10 cose sui meme che non sapevi

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Di Redazione

Sono ovunque, sopratutto sui social ma anche su Whatsapp, ma siete davvero sicuri di sapere tutto sui meme? Ecco alcune informazioni che sicuramente non vi erano note

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Come sono nati i meme e tutto quello che hai sempre voluto sapere ma non hai mai osato chiedere


Può essere che un giorno la razza umana smetta di comunicare attraverso l'uso diretto della parola, e si affidi prevalentemente ad altre forme di comunicazione. Se ciò dovesse avvenire possiamo starne certi: una buona parte della colpa potrà essere attribuita ai meme che ci scambiamo ogni giorno su Facebook, Twitter e gli altri social o che compaiono su Whatsapp e Messenger come agili sostituti alla scrittura.
Eppure, tra una risata e l'altra, ci sono un mucchio di cose molto interessanti che si possono scoprire sui meme, se solo ci si mette d'impegno e li si prende sul serio. Noi vi proponiamo una lista delle 10 cose che forse non sapevate sui meme.
Foto: Courtesy of New Line Cinema

L'origine del meme


Le nostre vignette preferite hanno un progenitore molto nobile. Stiamo parlando di Richard Dawkins, divulgatore scientifico neodarwinista, autore del famoso libro del 1976 Il Gene Egoista. Qui utilizzò il termine, in ambito scientifico, paragonandolo a un virus che si propaga tra individui senza distinzioni di cultura.

Il primo meme


Il primo fenomeno attestato sul web di meme può essere fatto risalire a quasi 22 anni fa. Si tratta di Oogachaka Baby, un video in cui un neonato (bello pixellato come esigeva l'epoca) ballava sulla canzone Hooked on a feeling dei Blue Swede. Forse lo avrete visto in qualche puntata di Ally McBeal.

Sempre lo stesso font


Uno dei tratti caratteristici dei meme è l'utilizzo del medesimo font, a dare riconoscibilità alle immagini più disparate. Il nome del font è Impact, e la sua prima comparsa è da farsi risalire ai primi anni 2000, quando comparve sull'inevitabile immagine di un gattino, imponendosi un po' alla volta come uno standard.

Una notorietà biblica


La viralità è parte integrante della vita di un meme, e l'esempio più eclatante di questa caratteristica è quasi blasfemo. Stando alle statistiche web, a maggio del 2016 le ricerche online della parola "meme" avevano superato quelle di "Gesù Cristo" .

Meme Day


Un liceo della California ha deciso di aggiornarsi e cavalcare l'onda dei meme: un gruppetto di allievi ha infatti organizzato il Meme Day, ovvero una giornata in cui i ragazzi devono travestirsi da meme.

Pepe the Frog


Uno dei meme più controversi dell'ultimo periodo è quello di Pepe the Frog. Si tratta di un personaggio creato nel 2005 da Matt Furie, che all'inizio ha generato meme alquanto innocenti, ma che poi è diventato uno dei simboli dell'alt-right. La rana infatti è assurta a simbolo dell'odio razziale, al pari della svastica (quasi), stravolgendone completamente il significato.

Problemi di copyright in Australia


In Australia, tecnicamente creare e diffondere meme è illegale, in quanto esistono leggi molto stringenti sul copyright in merito al materiale che si può condividere in rete. I meme usano infatti prevalentemente immagini provenienti da film o in ogni caso raffiguranti personaggi famosi. Tuttavia l'Australian Digital Alliance e Wikipedia stanno facendo campagna affinché la legge venga aggiornata e sia più permissiva.

Meme Warfare Center


I meme non sono solo divertenti, al punto tale che negli Stati Uniti il Pentagono ha creato il Meme Warfare Center, una struttura che ha come obiettivo contrastare la propaganda politica ostile e prevenire la diffusione di notizie false, attraverso la creazione di meme che sostengano il Dipartimento della Difesa.

E in Italia?


La politica italiana non ha particolare confidenza con la diffusione di meme, se si eccettua uno dei partiti che ha fatto della Rete il suo cavallo di battaglia. Stiamo parlando del Movimento 5 Stelle, che volutamente usa immagini di bassa qualità, divenute leggendarie e anche un po' irrise, che però hanno fatto la fortuna e hanno raccolto molti consensi e condivisioni.

L'enciclopedia dei meme


Dato il dilagare della cultura dei meme è stato creato anche un sito enciclopedico dal nome di Know Your Meme. Si tratta di un luogo virtuale che raccoglie tutti i meme conosciuti, ricostruendone la storia, con tanto di cronologia, le variazioni, la popolarità nel tempo e vari esempi, a uso e consumo di tutto gli studiosi di questo fenomeno.


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