Seconda prova e commissari esterni: 6 consigli per arrivare sereni e preparati

Maura Manca
Di Maura Manca

ragazza che studia

Oggi si scoprono le materie della seconda prova e si inizia a realizzare che l’esame di maturità non è poi così lontano. Pagelle consegnate, paura di non riuscire a recuperare e di non arrivare con i voti desiderati alla fine dell’anno, si parte per il viaggio più lungo della vita: quello della preparazione alle prove della maturità.
In questi mesi si alternano emozioni contrastanti che aumentano di intensità man mano che i giorni passano. A giorni ci si sente tranquilli e in grado di affrontare tutto, altri ci si deprime perché si pensa di non essere in grado a riuscire a prepararsi adeguatamente e quindi o di essere bocciati o di fare una brutta figura. Sono mesi in cui le ansie e le paure possono diventare amiche quotidiane creando tutta una serie di problematiche psico-fisiche che vanno ad intaccare solo la capacità di concentrarsi, di mantenere l’attenzione senza distrarsi e perdersi nei pensieri dell’esame, andando ad alterare la qualità del sonno e l’appetito, fattori fondamentali per mantenere un buon equilibrio mente e corpo. Se si lascia spazio all’allerta e alle preoccupazioni si rischia di vivere una condizione di tensione e di stress che oltre a non aiutare nello studio, rischia di far arrivare già troppo provati al momento dell’esame in cui invece servirebbero tutte le forze ed energie concentrate per essere al 100%.

Ecco allora 6 consigli per arrivare tranquilli alla maturità imparando a gestire le ansie e le paure:

1. NON FASCIARSI LA TESTA PRIMA DI ROMPERSELA. Non si deve partire sconfitti in partenza e pensare al peggio: “è la materia che non volevo”, “non ce la farò mai” “che sfiga”, “quel commissario è cattivo e mi prenderà sicuramente di mira”. Sono tutti pensieri che fanno solo scattare il sistema d'allarme generando una condizione di agitazione interna troppo precoce. Vivere l’esame come una sconfitta senza neanche aver iniziato la partita significa arrivare a giugno stressati e nel momento di maggior bisogno di energie, il corpo e la mente saranno già affaticati.


2. STUDIARE SENZA LA COMPAGNIA DELL’ANSIA SIGNIFICA APPRENDERE TUTTO CIÒ CHE SI LEGGE. Bisogna spingere sull'acceleratore della macchina dello studio e della preparazione dell'esame tralasciando i bagagli con le ansie e le paure di non superarlo, di prendere un brutto voto, di fare scena muta, di non riuscire a studiare tutto, di non finire il programma o di deludere i genitori o i professori. Lasciare spazio a questi pensieri significa solo perdere tempo e creare una condizione mentale che non favorisce l’apprendimento. Bisogna andare avanti con costanza e senza sosta senza dimenticare mai che passo dopo passo si raggiunge anche il traguardo più lontano.

3. L’ANSIA NON DEVE PRENDERE IL SOPRAVVENTO E TOGLIERE SPAZIO AI PENSIERI POSITIVI. Quando l'ansia prende il sopravvento nella nostra mente e nel nostro corpo si attivano una serie di reazioni a catena. Per prima cosa si intacca il sonno, si fanno brutti sogni, ci si risveglia più volte nell’arco della nottata, si perde l'appetito e ci si sente più nervosi e irritabili. Non si deve lasciare spazio a queste reazioni, ci distolgono dal raggiungimento del nostro obiettivo, bisogna riprendere padronanza di se stessi e dirsi che c'è tutto il tempo per prepararsi. In fin dei conti, l'esame consiste in due scritti e un orale. Ma quanti scritti e orali avete fatto in tutti gli anni precedenti? Ecco, allora non si deve pensare che sia una montagna da scalere, il grosso è stato fatto per arrivare fino alla quinta e quindi si è pronti ad affrontare anche questo piccolo impegno finale dandogli il peso giusto.

4. MAI SMETTERE DI CREDERE NELLE PROPRIE CAPACITÀ. Anche se a volte si vede tutto difficile, si prende qualche brutto voto, si pensa di non ricordarsi le cose e di non riuscire a studiare tutto quello che c’è da studiare o si crede di non essere bravi in quella materia che è uscita, o è uscita proprio la materia odiata, non si deve cedere ai pensieri pessimisti ed estremamente negativi, ma al contrario dare il meglio di sé. Si deve comprendere che in questa fase dell'anno nulla è perduto, anzi, si ha tutto il tempo a disposizione per organizzare il lavoro, preparare la tesina, sistemare il materiale, fare schemi e tutto ciò che può aiutare a memorizzare e a tenere la situazione sotto controllo e vivere nella maniera più serena i giorni che separano dal "grande giorno".


5. ATTENZIONE ALL’EFFETTO CONTAGIO DEI SOCIAL. Quando scatta l’allarme pre-esame ci si butta sui social. Si creano gruppi, si cercano disperatamente informazioni e soluzioni e si legge tutto quello che scrivono gli altri. A volte tutto questo può rischiare di condizionare, di fare una sorta di effetto contagio, se si leggono commenti negativi, ansie, preoccupazioni, anche la persona più calma si fa invadere da quello che legge e si fa condizionare. Questo è sbagliato perché ognuno è diverso dall’altro e magari ciò che è difficile per una persona, è facile per l’altra, ciò che vedono gli occhi di una persona, non lo vedono i propri. Bisogna sempre ragionare con la propria testa, dare il peso giusto a ciò che si legge in rete e usare internet per le sue potenzialità e risorse.

6. NON DIMENTICATE IL CORPO. In questi mesi di studio matto e disperatissimo non si deve dimenticare di dare spazio allo scarico delle tensioni. Anche se si è indietro con i programmi e si ha tantissimo da studiare non si deve togliere lo spazio alle attività ludiche e sportive e alle uscite con gli amici. Non è una perdita di tempo, è un rigenerare le pile e ricaricare le batterie per affrontare al meglio lo studio. Se non si stacca, si rischia di caricare e poi di esplodere senza neanche accorgersene.

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