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Giuseppe Verdi - Nabucco

Il Nabucco fu rappresentato per la prima volta nel 1842 presso la Scala di Milano: in Italia serpeggiava lo spirito indipendentista e ci si preparava concretamente alla liberazione dal giogo di protezioni straniere (Austria, Francia, Spagna). L'opera, che racconta degli Ebrei asserviti agli Assiro-Babilonesi, divenne ben presto il simbolo di questo desiderio di liberazione. E il coro "Va pensiero" intonato dagli ebrei resi schiavi, divenne un vero e proprio inno all'unità d'Italia. Tale ruolo si è mantenuto nel tempo, tanto che qualche anno fa è stata lanciata addirittura la proposta di sostituirlo al nostro inno nazionale.


Ecco uno stralcio di testo del brano:

Va' pensiero, sull'ali dorate;
Va, ti posa sui clivi, sui colli,
Ove olezzano tepide e molli

L'aure dolci del suolo natal!
Del Giordano le rive saluta,
Di Sïonne le torri atterrate...
Oh mia patria sì bella e perduta!
Oh membranza sì cara e fatal!
Arpa d'or dei fatidici vati,
Perché muta dal salice pendi?
Le memorie nel petto raccendi,
Ci favella del tempo che fu!
O simile di Solima[3] ai fati
Traggi un suono di crudo lamento,
O t'ispiri il Signore un concento
Che ne infonda al patire virtù!

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