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La musica etnica

Al di là della musica colta, prima della musica di consumo, esiste in ogni Paese un patrimonio di musiche tradizionali e popolari. La loro caratteristica è quella di essere nata per essere eseguita e non scritta e di essere per lo più anonima, cioè non firmata da nessun autore, sovente modificata a seconda dei Paesi in cui si diffonde dalle varie generazioni. E' chiaro che in ogni luogo il bagaglio folkloristico si può usare in maniera diversa: in una comunità contadina isolata si canteranno probabilmente ancora le ninne nanne dei nonni e dei bisnonni, in una grande città forse pochi anziani ancora ricorderanno filastrocche antiche.
Vi sono poi ancora luoghi, in cui la "musica popolare" è l'unica praticata e conosciuta: si pensi per esempio ad alcune tribù dell'Africa Equatoriale. Un accenno si deve effettuare in merito a una certa tendenza, venuta fuori sulla scia dei movimenti di protesta alla fine degli anni Sessanta e che ha voluto il recupero della musica popolare sia in America che in Europa.

Il Jazz

Il Jazz è un genere musicale, nato negli Stati Uniti all'inizio del secolo, la cui origine è legata a una serie di filoni musicali, prevalentemente connessi alla tradizione dei neri d'America, ma connessi anche al patrimonio folkloristico delle moltitudini di emigranti europei. Una delle caratteristiche essenziali della musica jazz è l'improvvisazione: viene prima esposto un tema musicale e poi, seguendo di solito il principio creativo della variazione, si improvvisa, non perdendo mai di vista il motivo iniziale e elaborandolo melodicamente, tenendo generalmente identica la struttura armonica che caratterizza il tema scelto.
La città in cui si è nato il jazz è New Orleans con le sue caratteristiche e più o meno numerose "bands" nei primi anni del 1900. Si diffonde nel primo dopoguerra a Chicago, in cui emigrarono moltissimi neri dagli Stati del Sud in cerca di lavoro. Essi portarono con sé il loro patrimonio musicale, riadattandolo però alla nuova situazione sociale e politica, fatta di proibizionismo e di malavita. In seguito il jazz si diffuse anche a New York dove riscosse un grande successo, essendo eseguito sia dai bianchi che dai neri e ingentilito attraverso le spettacolari orchestre che intrattenevano il raffinato pubblico newyorkese nei famosi locali di Harlem.
A New York si affermò dal punto di visto artistico per esempio il grande musicista Louis Armstrong. Anche la città di Kansas City ebbe una sua particolare espressione jazzistica, aggressiva e quasi frenetica. Nativo di Kansas City fu il grande sassofonista Charlie Parker. La Seconda guerra mondiale consentì una grande diffusione del jazz anche in Europa attraverso i dischi portati dagli americani. Era l'epoca del be-bop di Dizzie Gillespie. Negli ultimi decenni del secolo si diffondono anche tutta una serie di stili, ricerche che sono espressione del jazz: il cool jazz, l'hard bop, il funky, la soul music,il rythm & blues, il free jazz, il jazz-rock.

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