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Contratti di lavoro

I contratti di lavoro del navigante sono degli accordi firmati da ogni componente dell'equipaggio e l'armatore. Il contratto stabilisce un rapporto di lavoro del navigante nei confronti dell'armatore, dietro corrispettiva retribuzione.

Essi, rispetto alla durata, possono essere:

1) Contratto di tirocinio: vero e proprio contratto di arruolamento per gli Allievi Ufficiali di macchina e di coperta, organizzato a favore dei giovani diplomati nautici, con il dovere a carico dei superiori d'impartire un'istruzione tecnico-pratica.

2) Contratto a viaggio: cioè il complesso delle traversate fra porto di caricazione e porto di destinazione. Questo contratto termina dopo 3 mesi in navigazione mediterranea e dopo 5 mesi in altri tipi di navigazione. Durante questi mesi il contratto termina di diritto al compimento del viaggio o, in caso vi sia un accordo su più viaggi, al compimento dell'ultimo viaggio.

3) Contratto a tempo indeterminato: esso, che ha una durata di 12 mesi, è spesso accordato dal legislatore al fine di assicurare all'arruolato più garanzie al momento della cessazione del rapporto di lavoro. Contratto che protegge, inoltre, il navigante nel caso si imbarchi ad esempio su una nave alla busca, cioè una nave che insegue il mercato dei noli.

4) Contratto a tempo determinato

Rispetto alla retribuzione:
1) Somma fissa per l'intera durata del viaggio
2) Somma fissa al mese

Un contratto di lavoro deve contenere:
- generalità, matricola e qualifica di bordo del navigante;
- nome della nave;
- porto d'imbarco;
- tipo di contratto CCNL e tipo di contratto a viaggio o a tempo indeterminato (o determinato;
- forma retributiva;
- panatica, cioè il vitto in natura.

Esiste anche un contratto d'ingaggio preliminare che viene accordato quando il marittimo si trova lontano dal porto della nave su cui si deve imbarcare. Con questo contratto il navigante: si impegna a raggiungere la nave, ha diritto alla paga dal momento della firma, al rimborso di vitto e alloggio e alle spese di viaggio fino all'imbarco.

Risoluzione del contratto

La risoluzione del contratto può avvenire:
1) Per colpa dell'armatore: quando il navigante dichiara di aver ricevuto dal comando di bordo un brutto trattamento o di aver subito abusi di potere.
2) Per causa di forza maggiore:
- naufragio della nave;
- perdita della nazionalità della nave;

- requisizione della nave;
- vendita della nave;
- disarmo della nave per mancanza di noli;
- sbarco del navigante per malattia o infortunio;
- sbarco del navigante per ordine dell'autorità: comportamenti dello stesso che turbano l'ordine e la sicurezza della nave, disubbidienza ai gradi più alti, assenza da bordo senza autorizzazione.

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