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I luoghi della musica: dalle Chiese ai teatri


Al giorno d’oggi le occasioni per fare e ascoltare musica sono numerose.
Nel corso di questi secoli sono stati costruiti vari ambienti appositamente progettati per questo motivo. Essi sono due: i teatri, per l’opera lirica, e le sale da concerto per gli altri tipi di musica. Anche le chiese, in alcuni casi, sono servite e servono per le esecuzioni musicali. Bisogna pensare che la consuetudine di riunirsi in un luogo appositamente creato per ascoltare musica dietro pagamento di un biglietto d’ingresso, risale al 1637.
In seguito a questa novità, nacque presto la figura dell’impresario, cioè di un finanziatore che anticipava di tasca sua il denaro necessario all’allestimento dello spettacolo e affrontava i numerosi problemi organizzativi per la realizzazione di un’opera lirica.
Se l’opera lirica aveva successo, essa veniva replicata, cioè ripetuta più volte e la vendita dei biglietti ripagava le spese anticipate; se invece l’opera “faceva fiasco”, l’impresario poteva fallire. È curioso notare che fino alla metà dell’Ottocento l’opera si ascoltava non al buio ed in silenzio come oggi, ma durante l’esecuzione si poteva anche chiacchierare e, nei palchi si poteva ricevere gli amici, combinare affari, mangiare e giocare a carte.
Il primo compositore ad esigere il buio e il silenzio fu R. Wagner. Per quanto riguarda la forma del teatro occorre che le onde sonore rimbalzino sulle pareti, sul pavimento e sul soffitto in modo uniforme senza creare zone d’ombra.
La forma dei teatri è: o a ferro di cavallo come il teatro alla Scala di Milano o il san Carlo di Napoli; oppure a forma semicircolare.
Per il rivestimento interno occorre scegliere materiali che evitino effetti d’eco che devono cioè assorbire i suoni come i tappeti, le moquette ecc. Anche il pubblico può essere un materiale assorbente.
A Londra ad esempio esiste una famosa sala da concerto:la Royal Albert Hall che un tempo aveva un ottima acustica; eppure con il passare del tempo si notò che l’ascolto era meno soddisfacente. Alla fine si capì che il motivo risiedeva nell’abbigliamento del pubblico, specie delle signore.
Infatti i lunghi e voluminosi vestiti dell’Ottocento avevano poco per volta lasciato il posto ad abiti meno ingombranti.
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