Imma Ferzola
Autore
Donne più freddolose di uomini

Questa differenza non è un luogo comune, trova conferme nella ricerca scientifica: a giocare un ruolo chiave, nella percezione differente tra i due sessi, sono differenti fattori: la differenza di percentuale di muscoli, il metabolismo inferiore, una quantità maggiore di grasso corporeo e gli ormoni.

Nelle case, negli uffici, in auto e persino quando si parla di temperatura dell'acqua sotto la doccia, la disputa sulla temperatura ideale è ormai un classico. In molte situazioni ci si ritrova a negoziare qualche grado in più o in meno, notando spesso che le donne preferiscono ambienti più caldi rispetto agli uomini.

Indice

  1. Quali sono le differenze biologiche
  2. Ormoni e ciclo mestruale
  3. Un fenomeno comune anche nel mondo animale

Quali sono le differenze biologiche

A spiegare cosa succede nel corpo sono la ricercatrice Charlotte Phelps e il professor Christian Moro della Bond University, in Australia. I due studiosi evidenziano che, “a circa lo stesso peso corporeo, le donne tendono ad avere meno muscoli per generare calore”.

Non solo: “le donne hanno anche più grasso tra la pelle e i muscoli, quindi la pelle si sente più fredda, poiché è leggermente più lontana dai vasi sanguigni”. A questo si somma un elemento chiave: le donne tendono ad avere “un tasso metabolico inferiore rispetto agli uomini, il che riduce la capacità di produzione di calore durante l’esposizione al freddo”.

Ormoni e ciclo mestruale

Accanto alle caratteristiche corporee, entrano in gioco anche gli ormoni. Estrogeni e progesterone, presenti in quantità più elevate nelle donne, influenzano sia la temperatura interna sia quella della pelle.

Gli estrogeni, spiegano Phelps e Moro, dilatano i vasi sanguigni nelle estremità, facilitando la dispersione di calore nell’ambiente circostante. Il progesterone fa l’opposto: provoca una leggera costrizione dei vasi sanguigni superficiali, contribuendo a trattenere calore negli organi interni.

Questo equilibrio varia nel corso del mese. Dopo l’ovulazione, quando il progesterone aumenta, la temperatura corporea interna tende a essere più alta. Proprio in questa fase, le donne potrebbero avvertire maggiormente le temperature più fresche all’esterno, percependole come più fastidiose.

Un fenomeno comune anche nel mondo animale

Le differenze nella percezione del freddo non riguardano solo gli esseri umani. Phelps e Moro ricordano che dinamiche simili sono state osservate anche in molte specie di mammiferi e uccelli.

“I maschi si radunano più comunemente in aree più fresche dove c’è ombra, mentre le femmine e la prole rimangono in ambienti più caldi dove c’è la luce del sole”. L’esempio dei pipistrelli è particolarmente chiaro: i maschi preferiscono le zone fredde e montuose, mentre le femmine scelgono le valli più calde.

Secondo i due esperti, questa preferenza avrebbe una possibile spiegazione evolutiva. Le femmine potrebbero aver sviluppato “una preferenza per i climi più caldi per incoraggiare la prole a riposare durante le fasi in cui i giovani non sono in grado di regolare la propria temperatura corporea”.

Una strategia che, nel tempo, avrebbe favorito la sopravvivenza dei piccoli.

Skuola | TV
Come diventare doodle artist, ovvero ‘scarabocchiare’ per lavoro: la storia di Fra!

Ospite del vodcast YouTube di Skuola.net, Francesco Caporale, in arte fra!, spiega come diventare doodle artist

Segui la diretta