Post elezioni 2018: guida pratica per studenti

Il più (forse) è stato fatto: gli italiani si sono presentati alle urne e hanno dato il loro voto alle rappresentanze politiche. E ora? Solo martedì 7 marzo sapremo i risultati, anche se - finora - le proiezioni ci dicono che, per formare un governo, servirebbero degli accordi forse difficili.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dovrà quindi lavorare molto per la formazione del nuovo governo, provando a instaurare il dialogo tra le forze politiche. Ecco i prossimi step.

Camera e Senato

Una volta chiari gli esiti del voto, giovedì 8 e venerdì 9 marzo i neo-deputati e i neo-senatori potranno inizieranno a registrarsi in parlamento. Questo è il percorso necessario per arrivare alla nomina dei Presidenti di Camera e Senato, il prossimo 23 marzo.
Per il Senato, si può votare fino a 5 volte, poi si procederà scegliendo tra i due senatori che, nelle precedenti tornate, hanno ottenuto il maggior numero di voti. Alla Camera, invece, si va a oltranza.

Nuovo governo

Fino all'elezione dei Presidenti di Camera e Senato, resterà in carica il governo attuale con Paolo Gentiloni. Quando si formeranno anche i gruppi parlamentari, il premier presenterà le proprie dimissioni al Presidente della Repubblica. Dopo di lui, entro probabilmente i primi di Aprile, si recheranno al Quirinale i presidenti di Camera e Senato, i rappresentanti dei gruppi parlamentari e l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Perché il presidente Mattarella possa incaricare il nuovo governo ufficialmente, deve essere raggiunta un intesa per superare la soglia del 40%. Altrimenti, si apre la fase esplorativa (che potrebbe durare qualche tempo).

La fiducia

Una volta incaricato, il nuovo presidente del Consiglio dovrà ottenere la fiducia di Camera e Senato In pratica, il voto di fiducia funziona così: entro 10 giorni dalla nomina, il nuovo governo deve presentarsi alle Camere ed esporre il proprio programma. Se la maggioranza dei presenti, per ognuna delle due camere, appoggerà il governo, questo prenderà possesso dei suoi poteri politici. Se non ottiene la fiducia, ci saranno invece le dimissioni, e il presidente della Repubblica dovrà ricominciare le consultazioni.
Ad oggi, tuttavia, nessuna coalizione raggiunge da sola il 40%: questo vuol dire che sarà necessario, come accennato, un accordo. Le forze politiche che hanno preso più voti, in questo momento, sono la coalizione di centrodestra e il Movimento 5 stelle.
Se non si troverà un'intesa, potrebbe essere formato un governo di scopo (un governo di breve durata con rappresentanza di tutte le forze politiche), che dovrà occuparsi di modificare la legge elettorale e altre questioni urgenti. In alternativa, Mattarella potrebbe decidere per un governo tecnico (come nel 2008 con il governo Dini e nel 2011 con il governo Monti).
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3 ottobre 2018 ore 16:30

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