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Mitologia greca- Alcmena

Bella e virtuosa, era stata data in sposa ad Anfitrione, a patto che egli non consumasse il matrimonio se non dopo aver compiuto una serie di imprese. Mentre l'eroe era lontano, impegnato nell’ultima spedizione, Zeus vide Alcmena e se ne innamorò. Sapendo che era fedele al marito, non cercò neppure di sedurla: semplicemente assunse l'aspetto di Anfitrione e una notte si congiunse a lei. Poco dopo, la stessa notte, ritornò il vero Anfitrione che, avendo scrupolosamente assolto a tutti i suoi impegni, poteva finalmente godersi la sposa.Poco dopo, la stessa notte, ritornò il vero Anfitrione che, avendo scrupolosamente assolto a tutti i suoi impegni, poteva finalmente godersi la sposa. Ma Alcmena non dimostrava alcuno stupore per il suo ritorno. Insospettito, il marito consultò l’indovino Tiresia e seppe la verità. Sentendosi atrocemente beffato, fuori di sé dalla gelosia, Alcmena non dimostrava alcuno stupore per il suo ritorno. Insospettito, il marito consultò l’indovino Tiresia e seppe la verità. Sentendosi atrocemente beffato, fuori di sé dalla gelosia, mise la moglie su una catasta di legna con l’intenzione di bruciarla viva; ma Zeus mandò un acquazzone che spense le fiamme. Allora Anfitrione perdonò la sposa, che generò due gemelli: Eracle da Zeus e Ificle da Anfitrione. La vicenda ha avuto nel corso dei secoli interpretazioni umoristiche.

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