Ominide 8335 punti

Mitologia greca - Anfitrione

Figlio del perseide Alceo, re di Tirinto, e di Astidamia, era profondamente innamorato della cugina Alcmena, figlia a sua volta di Elettrione, fratello di Alceo e re di Micene. Avendo involontariamente ucciso Elettricne, mentre combatteva al suo fianco contro Pterelao re dei Tafii, Anfitrione fu cacciato dal regno da Stenelo, fratello del defunto e, dopo aver abbandonato l’Argolide, raggiunse la corte di Tebe seguito da Alcmena, che condivideva i suoi sentimenti. Qui, dopo essersi accattivato le simpatie del re Creonte cacciando la terribile volpe del monte Teumesso, riprese le ostilità contro Pterelao per vendicare i fratelli di Alcmena e conquistò Tafo, grazie anche all’aiuto di Cometo, la flglia di Pterelao che, innamoratasi di Anfitrione, provocò la morte di suo padre strappandogli nel sonno il capello d’oro che, donatogli da Poseidone, lo rendeva immortale. Durante questa sua assenza, Alcmena aveva ricevuto la visita di Zeus che, assumendo le sembianze del marito, l’aveva posseduta poche ore prima che Anfitrione tornasse a casa dalla guerra. Dopo essersi unita nello stesso giorno anche con il legittimo marito, Alcmena generò i due gemelli Eracle e Ificle, i quali mostrarono ben presto e senza ombra di dubbio di quale unione fossero rispettivamente frutto: all’eccezionalità di Eracle si contrapponeva l’umanissima normalità di Ificle. Anfitrione morirà combattendo contro i Mini, popolazione tessalica che all’epoca di Omero si collocava in Orcomeno (Beozia). Seguendo una tradizione letteraria che da Plauto arriva fino a Molière e a Giraudoux, il personaggio di Anfitrione è divenuto il signore della mensa e dei conviti per antonomasia, il padrone di casa in grado di assolvere perfettamente i sacri doveri dell’ospitalità... forse grazie alla «generosità» con cui la sua casa «accolse» il padre degli dèi.

Hai bisogno di aiuto in Mitologia?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email