Video appunto: Musica sacra nel Medioevo

La scrittura musicale



Dal IX secolo iniziò a diffondersi un rudimentale sistema di scrittura musicale per stabilizzare il repertorio che fino ad allora era stato tramandato a memoria.
Inizialmente la scrittura musicale segnava soltanto l'innalzarsi o l'abbassarsi della voce attraverso l'indicazione dell'accento acuto o di quello grave.

In seguito gli accenti furono sostituiti da piccole figure chiamate neumi che successivamente vennero collocati sul pentagramma.
Il monaco benedettino Guido D'Arezzo vissuto tra i 992 e i 1050 perfezionò la scrittura musicale assegnando alle note il nome che possiedono ancora oggi.

Musica: canti e danze



In epoca medievale la musica era utilizzata anche come intrattenimento durante le feste popolari nelle piazze dei villaggi che, durante i banchetti nei castelli dei Signori utilizzavano strumenti a corda come la viella, la ghironda o l’arpa, a fiato come il flauto e a percussione come il tamburo o il triangolo.
Gli artisti girovaghi, menestrelli e giullari cantavano le mitiche avventure dei cavalieri e le struggenti storie d'amore, accompagnati da strumenti a fiato o a corda.
Questi artisti si esibivano nei castelli dei signori durante i tornei di cavalieri o più semplicemente per allietare le loro giornate con canti e danze.
La polifonia si estese dalla musica sacra a quella profana e andò affermandosi un particolare genere musicale: la ballata, nato appositamente per accompagnare la danza.
L'eco del successo di certe ballate è giunto fino a noi, in Inghilterra, per esempio durante le feste popolari si era soliti eseguire una ballata dal titolo Ring Around The Rosey che nacque come filastrocca per allontanare un’ epidemia di peste nel 1347.
I danzatori si tenevano per mano in cerchio e ancora oggi i bambini conoscono questa ballata come girotondo.