Traccia maturità 2015: tema storico sulla Resistenza

giorgia m.
Di giorgia m.

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foto di tracce prima prova maturità 2015

Qui di seguito le tracce prima prova maturità 2015 e la soluzione del tema storico (tipologia C) per la prima prova esame di stato 2015 sulla Resistenza con brano di Dardano Fenulli.

Foto delle tracce

SOLUZIONE DELLA TRACCIA (di Marco)

La Resistenza tra storia e critica

Ben settantadue anni sono trascorsi dal sempre più lontano 1943, anno che segnò un’inversione di rotta al prosieguo della Seconda guerra mondiale in Italia; un profondo mutamento che di lì a quasi due anni portò all'abbattimento definitivo del regime nazifascista, in un momento in cui quest’ultimo stava ormai manifestando palesi segni di cedimento. Il ricordo, tuttavia, malgrado quest’arco temporale cominci a farsi sempre più notevole, è limpido. E così dev'essere, per comprendere la portata degli eventi che si verificarono e che culminarono con la Liberazione dell'Italia dal regime totalitario. La memoria ci riporta all’anno sopracitato, e, più esattamente, a settembre. Due giorni: l’8 settembre, data in cui viene siglato l’armistizio con le truppe anglo-americane; 9 settembre, che vede ufficialmente la nascita della Resistenza, conosciuta anche con l'acronimo CLN (Comitato di Liberazione Nazionale). Essa fu inizialmente un movimento poco coordinato e tatticamente disorganizzato, composto da una massiccia varietà di persone e dalle principali forze politiche italiane. Vi aderirono partiti come la DC, Partito d'Azione, Partito Comunista, PSIUP e Partito Liberale; uniti assieme a ragazzi, contadini, lavoratori, studenti provenienti da ogni ceto e da ogni paese. Tuttavia, nonostante la concentrazione di profonde differenze culturali, religiose e politiche al suo interno, il movimento era accomunato da un unico fine: il perseguimento della vittoria sui regimi totalitari in nome di ideali e valori quali la libertà, la democrazia, la fede, i diritti civili. In quel periodo l’Italia si trovava divisa essenzialmente in due parti: il nord, dove le truppe della Wehrmacht avevano già avviato le operazioni d’invasione sulla nostra penisola (conseguenza dell’armistizio siglato con le forze angloamericane) ; il sud, dove le forze neo-alleate erano già presenti sul nostro territorio dal mese di luglio, dopo lo sbarco sulle coste siciliane. Il principale teatro di scontri fu, sostanzialmente, l’Italia centro-settentrionale. Inizialmente, le azioni dei membri della Resistenza, comunemente ricordati col termine “partigiani” e privi di un piano d’azione ben coordinato e militarmente svantaggiati, si limitavano ad operazioni di sabotaggio, guerriglia e giro d'informazione. Pochi giorni dopo, esattamente il 12 settembre, Mussolini, fino a quel giorno prigioniero presso Campo Imperatore, sul Gran Sasso, venne liberato da alcune SS e da paracadutisti tedeschi. Fu l’occasione del riscatto per il Duce, il cui volere, assieme a quello del Governo di Berlino, portò alla creazione della R.S.I (Repubblica Sociale Italiana), al fine di controllare buona parte dei territori italiani del nord. I primi risultati significativi della Resistenza si ebbero a partire dalle Quattro giornate di Napoli, durante le quali scoppiò un’insurrezione popolare contro l’occupazione nazifascista, e il cui epilogo fu la liberazione del capoluogo partenopeo. Un notevole contributo al trionfo della Resistenza fu dato anche dalla formazione delle Brigate Garibaldi, composte prevalentemente da aderenti al PCI e fondate a Milano nell’ottobre del ’43. Ad esse si unirono anche il già citato Partito d’Azione, il gruppo di Giustizia e Libertà e quello delle Brigate Matteotti, di matrice socialista. Tragico fu, invece, l'esito dell’attentato di via Rasella a Roma, nel marzo ’44, quando un gruppo di partigiani uccise alcuni soldati nazisti. Per reazione, le truppe tedesche perpetrarono l’eccidio delle Fosse Ardeatine, in cui più di 300 persone vennero fucilate. Nel frattempo Togliatti, politico di spicco del fronte comunista italiano, attuò quella che viene ricordata come “Svolta di Salerno”, con la quale si costituì un governo di unità nazionale tra le forze antifasciste aderenti al CLN e il generale Badoglio. Nei mesi successivi, rispettivamente giugno e settembre, si assistette alla liberazione di importanti città come Roma e Firenze. Tra ottobre e novembre, l’avanzamento della Resistenza si arrestò nella Linea Gotica, un muro difensivo che si estendeva dal sud della Toscana fino alle Marche, innalzato per attenuare l’avanzata degli alleati. Un proclama del generale inglese Alexander invitò le truppe alleate a sospendere le operazioni, che ripresero in maniera consistente verso il gennaio del 1945, quando Bonomi, all’epoca capo del Governo, programmò un piano di insurrezione generale, mentre le truppe nazifasciste si stavano avviando verso una lenta ritirata. Un’accelerata alle operazioni di liberazione delle città occupate dai tedeschi si ebbe intorno ad aprile, quando vennero liberate diverse città del centro-nord, tra cui Bologna, Torino e Genova. Nello stesso mese venne arrestato Mussolini durante un tentativo di fuga. L'offensiva finale da parte della Resistenza, avviata il 9 aprile, culminò con l'insurrezione di Milano il 25 aprile. Tale ricorrenza fu poi scelta, ufficialmente a partire dfal 1949, quale Festa Nazionale della Liberazione.

Ciò che sorge spontaneo chiedersi è: cosa ha spinto gli eroi di questa pagina di storia italiana a mettere a rischio la propria vita in difesa di interessi comuni?? Quali sentimenti, quali valori hanno diretto quelle anime a lasciare tutto e lottare? Chi, oggi, mollerebbe tutto e imbraccerebbe le armi per recarsi in un altro Paese a lottare in difesa dei diritti civili che sistematicamente vengono violati? Spesso si dimentica che numerose furono le persone di varia nazionalità che presero parte al processo di Liberazione. Quel senso di unione che ci è stato tramandato dall'esperienza risorgimentale (Unità d'Italia) ; e poi la difesa delle libertà individuali e civili, la fede, il coraggio, la dignità. Una testimonianza che ci aiuta a capire l'importanza di questi valori ci è pervenuta da un testamento scritto da un ufficiale, Dardano Fenulli, (membro attivo della Resistenza, poi catturato e fucilato nelle Fosse Ardeatine), in cui ribadisce la necessità di ricorrere allo spirito combattivo per spazzare via quelle forze che hanno perpetrato azioni allo scopo di annientare le libertà. I giovani dell’epoca hanno fatto propri questi valori e li hanno messi in pratica impeccabilmente; non un aspetto del tutto scontato, soprattutto se provassimo a immaginare come si comporterebbero i giovani oggi qualora questo scenario si verificasse nuovamente in futuro, nel nostro Paese. Ragazzi che hanno perso la vita per una giusta causa; per restituire alla nostra nazione nuovi valori come onore e dignità. Inoltre, non va dimenticato l’importantissimo contributo che le donne diedero al movimento partigiano: garantirono alloggio e sostentamento ai soldati ed erano spesso coinvolte in operazioni militari. Lo straordinario risultato raggiunto dalla Resistenza pose le basi per la costruzione di uno Stato libero, democratico e garante dei diritti civili, spianando così la strada verso la creazione di un nuovo modello politico qual è l’attuale Repubblica e la relativa Costituzione scritta dai padri fondatori nel ’45 ed entrata in vigore nel gennaio 1946.

COMMENTO ALLA TRACCIA:

La traccia di argomento storico propone il tema della Resistenza in occasione del 70° anniversario della Liberazione dell’Italia dal regime nazifascista. Si richiede, partendo anche da un documento scritto da un ufficiale che partecipò alla Resistenza, di illustrare le fasi principali di questa pagina storica del nostro Paese, nonché del suo significato morale e civile attraverso una riflessione personale.

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