Imma Ferzola
Autore
Gen Z

Immagina la tua mattinata tipo: entri in classe, apri il tablet, scarichi le slide e intanto guardi un video rapido su TikTok per "staccare". Sembra tutto normale, vero? Eppure, secondo la scienza, proprio questa routine sta creando un cortocircuito senza precedenti. Per la prima volta nella storia moderna, una generazione, la Gen Z, starebbe ottenendo risultati cognitivi inferiori a quella dei propri genitori.

Il neuroscienziato Jared Cooney Horvath ha lanciato l'allarme: qualcosa nel nostro cervello si è "inceppato" proprio intorno al 2010.

Indice

  1. Cosa dicono i dati sul calo cognitivo
  2. Più formazione, meno risultati: il paradosso del 2026 
  3. Lo schermo come muro tra te e l'apprendimento 
  4. È la fine dell'intelligenza? 

Cosa dicono i dati sul calo cognitivo

I nati tra il 1997 e il 2010 (la Gen Z) sono sotto la lente d'ingrandimento. Secondo i dati presentati da Horvath, si registra un calo documentato in aree che consideravamo "scontate":

  • Attenzione: Sempre più frammentata e difficile da mantenere.
  • Comprensione del testo: Leggere non significa più "capire nel profondo".
  • Memoria: Perché ricordare se c'è Google? Ma il cervello ne soffre.

Il dato incredibile è che per oltre un secolo l'intelligenza umana è cresciuta costantemente. Poi, con l'arrivo massiccio della tecnologia nelle classi, la curva ha iniziato a scendere.

Più formazione, meno risultati: il paradosso del 2026 

Non è una questione di pigrizia. I ragazzi di oggi passano tecnicamente più ore a studiare rispetto ai giovani del secolo scorso. Il problema, secondo Horvath, è il come. Intervenendo al Senato degli Stati Uniti, l'esperto è stato brutale: "Gli esseri umani sono programmati per imparare da altri esseri umani, non sfogliando schermi alla ricerca di riassunti pronti".

Il multitasking digitale, fatto di video brevi e sintesi rapide, ci starebbe privando della capacità di risolvere problemi complessi. In pratica, sappiamo dove trovare l'informazione, ma non sappiamo più come usarla per pensare in modo critico.

Lo schermo come muro tra te e l'apprendimento 

"Più della metà del tempo in cui un adolescente è sveglio, lo trascorre fissando uno schermo", ha spiegato Horvath. Questo bombardamento costante impedisce la creazione di quella "memoria profonda" che servirebbe per diventare davvero brillanti.

Non è colpa tua se preferisci un video di 30 secondi a un capitolo di storia, ma è come il cervello reagisce a quel video: si abitua alla gratificazione immediata e "si spegne" quando deve fare uno sforzo reale.

È la fine dell'intelligenza? 

Lo studio non dice che siamo diventati "stupidi", ma che il nostro metodo di apprendimento è diventato incompatibile con la biologia del cervello. La sfida del 2026 è capire come riprenderci quella marcia in più, magari chiudendo il tablet ogni tanto per tornare a discutere faccia a faccia.

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