questa frase, che incute ancora un certo timore in migliaia di studenti ed ex tali, sta risuonando in queste ore nelle classi di tutta Italia, insieme alle prime campanelle dell’anno scolastico. Ebbene sì, è settembre inoltrato e ormai quasi tutti i ragazzi sono tornati sui banchi dopo ben tre mesi di pausa. In realtà qualcosa da fare, legato alla scuola, ce l’avevano: i compiti assegnati dai professori, da svolgere durante le vacanze. Ma, memori del passato, la domanda è lecita: li avranno fatti? Skuola.net ha voluto chiederlo ai diretti interessati, a 6mila ragazzi di scuole medie e superiori.

Aumentano i ragazzi che finiscono i compiti

Dopo i trend negativi degli ultimi anni (nel 2018, nello stesso periodo, solo il 21% degli studenti affermava di aver completato tutti i compiti delle vacanze) stavolta sembra che i ragazzi abbiano trovato il tempo, tra un tuffo e l’altro, di immergere il naso tra i libri. Infatti è il 42% del campione a dichiarare di aver finito tutti gli esercizi. Più un altro 36% che ne porterà almeno qualcuno svolto tra quelli assegnati. Per tutti gli altri, compiti non pervenuti.
Sono dati in lieve miglioramento rispetto a quelli rilevati da un parallelo sondaggio svolto nei primi giorni di settembre 2019, quando solo il 25% rispondeva di averli completati (e il 51% di non averli finiti). Certo, siamo ancora piuttosto lontani dal 100% di ragazzi con le consegne estive interamente svolte. Ma a questo traguardo si avvicinano i più piccoli, gli alunni delle medie: isolando le risposte degli under14, la percentuale sale fino ad arrivare al 62%.

I ragazzi delle medie i più diligenti in fatto di compiti

Interessante, però, osservare quando sono stati svolti questi compiti. Perché più di 1 studente su 3, forse amante del brivido, ha deciso di ridursi all’ultimo minuto per completare le consegne delle vacanze; un dato ancora più alto (36%) quando a parlare sono gli studenti delle superiori. Pochissimi (16%) quelli che si sono portati avanti col lavoro aprendo libri e quaderni a giugno, subito dopo la fine della scuola. Lodevoli, invece, coloro che hanno dedicato ai compiti parte delle loro ferie, tra luglio e agosto: una scelta che ha coinvolto quasi la metà degli intervistati, per la precisione il 49%.
Situazione simile quando si chiede ai ragazzi quanto tempo hanno dedicato al loro svolgimento. Le risposte variano da 1 su 5, che dice di aver svolto i compiti in pochi giorni, al 50% che ha impegnato al massimo un mese sui libri, passando per un 30% che afferma di aver studiato più di un mese. Anche in questo caso il dato relativo ai più diligenti va verso l’alto, arrivando al 43%, quando vengono prese in considerazione le risposte degli studenti delle scuole medie.

Compiti delle vacanze: i prof li controllano?

Questo rinnovato interesse nello studio potrebbe essere merito - o colpa - dei professori. Per i ragazzi più che di reale voglia di studiare si è forse trattato di una ‘costrizione’, visto che i loro docenti chiederanno conto (se già non lo hanno fatto) dei compiti nelle prime settimane di scuola. In media, infatti, circa un quinto dei ragazzi dovrà consegnare tutti gli esercizi agli insegnanti (nel caso delle scuole medie toccherà a un terzo degli iscritti, il 33%), a cui si aggiungono altri 4 su 10 che dovranno rendere conto almeno ad alcuni professori. Non solo, a 1 su 5 verrà anche assegnato un voto dopo la correzione (alle medie il dato schizza al 25%).

Genitori: molto presenti durante le vacanze

Un ostacolo ulteriore per ragazzi che, nel 40% dei casi, hanno già visto le proprie vacanze condizionate dallo studio, dovendo restare a casa da soli per completare i compiti (32%). E che, talvolta (8%), hanno creato problemi organizzativi all’intera famiglia. Perché i genitori, stando a quanto riportato dagli intervistati, si sono dimostrati molto coinvolti nelle dinamiche scolastiche: il 17% dei ragazzi ha affermato che sono stati proprio loro l’aiuto fondamentale per poter svolgere i compiti (32% analizzando solo i ragazzi delle medie). E anche quando non erano presenti durante lo svolgimento degli esercizi, in tanti si sono premurati che i figli avessero effettivamente finito i compiti: così è stato per 2 studenti su 5.

Compiti inutili, meglio godersi le vacanze

Ma, alla fine, questi compiti sono stati davvero utili? Qui il dubbio si fa strada, visto che le risposte affermative vincono, ma collezionando solo il 54% dei voti. Consistente, perciò, anche il fronte del ‘no’, con il 46% dei ragazzi che sostiene di non aver tratto alcun beneficio dallo svolgimento del materiale didattico assegnato. E forse proprio perché considerati poco utili, c’è anche chi quest’estate non ha aperto libro o quasi: una situazione che accomuna più di 1 ragazzo su 5, che ha anche ammesso di non aver voluto pensare alla scuola perché troppo impegnato nel godersi le vacanze (questa la motivazione addotta dal 65% di loro).
Tuttavia, nonostante l’alto tasso di astensionismo dai compiti, il 47% degli ‘obiettori’ è ben consapevole che i genitori non saranno dalla loro parte e non verranno giustificati se i prof dovessero chiedere gli esercizi svolti. Solo poco più di 1 studente su 10, infatti, probabilmente potrà contare sulla difesa della famiglia di fronte alla prospettiva di un brutto voto già in avvio di anno scolastico. La loro tesi difensiva? Anche mamma e papà sono contrari allo studio durante i mesi estivi. Sarà vero?

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20 novembre 2019 ore 15:30

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