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I tempi più usati nella musica che ascoltiamo tutti i giorni sono:
- i quarti.
- gli ottavi;
- le terzine;
- i sedicesimi.
Prendiamo un metronomo e impostiamolo su una velocità a piacere. Considerando di suonare un semplice quattro quarti, se ad ogni battuta del metronomo associamo una battuta di mani, staremo suonando dei quarti. Ora, proviamo ad ogni battito del metronomo a battere due volte le mani: le due battute devono avere la stessa durata e lo stesso tempismo. Questi sono gli ottavi e, raddoppiando ancora i colpi (quattro per ogni battuta), otterremo i sedicesimi (sempre avendo le accortezze di durata del battito e del tempismo scritte sopra). Ora passiamo alle terzine che sono probabilmente le durate di tempo più ostiche. Infatti, dovremo ad ogni battito del metronomo battere tre volte le mani, cercando sempre la precisione nel tempismo e nella durata dei battiti. Perché le terzine sono solitamente in musica quelle note che mettono in difficoltà i musicisti? Perché se consideriamo il battito come 1, i quarti verranno suonati ad ogni battuta quindi 1, gli ottavi ogni metà battuta quindi 0,5 + 0,5 e i sedicesimi ogni quarto di battuta quindi 0,25 + 0,25 + 0,25 + 0,25. Nelle terzine invece, avendo un battito di mani ogni terzo di battito del metronomo avremo 0,33 + 0,33 + 0,33 ed essendo quel 33 periodico, non avremo mai la precisione al 100% poiché il battito considerato 1 non è divisibile per 3.

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