Ominide 11268 punti

Mandolino milanese a sei ordini


I fratelli Fixer sono da considerare tra i migliori costruttori di mandolini milanesi del loro periodo e appartengono al grande gruppo di liutai di provenienza tedesca che si stabilirono a partire dal Rinascimento in tutte le città italiane.
Lo strumento è del tutto originale, ad eccezione di alcuni particolari marginali. Il ponticello, di dimensioni maggiori coevi, fu probabilmente sostituito in epoca successiva, come spesso accade in questa tipologia di strumenti, per aumentare la superficie di adesione.
Sono aggiunte posteriori anche i sette tasti in ottone sulla tastiera: questi strumenti infatti in origine montavano legacci in budello.
Sul retro del manico appaiono i residui di una frattura, la cui ricomposizione ha provocato l’accorciamento del manico. Quest’ultimo tuttavia non è mai stato staccato, né sostituito, come testimonia il grosso chiodo forgiato che nei mandolini costruiti prima del XIX secolo serviva a unire cassa e manico.
All’interno è presente un cartiglio: Giuseppe e Carlo Fixer, fabbricatori di istrumenti in Milano vicino alla Balla 1759. la tavola armonica è in un unico pezzo di abate con venatura piuttosto stretta dalla parte del cantino, che va progressivamente allargandosi dalla parte dei gravi. La rosetta è composta da quattro strati alternati di legno e pergamena. Il guscio è composto da tredici doghe in legno di difficile identificazione, forse acero, intercalato da filetti scuri; le incollature sono rinforzate all’interno da strisce di carta manoscritta.
La tastiera e il cavigliere sono intarsiati in ebano e osso; sulla placchetta all’estremità del cavigliere è riprodotta una figura umana nell’atto di trasportare un sacco. Questa figura ha forse attinenza con la contrada della Balla, citata nel cartiglio, che anticamente era adibita al trasporto delle merci.
Hai bisogno di aiuto in Musica?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove