Elezioni 2018, il programma del Movimento 5 Stelle per la scuola: al centro merito e formazione

Rimettere scuole e università pubbliche al centro del sistema didattico e formativo italiano. Cancellando gran parte della legge 107, la cosiddetta ‘Buona Scuola’. E puntando su una formazione efficace per trovare lavoro. È l’obiettivo dichiarato del Movimento 5 Stelle in vista delle elezioni politiche del 4 marzo. I ‘pentastellati’, per tentare di ottenere l’incarico di Governo, hanno elaborato un programma molto articolato in cui i temi legati all’istruzione e al futuro delle nuove generazioni occupano una parte importante. Due le parole chiave: efficienza e merito.

Luigi Gallo: il deputato grillino, membro della commissione Cultura della Camera, parla del programma M5S

Per farci spiegare nel dettaglio come verranno sviluppati i principali temi abbiamo intervistato Luigi Gallo, deputato ‘cinquestelle’ e membro della commissione Cultura della Camera nella legislatura appena terminata. Con lui abbiamo parlato soprattutto di programmi scolastici e alternanza scuola-lavoro. E di quali strade percorrerà il M5S se dovesse entrare a Palazzo Chigi dalla porta principale.

Il programma elettorale del Movimento 5 Stelle su scuola, università e formazione

Tantissimi gli argomenti trattati dal programma per la scuola del Movimento 5 Stelle. I seguenti, però, sono a nostro parere quelli essenziali, su cui si baserà l’intera (eventuale) azione di governo.

- Limitazione del numero di alunni per classe (massimo 20/22), per consentire ai docenti di lavorare in un contesto organizzativo e didattico completamente diverso da quello attuale, e assicurare la giusta attenzione agli studenti con difficoltà, particolari potenzialità e diversi talenti;
- eliminazione dell'obbligatorietà dell'alternanza scuola-lavoro promuovendo percorsi formativi, configurati come un’Azione di Apprendimento nel Territorio;
- eliminazione delle prove d’esame Invalsi, superamento della valutazione numerica ed estensione della valutazione per competenze (certificazione per competenze annuale);
- piano decennale per la messa a norma e in sicurezza, la riqualificazione e il rinnovamento di tutte le scuole italiane e degli ambienti dell'apprendimento;

- abolizione dei finanziamenti alle scuola paritaria (facendo salvi i finanziamenti per asili nido e scuola dell’infanzia);
- modifica della legge 62 del 2000 che ha istituito la parità scolastica per le scuole private, affinché ci sia una distinzione chiara tra scuola statale e scuola privata;
- contrasto ai diplomifici e ispezioni periodiche per la verifica dei requisiti delle scuole private;
- ripristino del tempo pieno e compresenze nel primo ciclo d’istruzione;
- contrasto della dispersione scolastica;
- promozione di una didattica innovativa e interdisciplinare;
- incentivazione del raccordo tra Università, centri di ricerca, scuole, enti pubblici e mondo produttivo, anche attraverso il potenziamento di incubatori universitari;
- revisione degli enti formativi dell'istruzione professionale secondaria e degli Istituti tecnici superiori (ITS)
- coinvolgimento delle Università nella riqualificazione e riconversione professionale in itinere dei lavoratori inoccupati, anche attraverso il coordinamento con i centri per l’impiego;
- potenziamento e sviluppo in maniera strutturale del dottorato industriale (da svolgersi direttamente all’interno delle imprese);
- revisione del sistema della formazione tecnica terziaria, anche attraverso una maggiore sinergia tra le università e gli istituti superiori tecnici e professionali;
- riforma del sistema artistico-musicale: assicurare un maggior coordinamento tra i vari 3 livelli d'istruzione (scuole a indirizzo musicale, licei coreutici, artistici e musicali, sistema AFAM);
- svolgimento obbligatorio di stage e attività laboratoriali nei percorsi di studio che attualmente non lo prevedono (soprattutto all’università);
- completamento del quadro normativo sulla didattica online;
- incentivazione dell’offerta formativa online e telematica delle Università statali;
- più borse di studio, modificando la disciplina del diritto allo studio universitario per incrementare la platea degli aventi diritto, anche introducendo criteri di reddito equivalente su base regionale e investendo maggiori risorse statali;
- innalzamento della soglia di reddito per ottenere l'esenzione dal pagamento della tassa di iscrizione (No Tax Area);
- riforma del sistema del numero chiuso e dell’accesso programmato;
- potenziamento e valorizzazione dei corsi di dottorato;
- meccanismi di accreditamento e di controllo più stringenti sui corsi privati online e richiesta alle università telematiche private di docenti di ruolo stabili;
- valutazione della didattica dei docenti anche attraverso il diretto coinvolgimento degli studenti;
- assunzione del numero dei dirigenti scolastici necessari, eliminando le reggenze;
- ampliamento delle risorse per la gestione degli istituti scolastici, accesso ai fondi europei e adeguata attenzione alle aree disagiate;
- rimodulazione delle responsabilità relative alla sicurezza;
- promozione di progetti educativi curricolari ed extracurricolari che valorizzino gli aspetti applicativi e le competenze pratiche, le attività espressive e sportive;
- revisione del Sistema nazionale di valutazione (SNV), promuovendo una maggiore centralità dell'Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca innovativa (INDIRE);
- sblocco degli scatti stipendiali per i docenti;
- riforma del sistema di reclutamento dei docenti, eliminando le procedure comparative locali e introducendo un meccanismo nazionale di assegnazione dei docenti sulla base delle necessità preventivamente programmate degli atenei;
- raddoppio del numero di studenti stranieri in Italia, portandoli a 100 mila, incentivando la loro presenza presso le Università del Mezzogiorno;
- coinvolgimento degli atenei nella «formazione permanente» dei cittadini, sviluppando i processi di Lifelong Learning;
- aumento della quota del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università (FFO);
- Revisionare e semplificare il sistema di valutazione della qualità della ricerca (VQR);
- aumento dei fondi pubblici alla ricerca e introduzione di nuovi incentivi per incrementare quella degli enti privati;
- implementazione dello smart working;
- adozione di un equo compenso per tutti (salario minimo garantito) e l’introduzione di tutele nei confronti delle lavoratrici, lavoratori autonomi e non.


Marcello Gelardini


Elezioni politiche 4 marzo: il programma del Movimento 5 Stelle

Skuola | TV
INVALSI 5^ superiore: i consigli dell'esperto

In studio con noi Roberto Ricci, Responsabile Area Prove Invalsi. Con lui capiremo com'è strutturata la prova e le modalità di svolgimento. Sarà un'occasione per toglierti qualsiasi dubbio sui Test INVALSI, potrai infatti inviare la tua domanda e riceverai la risposta in diretta!

25 febbraio 2019 ore 16:30

Segui la diretta