Aquila: sette anni dopo il terremoto che devastò la città

A sette anni dal terribile sisma che colpì la città de l’Aquila e l’Abruzzo il 6 aprile 2009, poco è realmente cambiato. Il capoluogo abruzzese si presenta agli occhi dei cittadini e dei turisti come una città ancora fortemente debole, piegata alla forza distruttrice della natura e agli errori dell’uomo.
Un anziano cittadino ci rivela i suoi incubi, le sue paure, ma soprattutto le sue speranze. Ci confessa tristemente che non si può più vivere così, che non bastano sette anni a dimenticare quel terribile giorno.
“Sembra ancora che il terremoto sia avvenuto ieri. Macerie sparse per le strade, palazzi impacchettati da impalcature, attività commerciali e luoghi d’arte prevalentemente chiusi. La situazione è davvero devastante” dichiara un turista.

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UNA FIACCOLATA IN RICORDO DELLE VITTIME - Numerosissima la folla presente in piazza Duomo, unita in un religioso silenzio, in ricordo delle 309 vittime del terremoto, tante quante i rintocchi suonati dal campanile della Chiesa di Santa Maria del Suffragio (Anime Sante).
Una lunga processione che ha toccato i luoghi più significativi della tragedia, tra cui la Casa dello Studente in via XX Settembre, dove otto giovani studenti persero la loro vita, la stessa struttura che, una settimana prima dal tragico evento, fu evacuata e riabilitata dopo solo tre ore.

RECUPERO DEI BENI CULTURALI POST-SISMA – A sette anni dal sisma, la ricostruzione dei beni pubblici e privati all’Aquila e nel cratere non si è mai interrotta: sono numerosi i patrimoni sottoposti a vincolo di tutela, circa 2000, comprendenti una vasta area di ricostruzione e gravemente danneggiata dal terremoto. Altrettanto ingenti sono state le somme spese per la ricostruzione della città, un valore che supera circa 5 miliardi di euro.
Tra i monumenti colpiti ricordiamo il Forte Spagnolo, noto castello Cinquecentesco, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, e la Chiesa delle Anime Sante, grazie soprattutto ad una donazione del governo francese. Ricordiamo, inoltre, il Teatro San Filippo, i cui lavori sono stati possibili grazie ad una donazione della Sugar, i cui fondi furono raccolti con il cd “Domani”, e la Basilica di Santa Maria di Collemaggio, ritornata a splendere di recente.


Martina Napoli

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