Giacomo Puccini e il melodramma verista


Alla fine dell'Ottocento il movimento letterario del Verismo influenza anche la musica, nasce così il melodramma verista → i soggetti dell’opera musicale non sono più quelli romantici tipicamente guidati dai sentimenti e dalle passioni, ma sono l’uomo e la donna contemporanei rappresentati nella quotidianità e con senso realistico.

Nel precedente melodramma romantico si alternavano parti recitate a parti cantate, nel melodramma verista si abbandonano quasi completamente le parti recitate → la musica ha un andamento pressochè continuo ed il testo cantato ha poche pause.
In Italia la prima opera verista rappresentata fu nel 1890 “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni (tratta da un racconto di Giovanni Verga), seguita nel 1892 da “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo.

Tra i principali esponenti del melodramma verista ci fu inoltre Giacomo Puccini → nacque a Lucca nel 1858 da una famiglia di musicisti e, dopo aver assistito alla rappresentazione dell’Aida di Verdi, decise di impegnarsi nell'ambito del teatro musicale.
Nel 1880 si trasferì quindi a Milano dove per tre anni studiò al conservatorio e, una volta conclusi gli studi, compose la sua prima opera, Le Villi, che fu rappresentata nel 1884 ed ebbe un certo successo.
Nel frattempo aveva iniziato una relazione tormentata con Elvira Bonturi, con la quale si trasferì a Monza, dove si dedicò alla stesura della sua seconda opera, Edgar, che fu rappresentata nel 1889, senza però grande successo.
Nel 1891 si trasferì con la famiglia a Torre del Lago e qui compose le sue opere più apprezzate:
- Manon Lescaut (1893);
- La Bohème (1896);
- Tosca (1900);
- Madama Butterfly (1904).

Seguirono poi La fanciulla del West (1910), La rondine (1917), Il trittico (1918) e Turandot, rimasta però incompiuta a causa della morte del compositore nel 1924 a Bruxelles in seguito ad un intervento chirurgico alla gola.

È necessario però specificare che non tutta la produzione di Puccini si avvicina ai canoni del verismo, alcune opere infatti aderiscono ancora alle caratteristiche della musica romantica (es: La Boheme).
Tra tutte è sicuramente Tosca la sua opera più verista → la storia è ambientata nel 1800 a Roma e racconta di due innamorati, Tosca e Cavaradossi, il cui amore è osteggiato da Scarpia, il capo della polizia.
Dopo diverse vicessitudini Cavaradossi viene fucilato e Tosca dalla disperazione si lancia nel vuoto.
Le caratteristiche tipicamente veriste di quest’opera sono la drammaticità della storia ed il realismo con cui è riprodotta la Roma ottocentesca.
Puccini infatti era solito curare molto anche le scenografie delle sue opere → si informava sugli usi, i costumi e i paesaggi dei luoghi dov'era ambientata l'azione per poterne ricreare, anche musicalmente, un'immagine autentica e fedele.
La Villa di Torre del Lago dove Puccini ha vissuto con la famiglia fino al 1921 è oggi un museo ed al suo interno c’è una cappella nella quale il compositore fu sepolto insieme alla moglie e al figlio.
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