Cyberbullismo: ecco come puoi difenderti

Maura Manca
Di Maura Manca

Il fatto che sia entrata in vigore la legge contro il cyberbullismo significa che ci saranno dei cambiamenti da diversi punti di vista. Per prima cosa, dovete capire cosa si intende realmente per cyberbullismo perché tante volte si mettono in atto dei comportamenti che rientrano nel cyberbullismo che però vengono messi in atto senza rendersi conto delle conseguenze, per scherzo, per divertimento, senza capire che invece, dall’altra parte, la persona soffre e sta male.
Parliamo di CYERBULLISMO quando si inviano o si pubblicano nelle chat messaggi, foto o video di insulti, parolacce, prese in giro e minacce; si esclude intenzionalmente qualcuno dai gruppi nelle chat o nei social; si creano profili o gruppi in cui la persona presa di mira viene derisa e presa in giro; si pubblicano contenuti privati, intimi, e/o con commenti pesanti sulla persona, visibili a tutti; si diffondono in rete o si inviano agli amici foto o video compromettenti; si chatta con la persona presa di mira sotto altro nome, facendole credere di essere innamorato di lui o suo amico o qualcosa di simile, per poi divulgare i contenuti delle conversazioni private; si viola il profilo personale, si fanno foto o video attraverso gli smartphone in situazioni imbarazzanti, che spesso vengono anche modificati attraverso appositi programmi; si danneggia nelle chat e in rete la reputazione della persona presa di mira.

Come capire dover finisce il gioco e inizia il bullismo?

Lo scherzo, in genere, viene fatto tendenzialmente per divertirsi, anche se a volte può essere di cattivo gusto o particolarmente aggressivo che non fa ridere e divertire la persona che lo subisce, ma l’intento NON è fargli del male. La cosa che differenzia maggiormente il bullismo da uno scherzo è appunto l‘intenzionalità nel commettere quell’azione, nel gioco e nello scherzo non voglio far del male all’altra persona o comunque non la sto prendendo di mira intenzionalmente. Non “scelgo” la vittima per alcuni suoi difetti o caratteristiche di personalità perché può essere anche un amico. Può nascere sul momento, non è premeditato e ricercato per ottenere gli scopi personali. Nel gioco, anche se a volte può essere pesante, c’è una ricerca di divertimento di fondo da tutte e due le parti, la finalità è di far ridere tutti e due, mentre nel bullismo, no, c’è solo il bullo e i suoi seguaci che si divertono, la vittima subisce quei comportamenti o quelle parole. Un altro aspetto importante è che nel bullismo la vittima non è in grado di reagire e di affrontare il bullo e i suoi seguaci, mentre nel gioco sì, ci può essere la capacità di confrontarsi e se serve, anche, di affrontare gli altri. Infine, lo scherzo non intacca l’autostima di una persona, al massimo la fa arrabbiare, non gli toglie la vitalità e la voglia di vivere, di confrontarsi e di esprimersi, il bullismo SI.

Cosa cambia praticamente?

Se si sono compiuti almeno 14 anni, la novità più importante è che il ragazzo stesso, senza dover per forza rivolgersi ai genitori o ad un adulto in genere, potrà, mediante un apposito canale, segnalare da solo, inviando un messaggio o una comunicazione al social network, il contenuto inappropriato, ciò che non si vuole più vedere in rete che fa male, che è stato messo per far del male, prima che diventi virale e che si diffonda a macchia d’olio. Si può segnalare direttamente il contenuto copiando il link, e chiedendo al social media la rimozione immediata. Dall’altra parte è importante ricordarsi che hanno 24 ore di tempo per prendere in carico la vostra richiesta e altre 24 per rimuoverlo. Se non dovesse essere rimosso, non disperate, vi dovete rivolgere al Garante per la protezione dei dati personali, il quale provvede entro quarantotto ore alla rimozione definitiva.

Ti diverti a prevaricare i compagni? Attenzione potresti essere ammonito

Cambiano le cose anche sul versante di chi mette in atto le prevaricazioni. È possibile che si possa essere convocati, insieme ai genitori, dal Questore che dà corso alla procedura di ammonimento. Diventa una sorta di “cartellino giallo”, di “tirata di orecchie” che può però portare ad essere inseriti in un percorso di rieducazione sociale o di messa alla prova. Gli effetti di questo ammonimento cesseranno solo una volta maggiorenne. Attenzione, l’ammonimento non va a sostituire i reati già identificati dal nostro ordinamento giuridico, ma si aggiunge ai reati e alle conseguenti sanzioni che già esistono, come: lo stalking, la diffamazione, il furto d’identità e la diffusione di materiale pedopornografico.

E a scuola cosa cambia?

In ogni scuola sarà individuato un docente referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e contrasto contro il cyerbullismo. Il Dirigente Scolastico avrà l’obbligo di segnalare alle famiglie ciò che accade a scuola e ci sarà una maggiore attenzione alla formazione e alla educazione per contrastare il cybebullismo dalla radice.

In conclusione

E’ vero che ora c’è una legge, ma dobbiamo imparare a ragionare che anche se non abbiamo la persona davanti agli occhi, ciò che le facciamo nelle chat o in rete può fare veramente male, anche se non lo vediamo. Lo stiamo denigrando davanti a tutti, lo esponiamo a violenze su violenze, distruggendo la sua identità. Mettiamoci nei panni dell’altro e pensiamo che tante volte ciò che è divertente per noi, non lo è per un altro e cerchiamo di capire se, nei suoi panni, a noi piacerebbe ricevere lo stesso trattamento.
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