Ora di Religione a scuola: ecco perché è utile per capire il mondo


La religione cattolica è la materia scolastica che gode di meno ore a disposizione nelle scuole secondarie, sebbene sia indiscutibilmente utile: anche se siamo nel XXI secolo, è pur sempre necessario conoscere le basi su cui - volente o nolente (e perché nolente?) - è fondata la nostra società. E si sa: il cristianesimo ha influenzato anche il mondo dell'arte, quello della letteratura e, indubbiamente, i costumi occidentali. È altresì vero, e dunque da segnalare, che studiare religione a scuola non significa essere credenti, ma indica la volontà di avere una visione più completa del mondo; infatti, in quasi tutte le società l'aspetto religioso ha ricoperto (e ricopre) un ruolo di primaria importanza.
Quindi, perché è importante avvalersi dell'IRC? E come la si deve insegnare/apprendere? Abbiamo intrattenuto con Tommaso Cera, professore di lungo corso di religione nelle scuole secondarie e autore di testi scolastici per i tipi De Agostini Scuola di Novara (Marietti Scuola), un interessante dibattito. Cera, infatti, da diversi anni si occupa dello “svecchiamento” didattico dell’IRC, proponendo libri scolastici vicini al mondo dei giovani. Non è quindi impossibile trovare nei suoi testi e anche nelle sue lezioni proposte di scene di cartoni animati, spezzoni di film, commenti di opere d’arte, testi teatrali, brani del Vangelo e canzoni rilevanti didatticamente (ossia capaci di trasmettere valori, insegnamenti). Con relativi apparati didattici, per valutare ciò che è stato compreso e trasmesso. «Il compito dell'insegnante di religione», sostiene Cera, «è quello di presentare i grandi valori del cristianesimo e delle altre religioni nel quadro delle finalità della scuola. Si può raggiungere questo risultato lavorando su fonti e linguaggi diversi: non solo la Bibbia, la letteratura e l'arte ma anche le varie forme della cultura contemporanea, come il cinema, la musica e la televisione».

La scuola di oggi, che vive con la necessità di adeguarsi alle normative europee sulle competenze, con la religione che tipo di competenze intende far sviluppare a milioni di giovani?

«L'insegnamento della religione cattolica, pur avendo, nelle scuole secondarie, una sola ora di lezione a settimana, contribuisce allo sviluppo di molte competenze: oltre a quelle religiose, sviluppa anche le cosiddette "Competenze chiave per l'apprendimento permanente", come la comunicazione nella madrelingua, la competenza digitale, imparare a imparare, competenze sociali e civiche, senso d'iniziativa e consapevolezza culturale. L'IRC è un'occasione preziosa per approfondire testi ed eventi indispensabili per comprendere la nostra storia e la nostra cultura. La Bibbia, per esempio, sebbene a scuola sia piuttosto trascurata, è il testo che ha influito di più sulla nostra civiltà. La conoscenza delle tre religioni abramitiche è indispensabile per capire le affinità e le differenze tra ebrei, cristiani e musulmani. I grandi valori etico religiosi sono ancora oggi capaci di dare un senso alla vita dell'uomo».

Perché un ateo o un agnostico o uno che professa una religione che non sia il cattolicesimo dovrebbe avvalersi dell’IRC?

«L'ora di Religione non è catechismo o peggio indottrinamento. Ha invece, o dovrebbe avere, un taglio culturale e per questo è aperta a tutti gli studenti, indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa. Permette di capire le grandi opere della letteratura e dell'arte ma soprattutto insegna ad apprezzare i grandi valori che garantiscono la convivenza sociale, alcuni dei quali sono confluiti nella nostra Costituzione», puntualizza Cera.
E in un mondo come il nostro, in una società fondata su valori cristiani, ma minacciata da fanatismi e fondamentalismi, non sarebbe forse necessario avere una buona cultura religiosa? «Una buona cultura religiosa è senz'altro un'ottima arma per contrastare il fondamentalismo religioso. Occorre che gli studenti sappiano distinguere il messaggio di un testo sacro dalle deviazioni di tipo fondamentalista. Per uno studio serio del fenomeno religioso a scuola occorrerebbero sicuramente più ore a disposizione, ma è difficile che ciò si realizzi
».

E con un’ora a disposizione, Professor Cera, che didattica propone?

«La mia didattica è in parte tradizionale, basata quindi sulla lettura delle fonti, e in parte innovativa, perché ha un carattere interdisciplinare ed è potenziata dall'uso sistematico dei dispositivi digitali. Inoltre cerco di sviluppare le competenze dei miei studenti creando le condizioni migliori perché sappiamo non solo acquisire conoscenze, ma anche sviluppare abilità e competenze, in modo che riescano a usare quanto hanno appreso per migliorare se stessi e il mondo in cui vivono».

Alessio Cozzolino

Questo articolo è stato scritto da Alessio, studente e blogger. Se ti piace scrivere e vuoi far parte anche tu del nostro team di blogger, scrivi a blogger@skuola.net

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1 dicembre 2017 ore 16:30

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