Il nazionalismo musicale

Il contesto storico in Russia

Durante il regno di Nicola I, Zar dal 1825 al 1855:
opere francesi e italiane
alcuni spettacoli in russo simili all'opéra-comique con l'inserzione di canti popolari

Durante il regno di Alessandro II, Zar dal 1855:
grandi riforme tra cui l'abolizione della servitù della gleba (1861)
(nel 1868 fu abolita la schiavitù negli Stati Uniti)

1859: il pianista e compositore Anton Rubinstein fonda la scuola musicale russa per favorire la produzione musicale russa
1862: nasce il conservatorio di San Pietroburgo sul modello di quello di Parigi
1864: nasce il conservatorio di Mosca
Anni 50-60 dell’Ottocento: si costituisce il Gruppo dei cinque che si richiamavano idealmente all'eredità di Michaill Glinka e della sua opera romantica

L'obiettivo del Gruppo dei Cinque era quello di riscattare la musica russa attingendo al patrimonio nazionale storico e popolare per arginare lo strapotere dell'opera italiana e francese e del sinfonismo tedesco.
Volevano creare inoltre un nuovo teatro musicale che trattasse tematiche sociali, che forse nazionale nel linguaggio musicale e che avvicinasse l'arte alla realtà
(lo scrittore Gogol aveva gli stessi obiettivi)

In nome di una dichiarata opposizione alla formazione accademica i Cinque fondarono la scuola musicale gratuita per i dilettanti aperta a tutti e con docenti russi.
La scuola organizzava concerti di autori contemporanei russi o di musicisti amati del gruppo dei Cinque come Berlioz, Liszt, (rapsodie ungheresi), Chopin (polacche), Tchaikovsky, Schumann.
[Nelle arti figurative si affermava negli stessi anni il Gruppo degli ambulanti in contrapposizione all’arte accademica]

I Cinque erano:
Balakirev (1837-1913)
Cui (1835-1918)
Musorgskji (1839-1881)
Rimskij-Korsakov (1844-1908)
Borodin (1833-1887)
Come gruppo operarono tra il 1856 e il 1870 e rimasero in contatto fino al 1887, cioè fino alla morte di Borodin
Cominciarono a riunirsi nel 1856 in casa della sorella di Glinka. Balakirev fu direttore della società musicale russa dal 1868, Rimskij-j-Korsakov fu professore al conservatorio di San Pietroburgo
Nessuno di loro era musicista di professione, ma avevano un programma culturale comune sia pure con esiti molto variegati tra loro
Tranne Musorgskji, si mossero tutti nell'ambito del linguaggio musicale europeo, introducendo materiali tratti dalla tradizione russa

La concezione della musica di Musorgskij


Scopo dell'arte, secondo Musorgskij, era la comunicazione con l'uomo autoctono russo non occidentalizzato.
Dalle inflessioni del linguaggio del suo popolo il musicista traeva le melodie delle sue opere.
Aveva una concezione realista dell'arte (vedi lettura a p. 798)

La produzione di Musorgskij

liriche da camera (La camera dei bambini, Senza sole, Canti e danza della morte)
brani pianistici (Quadri di un’esposizione)
composizioni sinfoniche (poema sinfonico Una notte sul Monte Calvo nel gusto della danza macabra che era in voga in quegli anni; la composizione fu ampiamente rimaneggiata da Rimskij)
opere: Boris Godunov, Chovanscina (rimasta incompiuta) e La fiera di Sorochtsy
(opera comica su testo di Gogol)

Boris Godunov


II soggetto del Boris è tratto dall'omonimo dramma di Puskin del 1825. Musorgskji rimaneggiò il testo di Puskin che era in parte in versi e parte in prosa

L'opera fu pronta nel 1869, ma fu rifiutata dalla direzione dei teatri Imperiali per diversi motivi:
assenza di un intrigo amoroso
assenza di pezzi chiusi
assenza di una figura femminile
1874: andò in scena rimaneggiata dall'autore con l'aggiunta del terzo atto e della figura di Marina e il taglio di alcune scene che potevano non passare la censura
Ebbe un vivo successo di pubblico, ma non di critica; persino Cui non l’apprezzò.
Il Boris fu criticato in particolare per l'eccessiva presenza di scene corali e la mancanza di pezzi chiusi.
Uscì quindi dal repertorio e solo nel 1896 fu riportato in scena grazie a Rimskij-Korsakov.

La trama

La vicenda narra del dramma psicologico di Boris, Zar dal 1598 al 1605, che, salito al trono dopo aver assassinato il piccolo Dimitrij, vero erede al trono, è dilaniato dal rimorso e dal senso di colpa.
La struttura L’opera presenta un prologo e quattro atti ed è strutturata in quadri staccati e autosufficienti in cui le scene di popolo hanno grande importanza

L’orchestrazione Il timbro orchestrale è cupo e riflette sicuramente il clima del dramma Vengono usati infatti strumenti gravi e voci di basso e baritono

La vocalità Presenta un declamato continuo inframezzato da alcuni pezzi chiusi e dal coro imponente del Popolo

I pezzi chiusi e il linguaggio musicale sono freschi e di carattere popolare come la Canzone dell'anitra, la Canzone della cimice, Il gioco del Kliost, la Canzone del pappagallo), Si tratta di canzoni provenienti della tradizione folklorica russa che usano scale musicali modali e frasi irregolari in cui si alternano metri diversi.
Il coro ha un ruolo di primo piano nell'economia dell'opera: fa da sfondo, ma anche da protagonista
Nel prologo ascoltiamo una melodia di sapore popolare proposta da corno inglese e da un fagotto. Il tessuto orchestrale si intensifica gradualmente, quindi interviene il coro di contadini e vagabondi

Scena I: una guarda chiede al popolo di implorare Boris di essere Zar e cioè di accettare il trono; nel coro di supplica si alternano ¾ e 5/4 per aderire agli accenti del linguaggio parlato; si alternano inoltre sezioni monodiche e sezioni polifoniche ma omoritmiche
Altri aspetti popolari sono:
i prolungati pedali al basso
il secondo grado abbassato che è tipico del modo frigio.
Al coro si inframmezzano interventi dei popolani che intervengono ora da soli ora in piccoli gruppi. La guardia implora nuovamente il popolo, torna il Coro iniziale trasportato, però, un semitono sopra e “con più voce”

Quadri di un'esposizione (1874)

Mostra di acquerelli di Hartmann morto nel 1873; l'opera di Musorgskij è del 1874 ed è destinata al pianoforte. E’ costituita da 10 brani più le 5 Promenade (passeggiate) variate ogni volta. I titoli dei brani alludono a scene di vita e luoghi visitati da Hartmann.
1881 Musorgskij muore
1886 versione “corretta” di Rimskij-Korsakov
1922 orchestrazione di Ravel con ottoni, celesta, arpa: una ricca tavolozza timbrica. Si tratta di una orchestrazione luminosa e sfaccettata timbricamente rispetto all'aspetto scuro e ruvido dell’originale: si noti in particolare la solennità egli ottoni nella Promenade
1928 Kandinskij realizza una rivisitazione scenica per il Friedrich Theater di Dessau
1971 Emerson Lake & Palmer ne fanno una versione in chiave rock

Le Promenade sono basate tutte sulla stessa cellula ritmica ma con variazioni
L'ispirazione popolare la troviamo:
nella flessibilità metrica (5/4 e 6/4)
nell'ambito modale delle melodie
Dalla tradizione contadina e ortodossa derivano:
l’impiego dell’antifona (nella tradizione Cristiana delle origini era un canto a Cori alterni, quindi, dal IV secolo, un breve canto in stile sillabico che si alternava con i versetti del salmo)
l’impiego dell’eterofonia (l'esecuzione di una melodia da parte di più esecutori, uno dei quali rispetta la versione originale, mentre l'altro o gli altri ne eseguono delle varianti improvvisate o stabilite dalla tradizione. È un procedimento in uso soprattutto nelle civiltà musicali extraeuropee)

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