7 citazioni latine che (forse) hai usato nel modo sbagliato

Tra tatuaggi e discorsi vari, spesso capita di sentire qualche citazione latina. Espressioni datate certo, ma che a volte si adattano perfettamente al contesto. Saperle utilizzare è necessario, per evitare di fare qualche figuraccia e sentirsi inevitabilmente fuori luogo. E dai classici Urbi et orbi o Carpe diem a quelli un po' più complessi, la lista è veramente lunga. Ecco gli esempi migliori!

Urbi et orbi

Urbi et orbi! Tradotto: in tutto il mondo. La sua origine risale alle benedizioni papali, che arrivavano da Roma, per l'appunto, a tutto il mondo.

Ipse dixit

Traduzione: "L’ha detto lui". Un richiamo all'espressione di qualcuno per esaltarne l'autorevolezza.

Honoris causa

Lo avrete sentito centinaia e centinaia di volte. I titoli accademici infatti sono assegnati “a motivo d’onore”. In genere a conferirlo sono le università.

Apertis verbis

Meno parole più fatti. Quante volte lo avrete detto? Un'espressione che serve a confermare il voler spiegare qualcosa in maniera chiara e lineare.

Quousque tandem abutere

In italiano diciamo: "Ne ho fin sopra i capelli". In latino si usa questa espressione per sottolineare la pesantezza di una persona e gli effetti che hanno su noi. Il primo a usarla? Cicerone, ovviamente contro l'acerrimo nemico di Roma, Catilina.

Per aspera ad astra

Quando il litigio si fa duro, ecco la formula migliore da sfoggiare. “Attraverso le asperità, fino alle stelle”.

Ad maiora!

L'augurio più usato per le grandi conquiste: lauree, esami di maturità, prove di ammissione.“A cose maggiori!”. In sostanza si augura alla persona (ma anche a se stessi) di collezionare una serie di successi.

Serena Santoli

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17 dicembre 2018 ore 15:00

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