Classe VH a.s. 2010-2011
Prefazione
La scelta del tema è stata principalmente dettata dalla curiosità personale di scoprire qualcosa di più sullo strumento oggi più consultato per apprendere nuove conoscenze, Wikipedia. Uno strumento che noi ragazzi ci troviamo ad usare, spesso senza conoscerne la grandezza. Così, ignorando l’importanza di questo progetto di diffusione di sapere libero, spesso non lo sfruttiamo al meglio, cadendo nella trappola del classico ed ingenuo “copia e incolla”.
Il tema scelto potrebbe risultare non strettamente oggetto di studio scolastico, e la stessa trattazione non è assolutamente suddivisa per materie. Ritengo, infatti, che dalla scuola non debbano rimanere una serie di nozioni ricavate dai “compartimenti stagni” delle materie, e poi rincollate insieme poco prima del grande evento: la Maturità. Date, titoli, formule e purtroppo molto altro sono cose che si scordano con il tempo, mentre ciò che veramente dovrebbe rimanere dal percorso scolastico è il modo di ragionare, di analizzare in modo indipendente e critico. Tutto ciò è necessario per rapportarsi agli eventi della vita non in modo ingenuo e superficiale, ma profondo e consapevole.
Perciò, di fronte al banco di prova che deciderà se mandarmi via e gettarmi nel bel mezzo del caos della vita, ho pensato di presentarmi mettendo nero su bianco le capacità di analisi acquisite in questi anni. Per questo nella mia tesina non ho cercato di mettere semplicemente insieme le nozioni imparate dalle diverse materie, ma di affrontare un argomento complesso come quello dell’enciclopedia mettendo direttamente alla prova le mie capacità. Un aiuto in questo mi è stato offerto dallo studio della speculazione filosofica che mi ha portato ad analizzare una tecnologia contemporanea come un vero e proprio fenomeno sociale.
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Enciclopedia, istruzione circolare
Tea Nora Bonucci
Introduzione
Nella mia trattazione mi propongo di capire come l’uomo, nel corso della storia, abbia cercato di diffondere il sapere e di tramandarlo nel modo più efficace possibile, attraverso una continua evoluzione del supporto di scrittura.
Per fare ciò ho preso soprattutto in considerazione quello che a me sembra il simbolo del sapere, cioè l’enciclopedia. Ho perciò analizzato come questa si sia evoluta, al passo con la tecnologia, nel corso della storia e come con Wikipedia sia arrivata a risultati veramente eccellenti, anche se da molti criticata.
Mi soffermerò, in particolare, sull’analisi di questo progetto e sulle innovazioni apportate rispetto alle enciclopedie tradizionali, innovazioni che cercherò anche di interpretare secondo la posizione filosofica di Marx nella realizzazione della società.
Inoltre, dimostrerò l’importanza e, al tempo stesso, la pericolosità di questa nuova forma di diffusione del sapere parlando della censura, che ogni giorno colpisce la rete in molti Stati sottoposti a regimi totalitari, così come avveniva durante il periodo fascista con le tradizionali fonti di diffusione di conoscenza.
La mia trattazione si concluderà con una riflessione: grazie alle nuove tecnologie, come Wikipedia, l’uomo riuscirà a soddisfare il proprio desiderio di sistematizzare tutto il sapere?
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Enciclopedia, istruzione circolare
Tea Nora Bonucci
La diffusione del sapere
Nel cammino evolutivo delle conoscenze umane un ruolo significativo è da attribuire ai metodi di trasmissione del sapere, che si sono sviluppati nel corso del tempo. Va, infatti, ammesso che il progresso delle conoscenze va di pari passo con l’evoluzione dei rapporti umani interpersonali, cioè con la possibilità di scambiarsi informazioni. Il primo grande passo che l’uomo ha compiuto con questa finalità fu la creazione di un linguaggio comune: da quel momento fu possibile trasmettere informazioni ai propri simili, i quali potevano così acquisire una base di conoscenze dalla quale sviluppare ulteriori progressi. Il secondo passo fu l’invenzione della scrittura (quarto millennio a.C. per merito dei Sumeri) nel momento in cui alla tradizione orale, troppo labile poiché affidata alla memoria minacciata dall’erosione del tempo, si è preferita la rappresentazione grafica della lingua.
Se la scrittura ha avuto il merito di assicurare le conoscenze acquisite contro i danni del tempo, in quanto come si suol dire “verbo volant, scripta manent”, subito ci si è accorti, tuttavia, del forte contrasto tra la fissità della parola scritta e la natura dinamica del sapere. Infatti, le conoscenze aumentano, si trasformano, si precisano a ritmi rapidi, in contrasto con i tempi lenti della diffusione dei rotoli e dei codici manoscritti. Già nel solo passaggio da una generazione all’altra i progressi conoscitivi risultavano molto evidenti. Per questo, i copisti e i traduttori spesso diventavano anche autori, poiché, attraverso le “Glosse”, si occupavano di spiegare, ampliare o addirittura correggere gli argomenti che trascrivevano, adattandoli alle conoscenze sviluppatesi nel tempo o da loro stessi acquisite per esperienza diretta.
Parola e immagini nella trasmissione del sapere
Una breve riflessione è a questo punto opportuna: il linguaggio usato per tramandare la conoscenza è stato univocamente quello della parola?
Nella trasmissione del sapere da sempre gli uomini hanno fatto ricorso alle immagini, sia per rappresentare simbolicamente un’entità astratta, sia per visualizzare una parte della propria vita. L’immagine quindi è riuscita ad “esprimere”, in forma quasi sempre più concisa, quello che il pensiero organizza e dispone in argomentazioni composte da un insieme, anche grande, di parole. Nei testi antichi l’immagine svolge il ruolo di guida chiarificatrice, quasi sempre in posizione subordinata e con funzione di accompagnamento al testo, spesso intervenendo a sottolinearne anche la versione fantastica, quasi al confine con la superstizione. A questo scopo basti ricordare le immagini a corredo dei Bestiari medievali in cui, accanto a nomi di esseri fantasiosi e dalle virtù immaginarie, si accompagnavano suggestivi disegni elaborati secondo le visioni più irreali.
Poiché la diffusione del sapere crea nuove conoscenze, determinando tra gli uomini un aumento esponenziale del desiderio di informarsi, diventa fondamentale la ricerca di un metodo di diffusione del sapere veloce e accessibile alle masse. L’attenzione si sposta pertanto sulla ricerca di nuovi supporti sempre più innovativi ed economici.
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Enciclopedia, istruzione circolare
Tea Nora Bonucci
Dai primi supporti alla stampa
Pietra, argilla, papiro: questi i primi materiali che hanno fatto da supporto alla scrittura. Il passaggio dal papiro alla pergamena è stato decisivo per la possibilità di scrivere fronte retro, di piegare e di rilegare i fogli scritti. Non solo: l’uso della pergamena ha reso possibile superare il maggiore limite del papiro, ovvero la sua fragilità.
Si è passati quindi dal volumen, che si avvolgeva in rotoli, al codex, un assemblaggio di fascicoli cuciti, che davano vita al libro. Un altro passaggio decisivo è stato quello segnato dall’uso della carta. Tuttavia, fino a che la riproduzione dei libri fu affidata alla mano di copisti, spesso monaci che all’interno del monastero imparavano l’arte amanuense, i costi e il tempo per la diffusione delle opere non potevano che essere estremamente elevati.
Solo grazie all’invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg intorno alla metà del XV secolo fu finalmente possibile pubblicare testi di qualsiasi natura in modo veloce, economico e in grande quantità.
Come sempre accade quando ci si trova davanti a una cosa così innovativa, le reazioni furono diverse. Sicuramente ci fu un grande entusiasmo poiché il sapere si sarebbe diffuso più facilmente, tuttavia non mancarono i più diffidenti che videro subito i lati negativi di questa invenzione. Già il primo libro stampato da Gutenberg, la Bibbia, appariva a molti come un’arma contro la classe dominante.
Difatti la diffusione del testo biblico, tradotto in diverse lingue volgari dalla Vulgata latina di San Girolamo, impediva alla Chiesa di avere il monopolio sull’interpretazione delle Scritture. Inoltre, non essendoci ancora leggi che regolavano l’uso della stampa, era molto difficile per le autorità controllare il contenuto delle pagine stampate e anche la loro destinazione. Possiamo dire che, in un certo senso, l’invenzione della stampa contribuì a liberare la conoscenza dal monopolio dei pochi dotti che si potevano permettere un’educazione o costosi manoscritti, per renderla accessibile alle classi meno facoltose, ma pur sempre benestanti, come la borghesia. In poche parole, Gutenberg contribuì in modo decisivo all’alfabetizzazione di massa: rese le informazioni disponibili a prezzi più accessibili, così che apprendere l’uso della scrittura divenne alla portata di molti.
Dalla diffusione del libro stampato di Gutenberg in poi, si è avuta una sempre maggiore distribuzione del sapere con l’obiettivo di arrivare a ogni strato sociale attraverso stampe sempre più economiche anche se ancora nei limiti della logica del profitto.
Dopo la rivoluzione gutenberghiana, si sono susseguite numerose innovazioni tecniche per quanto riguarda i macchinari, che hanno reso sempre più veloce ed economica la produzione. La carta, impostasi con la produzione del libro a stampa, è rimasta però per ben cinque secoli l’unico supporto utilizzato, perciò il metodo di diffusione del sapere non si è trasformato in modo rilevante.
Il successivo passo nello sviluppo della trasmissione del sapere lo possiamo identificare con l’invenzione di Internet.
La rivoluzione di Internet
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Enciclopedia, istruzione circolare
Tea Nora Bonucci
Internet nasce dal progetto ARPA (1960) del Ministero della Difesa degli Stati Uniti, quando nel 1969 attraverso la rete Arpanet riesce a collegare tra loro i primi computer tra quattro università statunitensi. La telematica è inizialmente utilizzata nell’ambito di alti comandi militari, di istituti universitari e di grandi aziende. Quando si capì che i risultati sarebbero stati notevolmente migliori usufruendo delle reti telefoniche, ben più diffuse delle reti interne militari, universitarie e aziendali, allora nacque la Rete che avrebbe messo in contatto i computer di tutto il mondo, detta World-Wide-Web.
Subito si osservò la grandezza e l’utilità di questa nuova tecnologia, infatti già nel ’98 Arno Allan Penzias osservava:
Con i mezzi elettronici mettiamo on-line intere biblioteche, intere annate di riviste giuridiche o mediche, e possiamo fare ricerche mediante parole chiave su otto miliardi di pagine.
La grandezza di Internet sta proprio in questo: più che un’innovazione tecnica è un’innovazione sociale, in quanto dà la possibilità di mettere in contatto persone da tutto il mondo e di scambiarsi un’enorme quantità d’informazioni in tempi rapidi. La diffusione del sapere dopo le grandi trasformazioni del passato (papiro-pergamena-carta), diviene con il digitale finalmente più veloce, alla portata di tutti, e soprattutto libera sia per l’utente, che per l’autore. Infatti, prima di Internet la diffusione del sapere non risultava affatto sociale e libera, poiché era dominata da pochi, cioè da coloro che possedevano denaro, titoli e si adeguavano alle logiche editoriali, quindi la classe dominante del momento, spesso in linea con il potere politico.
La grande rivoluzione che ha reso “sociale” la diffusione del sapere è stata proprio quella di Internet. La rete, infatti, rendendosi nel tempo facilmente utilizzabile da una parte sempre più ampia della popolazione, ha garantito ad ogni individuo la possibilità di pubblicare gratuitamente i propri lavori, dire la propria attraverso i blog personali, rintracciare libri, film, saggi e molto altro.
Inoltre, questo nuovo supporto ha modificato il modo di leggere: se prima srotolare un papiro o voltare pagina significava seguire una linea continua già definita dell’autore, oggi scorrendo una pagina web grazie all’ipertesto basato sui link abbiamo la possibilità di crearci un nuovo percorso rispetto a quello già dato dalla pagina, possiamo andare in profondità, seguendo un’idea, una parola, un collegamento. Da questa caratteristica vediamo che ogni argomento, libro o parola è collegata a qualcos’altro, che a sua volta rimanda a un altro aspetto ancora e così via. Internet rappresenta così il supporto su cui la conoscenza può meglio spaziare sia da un capo all’altro delle discipline, sia da una parte all’altra del mondo.
Il simbolo del sapere
1 Premio Nobel per la fisica 1978
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Enciclopedia, istruzione circolare
Tea Nora Bonucci
Ritengo che il miglior simbolo del sapere e della sua diffusione non possa che essere un genere che da sempre accompagna l’uomo: l’enciclopedia. In essa troviamo l’ambizione di racchiudere tutto lo scibile umano, appagando così l’antico desiderio dell’uomo di possedere tutte le conoscenze sulla natura e sulla vita, e per di più sotto mano e in sintesi.
L’enciclopedia rappresenta il metodo di diffusione della conoscenza per eccellenza e, di conseguenza, fa comprendere come essa si sia sviluppata nel tempo, alla ricerca di supporti sempre più resistenti, affinché fossero tramandati ai posteri, ma anche sempre più veloci ed economici, in modo che la possibilità di sapere fosse accessibile a tutti.
Il concetto di enciclopedia
enkyklos: circolare;
Dal greco, secondo l’accezione plutarchiana, ciclico, e paideia: educazione, disciplina, e quindi istruzione circolare. Istitutio
Il termine fu diffuso in questa accezione da Quintiliano in un passo della oratoria (1,10,1).
Haec de grammatice, quam brevissime potui, non ut omnia dicerem sectatus, quod infinitum erat, sed ut maxime necessaria. Nunc de ceteris artibus quibus instituendos priusquam rhetori tradantur pueros existimo strictim subiungam, ut efficiatur orbis ille doctrinae, quem Greci enkyklion paedian vocant.
Ho raccolto queste nozioni di grammatica, nel modo più conciso possibile, non per dire tutto, il che sarebbe stato un compito senza fine, ma in quanto sono assolutamente necessarie. Ora aggiungerò una breve trattazione delle restanti discipline alle quali credo si debbano dedicare i giovani allievi prima che intraprendano lo studio della retorica, affinché si metta insieme quella cerchia di nozioni, che i greci chiamano enkyklion paideian.
Rientra nel significato di Enciclopedia il concetto di “inventario” delle conoscenze umane di una determinata epoca, testimonianza delle correnti di pensiero, delle aspirazioni e delle realizzazioni di quell’epoca stessa. Attualmente rappresenta l’opera probabilmente più ambiziosa e complessa, in quanto esprime il desiderio di creare una esposizione metodica di tutto lo scibile umano. Oltre a essere esaustiva l’enciclopedia deve essere facilmente consultabile per cui risulta fondamentale la sistematizzazione del sapere secondo un determinato e ordinato sistema.
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Enciclopedia, istruzione circolare
Tea Nora Bonucci
Ordine e collegamento
Lo stesso Orazio affermava:
Che grazia possono aggiungere agli argomenti banali il potere dell’ordine e del collegamento.
Ordine e collegamento erano giustappunto caratteristiche indispensabili per una buona enciclopedia, e infatti non a caso troviamo questa epigrafe di Orazio nella copertina della celebre Encyclopédie di Diderot e d’Alambert.
Il sistema su cui si basa la sistematizzazione delle conoscenze varia secondo quattro criteri:
- La specificità degli argomenti trattati;
- L’intertestualizzazione;
- Il metodo d’organizzazione;
- I criteri di redazione delle voci.
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Latino: Plinio il Vecchio; Quintiliano
Storia: il Fascismo
Filosofia: Karl Marx
Storia dell'arte: le tavole dell'Encyclopédie
Italiano: Jorge Luis Borges (la biblioteca di Babele)