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Concetti Chiave

  • Anfitrione, figlio di Alceo, re di Tirinto, era innamorato della cugina Alcmena, figlia di Elettrione, re di Micene.
  • Dopo aver ucciso involontariamente Elettricne, Anfitrione fu esiliato e si rifugiò a Tebe, dove conquistò Tafo per vendicare i fratelli di Alcmena.
  • Durante l'assenza di Anfitrione, Zeus si travestì da lui e concepì i gemelli Eracle e Ificle con Alcmena, evidenziando le loro differenze caratteriali.
  • Anfitrione morì combattendo contro i Mini, e la sua figura è diventata simbolo dell'ospitalità, rappresentato in opere di autori come Plauto e Molière.
  • Il suo legame con Zeus e la generosità della sua casa hanno consolidato la sua eredità culturale nel contesto della mitologia greca.

Indice

  1. Le origini di Anfitrione
  2. L'esilio e la vendetta
  3. L'inganno di Zeus e la nascita dei gemelli
  4. La morte di Anfitrione e la sua eredità culturale

Le origini di Anfitrione

Figlio del perseide Alceo, re di Tirinto, e di Astidamia, era profondamente innamorato della cugina Alcmena, figlia a sua volta di Elettrione, fratello di Alceo e re di Micene.

L'esilio e la vendetta

Avendo involontariamente ucciso Elettricne, mentre combatteva al suo fianco contro Pterelao re dei Tafii, Anfitrione fu cacciato dal regno da Stenelo, fratello del defunto e, dopo aver abbandonato l’Argolide, raggiunse la corte di Tebe seguito da Alcmena, che condivideva i suoi sentimenti. Qui, dopo essersi accattivato le simpatie del re Creonte cacciando la terribile volpe del monte Teumesso, riprese le ostilità contro Pterelao per vendicare i fratelli di Alcmena e conquistò Tafo, grazie anche all’aiuto di Cometo, la flglia di Pterelao che, innamoratasi di Anfitrione, provocò la morte di suo padre strappandogli nel sonno il capello d’oro che, donatogli da Poseidone, lo rendeva immortale.

L'inganno di Zeus e la nascita dei gemelli

Durante questa sua assenza, Alcmena aveva ricevuto la visita di Zeus che, assumendo le sembianze del marito, l’aveva posseduta poche ore prima che Anfitrione tornasse a casa dalla guerra. Dopo essersi unita nello stesso giorno anche con il legittimo marito, Alcmena generò i due gemelli Eracle e Ificle, i quali mostrarono ben presto e senza ombra di dubbio di quale unione fossero rispettivamente frutto: all’eccezionalità di Eracle si contrapponeva l’umanissima normalità di Ificle.

La morte di Anfitrione e la sua eredità culturale

Anfitrione morirà combattendo contro i Mini, popolazione tessalica che all’epoca di Omero si collocava in Orcomeno (Beozia). Seguendo una tradizione letteraria che da Plauto arriva fino a Molière e a Giraudoux, il personaggio di Anfitrione è divenuto il signore della mensa e dei conviti per antonomasia, il padrone di casa in grado di assolvere perfettamente i sacri doveri dell’ospitalità... forse grazie alla «generosità» con cui la sua casa «accolse» il padre degli dèi.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il legame tra Anfitrione e Alcmena?
  2. Anfitrione, figlio di Alceo, era profondamente innamorato della cugina Alcmena, figlia di Elettrione, e dopo essere stato esiliato, la seguì a Tebe, dove entrambi condividevano i loro sentimenti.

  3. Come si svolse la vendetta di Anfitrione contro Pterelao?
  4. Anfitrione, dopo aver conquistato la simpatia del re Creonte, riprese le ostilità contro Pterelao per vendicare i fratelli di Alcmena, riuscendo a conquistare Tafo con l'aiuto di Cometo, la figlia di Pterelao.

  5. Qual è l'importanza culturale di Anfitrione nella tradizione letteraria?
  6. Anfitrione è diventato il simbolo del padrone di casa ideale, rappresentando i sacri doveri dell'ospitalità, una figura che ha influenzato opere da Plauto a Molière e Giraudoux.

Domande e risposte

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