Daniele Grassucci
Autore
la risposta di openai a omer oztoc
Fonte: LinkedIn Ömer Öztok


Hai presente quando i prof dicono che nella vita bisogna puntare in alto? Ecco, Ömer Öztok, un giovane appassionato di tech, ha preso il consiglio alla lettera. Mentre noi comuni mortali sudiamo sette camicie per scrivere un CV decente per un lavoretto estivo, lui ha deciso di puntare direttamente alla poltrona più ambita del momento: quella di CEO di OpenAI, l'azienda che ha creato ChatGPT.

Indice

  1. Una candidatura tra genio e follia pura
  2. La risposta di OpenAI: tra diplomazia e terrore
  3. Il web si scatena

Una candidatura tra genio e follia pura

La cosa incredibile non è solo che si sia candidato per un posto che ufficialmente non era nemmeno disponibile, ma è la "visione" che ha presentato nella sua lettera di presentazione.

Il suo programma di gestione era quantomeno audace. Come prima mossa, Ömer ha proposto di licenziare l'intero team dei dirigenti per sostituirli con versioni automatizzate di ChatGPT, tenendo per sé l'unico ruolo umano al comando.

Ma non si è fermato qui: ha suggerito di soffiare tutti i dipendenti a Mark Zuckerberg offrendo loro abbonamenti a vita a ChatGPT Plus e ha persino ipotizzato di acquisire Google solo perché gli piaceva il nome. Per chiudere in bellezza, ha proposto di addestrare il futuro modello GPT-6 usando esclusivamente i propri tweet.

La risposta di OpenAI: tra diplomazia e terrore

Dopo aver inviato la candidatura con la sicurezza di un veterano della Silicon Valley, Ömer ha condiviso tutto sui social commentando con un epico "ci ho provato".

E, contro ogni previsione, OpenAI ha risposto davvero. La lettera dell'azienda è stata un capolavoro di diplomazia e sottile allarme. Pur lodando il suo entusiasmo, i vertici della società hanno definito "apocalittica" l'idea di rimpiazzare i leader umani con dei bot e hanno etichettato il piano di "scippo" ai danni di Meta come un disastro legale assicurato.

Alla fine, il rifiuto è arrivato con una motivazione quasi ironica: l'azienda ha preferito un candidato più tradizionale, che magari non pretendesse il 50% delle azioni della società come premio d'ingresso.

Il web si scatena

La storia è diventata immediatamente virale, scatenando i commenti più disparati sotto i post del ragazzo.

Molti utenti hanno scherzato sul fatto che ormai il mercato del lavoro sia diventato così difficile che non ti fanno fare nemmeno il CEO se non hai almeno dieci anni di esperienza. Altri hanno fatto notare come la lettera di rifiuto sembrasse scritta proprio dall'intelligenza artificiale, rendendo il tutto ancora più paradossale.

In ogni caso, Ömer non l'ha presa male, anzi, ha pubblicato il "no" ricevuto con un orgoglio immenso, promettendo che un giorno supererà OpenAI.

La sua lezione per tutti noi studenti è chiara: la prossima volta che avrai paura di scrivere a un professore o di mandare un CV, ricordati che c'è qualcuno che ha provato a prendersi l'azienda più potente del mondo con tanta faccia tosta e un pizzico di ironia.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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