40 anni di Rubik, il cubo per geni

Lorena Loiacono
Di Lorena Loiacono

40 anni di cubo di Rubik

NON UN SEMPLICE UN GIOCO - Nove quadrati colorati su sei facce, per un totale di 54 quadrati divisi con 6 colorazioni diverse e un’infinita possibilità di composizioni. Semplice ed essenziale, creato dal progetto dell’architetto e scultore ungherese Erno Rubik, il cubo inizialmente definito “Magico” è un puzzle game meccanico che non smette di far impazzire chi se lo ritrova tra le mani. Era il 19 maggio del 1974 quando venne ideato, inizialmente era destinato a un sparuto pubblico di matematici e solo tre anni dopo sbarcò nei negozi di giocattoli. Non solo un divertimento, dunque, nel Cubo di Rubik c’è molto di più. E ancora oggi spopola ovunque si trovi.

ROBA DA GENI - Inutile negarlo, tutti abbiamo un conto in sospeso con quel cubo complicato che negli anni ha minato la nostra fiducia nelle capacità di gioco e di calcolo. Quanti di noi avranno battuto la testa al muro cercando di venir fuori dal rompicapo più semplice e allo stesso tempo più complesso che esista? Senza contare il senso di frustrazione che si prova, vedendo il simpatico e coloratissimo cubo risolto nelle mani di un bambino. Come è possibile? Calcolo e intuito. E tanta fortuna. E’ questo il segreto di Rubik.

IL GIOCO IMPOSSIBILE, PER TUTTI MA NON PER RUBIK - Il padre del cubo, Erno Rubik, ha impiegato un mese per arrivare alla soluzione del rompicapo di sua invenzione. E dalle sue parole, seguiamo il percorso che ha compiuto per arrivare alla tanto agognata soluzione:
“È stato bellissimo vedere come, appena dopo poche mosse, i colori hanno cominciato a mischiarsi, apparentemente in modo casuale. È stato enormemente piacevole vedere questa parata di colori. Così, come dopo una lunga passeggiata, dopo aver visto dei bellissimi posti si decide di tornare a casa, dopo un po’ ho deciso di tornare indietro, di rimettere i piccoli cubi in ordine. E questo è stato il momento in cui mi sono trovato faccia a faccia con la grande sfida: dov’è la strada per tornare a casa?”.

UNA SFIDA MONDIALE - Nel 1977, abbiamo detto, il cubo lasciò il mondo scientifico dei matematici per approdare nei negozi di giochi. Da lì il successo fu immediato e velocissimo: la community degli speedcubers crebbe in pochissimi anni tanto che nel 1982 venne organizzato il campionato mondiale del cubo di Rubik, proprio in Ungheria. La coppa in premio? Un cubo di Rubik, completamente dorato.

IRRESISTIBILE - Da questa mattina infatti milioni di internauti si sono messi alla prova con il doodle online: i risultati? Facile immaginare che pochissimi ne saranno venuti a capo. Visto che vedere ciascuno dei sei colori coprire interamente ognuna delle sei facce, bisogna trovare l’unica soluzione corretta tra le infinite possibilità.
Che poi infinite non sono, soprattutto per i matematici che amano giocare con i numeri e, quindi, con il celebre Cubo. Il numero esatto delle combinazioni esiste ed è 43.252.003.274.489.856.000.
Basta trovare quella giusta, semplice no?

PER LA SOLUZIONE? SERVE UNA SETTIMANA - Parola di esperto. Difficile riuscire a risolvere il mistero del cubo di Rubik in meno di una settimana. “Io provai a completarlo – spiega Renatus Johannes Schoof, docente ordinario di geometria dell'Università di Tor Vergata – nel lontano 1980, quando era conosciuto solo tra i matematici. Avevo 26 anni e impiegai una settimana intera per arrivare alla meta. Devo ammettere che alla fine mi facevano male le mani ma la soddisfazione fu tanta. Cosa serve? Intuito matematico e orientamento, oltre a una buona conoscenza della teoria dei gruppi. Quindi mi rivolgo ai ragazzi delle superiori e dico: se volete avere una chance per risolvere il cubo di Rubik, armatevi di tanta pazienza e forza di volontà e studiate la teoria dei gruppi. E, comunque, non sarà facile”.

Lorena Loiacono

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