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Reati marittimi

Il reato è un fatto illecito punito dalla legge penale. Esso si distingue in delitti e contravvenzioni.
I delitti sono i fatti criminosi più gravi e vengono puniti con l'ergastolo, reclusione e multa; le contravvenzioni, invece, sono illeciti meno gravi e sono punibili con arresto e ammenda.
I reati possono essere:
- dolosi (secondo l'intenzione);
- preterintenzionali (oltre l'intenzione);
- colposi (contro l'intenzione).

Uno dei più gravi delitti che avvengono in mare è la pirateria (art. 1135 C.N.), cioè il Comandante o l'Ufficiale di una nave che commette atti di depredazione e consecutivamente violenza a danno di una persona imbarcata su un'altra nave. La legge prevede una reclusione da 10 a 20 anni. Per altri componenti dell'equipaggio la pena è diminuita in misura non superiore a un terzo. Se una nave naviga senza carte di bordo ed è fornita abusivamente di armi, è dichiarata sospetta di pirateria (art. 1136 C.N.). In tal caso il Comandante o l'Ufficiale vengono puniti con la reclusione da 5 a 10 anni.

I delitti possono inoltre essere:
- contro la personalità dello Stato (imbarco su navi nemiche);
- contro la polizia di bordo e della navigazione (diserzione, abbandono di nave in pericolo);
- contro la sicurezza della navigazione (abbandono di pilotaggio, omissione di soccorso);
- contro la fede pubblica (falsità nel ruolo di equipaggio);
- contro la proprietà della nave (impossessamento della nave o impiego abusivo);
- contro la persona (commercio di schiavi, abbandono di persone).

Un altro importante delitto è per esempio l'ammutinamento (art. 1105 C.N), cioè quando le basse forze dell'equipaggio disobbediscono ad un ordine del Comandante o si abbandonano ad atteggiamenti tumultuosi nei confronti dei superiori. La pena è la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

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