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Le suppliche di Priamo al Pelide Achille


Quando Ettore morì, Achille non diede il corpo ai troiani ma se lo portò con se nell’accampamento greco. Allora Priamo, padre del principe troiano, si recò da solo nell’accampamento greco con grande umiltà per pregare Achille di restituirgli il corpo. In questo passo, uno dei finali dell’Iliade, Priamo inizia subito a pregare Achille e cerca di fargli capire quanto significava per lui riavere indietro il figlio, altrimenti Achille l’avrebbe dato in pasto ai cani e agli avvoltoi. Nel mondo greco antico, infatti, quando qualcuno moriva doveva venire fatto il funerale mentre se il corpo era stato abbandonato per poi venire divorato dalle bestie il defunto perdeva ogni dignità e faceva una fine che veniva vista come una cosa vergognosa. Priamo si paragona a Peleo, padre di Achille spiegandogli quanto sarà contento un giorno lui a vedere suo figlio tornare a casa, cosa che non avverrà. Achille in questo passo non è l’Achille aggressivo e individualista che si conosceva, qui infatti, inizia quasi a commuoversi e a provare pena e compassione per Priamo. Alla fine della lunga trattativa, con un grande riscatto, Achille decise di ridare indietro a Priamo il corpo di Ettore e di concedere ai troiani 12 giorni di tregua per i funerali e per tutti i riti legati ad esso.
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