Concetti Chiave
- Dioniso, noto anche come Bacco, è il dio greco della vite, del vino e del delirio mistico, nato da Zeus e Semele.
- Dopo la morte di Semele, Dioniso viene cucito nella coscia di Zeus e nasce due volte, guadagnandosi questo soprannome.
- Durante la sua infanzia, viene nascosto da Ermes e allevato da ninfe in un luogo misterioso chiamato Nisa, per sfuggire alla gelosia di Era.
- Dioniso intraprende un viaggio che lo porta in Egitto, Siria e Grecia, dove introduce il suo culto e si scontra con re come Licurgo e Penteo.
- Tra le sue imprese mitiche, Dioniso scende agli Inferi per cercare la madre Semele e rapisce Arianna a Nasso, legandosi al mito del Minotauro.
Le origini divine di Dioniso
Dioniso è anche detto Bacco ed è il dio greco della vite, del vino e del delirio mistico. E' figlio di Zeus e di Semele, figlia di Cadmo e d'Armonia: appartiene perciò alla seconda generazione degli Olimpici, come Ermes, Apollo e Artemide.
Semele, amata da Zeus, gli chiede di mostrarsi a lei in tutta la sua potenza e Zeus, per compiacerla, esaudisce il suo desiderio.
Però purtroppo Semele, incapace di sopportare la vista dei lampi emanati da Zeus, cade fulminata. Zeus allora strappa il bimbo che ella porta in seno e lo cuce subito nella sua coscia. Il piccolo Dioniso ne esce perfettamente vivo e formato. Per questo viene anche detto: "nato due volte".
La nascita e l'infanzia di Dioniso
Il bambino è allora affidato a Ermes, il quale lo da, per allevarlo, a Ino, la seconda moglie del re d'Orcomeno, chiamato Atamante.
Prescrive loro di cammuffare Dioniso con abiti femminili per nasconderlo dalla gelosia di Era, moglie di Zeus.
Ella fa però impazzire la nutrice del bambino e lo stesso re.
Allora Zeus porta il figlio nel paese chiamato Nisa (asiatico o forse situato in Etiopia o in Africa), dove viene affidato ad alcune ninfe e viene trasformato in capretto per sfuggire a Era. Secondo alcuni, proprio dal nome di questo paese la cui collocazione è ignota, Nisa, deriverà poi il nome Dioniso (-"niso").
Le ninfe nutrici diventano poi le stelle della costellazione delle Iadi.
Le avventure e il culto di Dioniso
Da adulto, Era lo fa impazzire: il dio Dioniso così erra in Egitto e in Siria, in Asia, fino ad arrivare in Frigia, dove la dea Cibele lo purifica e inizia il suo culto. Dioniso raggiunge la Tracia, dove si scontra col re Licurgo, e qui impone il suo culto. Raggiunge l'India, sottomettendola con il suo esercito, e arriva in Grecia: in Beozia infatti (regione della Grecia) era nata sua madre.
A Tebe introduce le Baccanali (feste dove il popolo era invasato da un delirio mistico) e per questo motivo litiga con il re Penteo, ma anche qui primeggia. Passa ad Argo, a Nasso (dove trasforma dei pirati in delfini) e la sua potenza diviene riconosciuta da tutti.
Dioniso e le sue imprese mitiche
Scende agli Inferi per cercare la madre Semele e riportarla in vita: deve però cedere una delle sue piante preferite, il mirto, all'Ade.
Dopo la sua ascesa al cielo, il dio Dioniso rapisce Arianna a Nasso (mito del Minotauro).
Domande da interrogazione
- Qual è l'origine divina di Dioniso?
- Come viene protetto Dioniso durante la sua infanzia?
- Quali sono le principali avventure di Dioniso?
- Qual è il significato del viaggio di Dioniso agli Inferi?
Dioniso, noto anche come Bacco, è figlio di Zeus e Semele. La sua nascita è particolare, poiché Zeus lo strappa dal grembo di Semele, fulminata dalla vista della potenza divina, e lo cuce nella sua coscia, da cui nasce "due volte".
Per proteggerlo dalla gelosia di Era, Zeus affida Dioniso a Ermes, che lo consegna a Ino, la moglie del re Atamante, camuffandolo con abiti femminili. Tuttavia, Era provoca la follia della nutrice e del re, costringendo Zeus a portarlo nel misterioso paese di Nisa.
Dioniso, dopo essere stato reso folle da Era, viaggia in Egitto, Siria e Frigia, dove inizia il suo culto. Incontra il re Licurgo in Tracia e introduce le Baccanali a Tebe, dove si scontra con il re Penteo, affermando la sua potenza.
Dioniso scende agli Inferi per cercare di riportare in vita sua madre Semele, ma deve cedere una delle sue piante preferite, il mirto, all'Ade, dimostrando il suo legame profondo con la vita e la morte.