Manuale di conversazione per rendersi interessanti in 8 frasi

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Di Redazione

Perennemente in imbarazzo alle feste o in ascensore? Ecco alcuni consigli pratici per vincere la timidezza e in modo originale

"conversazione"

Come rendersi interessanti facendo conversazione


Nell'epoca di Facebook, Twitter, Whatsapp, Messenger e così via sembra che tutti abbiano una personalità unica e un'opinione forte su qualunque cosa. Tutti eccetto le persone più riservate, quelle che definiremmo i timidi, insomma, quelle persone che a una festa cercano di camminare rasente il muro per non farsi notare, oppure che armeggiano con il cellulare fingendo di essere impegnati in conservazioni importanti.
Non tutti sono versati nell'arte della conversazione, e purtroppo si tratta di un'abilità di base che potrebbe precludere molti rapporti, dato che non sempre gli altri hanno la pazienza di spendere qualche minuto in più nella conoscenza dell'ultimo arrivato. È per queste persone - e tutti coloro che volessero migliorare nella modalità di approccio - che abbiamo pensato di stilare un piccolo manuale di conversazione in 8 frasi, utili per rendersi interessanti.

Come ti chiami?


Il primo rifugio per tutti i timidi è sempre la richiesta del nome dell'interlocutore: una domanda che non lascia molto spazio alla conversazione. Perché allora piuttosto non chiedere "cosa significa il tuo nome?" e nel caso prepararsi la spiegazione del proprio?

Di cosa ti occupi?


In genere il secondo step è passare al lavoro o al percorso di studi che sta affrontando l'altro. Un'altra domanda ben poco originale, che potrebbe essere rinfrescata chiedendo quali sono le cose più interessanti del lavoro altrui e focalizzandosi su qualche aspetto magari secondario ma originale.

Cosa hai fatto durante le vacanze?


Classica situazione settembrina: si inizia a parlare di vacanze, ma i più riservati non vanno oltre il nome del posto in cui sono stati. Perché allora non chiedere o raccontare gli episodi più interessanti, curiosi o animali accaduti in quel periodo?

Da dove vieni?


Nelle grandi città spesso e volentieri sono poche le persone originarie del luogo. Piuttosto che chiedere da dove provengono - domanda anche un po' imbarazzante - si può provare a chiedere quali sono le memorie più felici che l'altro conserva del luogo in cui è cresciuto.

È una bella giornata, no?


Cosa si può rispondere a chi commenta il meteo? In genere altre banalità simili, come da classica conversazione da ascensore. Perché piuttosto non provare a rispondere con "certo, d'altro canto è il weekend!", sia in modo serio che ironico? Dirotterete la conversazione su un argomento più interessante.

Come va?


Una formula standard alla quale si risponde sempre "bene" per cortesia e per non tediare l'altro. Ma se volete risaltare sulla massa preparate un resoconto circostanziato del vostro benessere psicofisico, magari pronunciato molto velocemente per non annoiare troppo chi vi ascolta. Romperete il ghiaccio in modo clamoroso nel giro di qualche minuto.

Che caldo che fa


Commentare le temperature sembra essere uno sport internazionale, che però non lascia grandi margini di conversazione. Provate a buttarla sullo scientifico, parlando di emisferi, surriscaldamento globale, distanza del Sole dalla Terra e così via. Non preoccupatevi, se vi confonderete strapperete comunque un sorriso.

Spiazzate tutti


Quando invece siete voi a essere sottoposti a una sfilza di domande provate a rifuggire dalla risposta più secca e netta: se non avete nulla da dire di particolare allora inventate liberamente con grande sfoggio di dettagli fasulli. Il segreto sta nell'ammettere subito dopo con un sorriso che nulla di tutto ciò è vero: non passerete inosservati.


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1 settembre 2020 ore 11:00

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