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Wonderland

La vita secondo Tim Burton

La vita

Timothy William Burton nasce nel 1958 a Burbank (Contea di Los Angeles), USA. È un bambino molto introverso, nella sua infanzia non ha avuto molti amici. Si è sempre divertito, infatti, a spaventare i suoi coetanei, facendogli scherzosamente credere che gli alieni fossero pronti a sbarcare sul pianeta.

A dodici anni si trasferisce a casa della nonna, vista la discordanza con i genitori. Appena sedicenne già vive da solo, la piccola cittadina di Burbank non è adatta a lui: è troppo normale e troppo stretta. Inizia subito fin da piccolo a mostrare la sua vena artistica.

A diciotto anni inizia a lavorare alla Disney, dopo aver vinto una borsa di studio. Diventa ufficialmente uno degli animatori e prende parte al lungometraggio “Red e Toby: Nemici-Amici”. Purtroppo la sua particolarità lo portò a odiare questo periodo lavorativo. Il suo unico ricordo è:

“Era una tortura, dovevo disegnare tutte le scene con le graziose bestioline ammiccanti. Semplicemente non ci riuscivo.”

Tim Burton è sempre stato molto più vicino a scenari lugubri e inquietanti. Da piccolo passava piacevolmente le sue giornate all’interno dei cimiteri, erano il suo luogo preferito. Ecco perché la Disney non faceva inizialmente per lui.

Quello che più odiava di quegli ambienti era che tutti in ufficio ricordavano Walt Disney (1901-1966), dicendo sempre “Lui avrebbe fatto così”. Ai tempi di Burton inoltre, la Disney non era di certo quella dei giorni nostri. Era solo in embrione ciò che sarebbe diventata.

Questa esperienza gli diede comunque la possibilità di farsi conoscere. A oggi Tim Burton è un regista, sceneggiatore, produttore cinematografico, animatore e disegnatore. È noto per le sue ambientazioni gotiche, fiabesche, poetiche e molto malinconiche.

Tutti i suoi film sono indirettamente adiacenti al regista. La scenografia e i trucchi giocano un ruolo fondamentale per introdurre lo spettatore nel mondo immaginario di Burton. La sua cinematografia sviluppa il personaggio dell’outsider, ossia l’immaginazione che nasce dal rapporto mostro-uomo.

Alice in Wonderland

Da questo film prende il nome tutta la tesina. Wonderland, ovvero paese delle meraviglie, spiega secondo me in una sola parola tutto il mondo Burtoniano. Burton, infatti, è stupore, magia, macabro, attenzione per i particolari, fantasia, fiaba e poesia tutto in uno.

Alice in Wonderland è il film che lo ritrova a collaborare con la Disney dopo tanti anni. Il film è uscito nel 2010 ed ha ricevuto numerosi riconoscimenti.

È l’ennesima reinterpretazione della storia di Lewis Carroll, ma con alcune modifiche. Nel romanzo Alice è una bambina annoiata, nel giorno del suo settimo compleanno. È stanca per via del caldo.

Ad un certo punto intravede lo strano personaggio del Bianconiglio. Un coniglietto con panciotto colorato ed occhi rossi che esclama: “Poor me! Poor me! I'll be late!” (Povero me! Povero me! Arriverò in ritardo!).

Rincorrendolo, Alice finisce per infilarsi nella tana del coniglio e da qui inizia il suo strano viaggio. S’imbatterà, nella sua avventura, in un luogo fantastico popolato da carte da gioco animate ed animali dalle strane caratteristiche.

In questo posto non c’è cosa che non possa accadere, non c’è magia che non si possa vedere realizzata. Gli animali parlano, si trasformano, scompaiono improvvisamente.

Alice riesce a diventare un gigante, partecipa a feste di non compleanno bevendo tè con individui folli e viene addirittura condannata alla decapitazione dopo aver testimoniato nel processo al fante di corte, che rubò delle torte. Infatti, è celebre la frase della regina: “Off with his head!” (Tagliategli la testa!).

Il romanzo è stato donato dallo scrittore ad una bambina, Alice appunto, che aveva richiesto un racconto. La storia poi diventerà una delle più apprezzate nel mondo.

Burton modifica la storia di Carroll fondendo anche la storia “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò”. Il personaggio di Alice nel film è una diciannovenne che rifiuta un matrimonio combinato e sogna di diventare un capitano dell’industria.

Fuggendo dalla festa dove sarebbe dovuta essere presentata in società, si ritrova improvvisamente in un mondo molto strano, popolato da creature fantastiche. Lì trova il Bianconiglio sempre in ritardo, il cappellaio matto, la regina bianca e la regina rossa.

Inizialmente Alice pensa di essere pazza. Da quando è piccola continua a fare sempre lo stesso sogno. Gli esseri che ha sempre sognato sono intorno a lei ora, sono diventati realtà.

L’Alice conosciuta in questo particolare mondo è colei che dovrà salvare tutti dalla dittatura della regina rossa. Alice non crede di essere la loro eroina, ma alla fine si convincerà ad uccidere il terribile Ciciarampa, l’orribile creatura appartenente alla regina.

Insieme alla regina bianca, sorella buona della sovrana, ristabilirà l’equilibrio del paese riportando la felicità preesistente.

Burton introduce inoltre nel film tantissimi aforismi.

Due tra i più belli sono:

“I have a disease called imagination leads almost heresy is considered insanity ...”.

(Ho una malattia si chiama fantasia: porta quasi all'eresia è considerata pazzia…)

“I tell you a secret: all the best are crazy.”

(Ti svelo un segreto: tutti i migliori sono matti.)

Big Fish e la considerazione della guerra secondo Burton

Quando si guarda questo film la storia appare molto intricata. Edward Bloom è un anziano commesso viaggiatore contaballe fortemente attaccato ai suoi racconti fantastici con cui ha sempre descritto la sua vita.

Non si riesce mai a capire nel film cosa è realtà e cosa è immaginazione. Ed Bloom è una figura lontana, incapace di affrontare la realtà, è consapevole di averla sempre sfuggita attraverso il ricorso alle fiabe con cui l’ha rivestita.

Al figlio Will non resta che tentare di decifrarne la vita partendo proprio da quei racconti. Edward Bloom racconta il suo incontro con una vecchia strega e con un gigante gentile, il suo strano soggiorno nello sperduto paesino di Spectre, la sua gavetta nel circo fra nani e uomini-lupo, la sua mirabolante impresa nella guerra di Corea, la romantica conquista della moglie e infine quella continua ricerca del “Paese Gigante”, simbolo di una tensione alla dimensione magica all’esistenza mai spenta.

La vera scoperta sarà capire come nella vita, realtà e magia siano perfettamente conciliabili.

Il film è stato realizzato a seguito della morte del padre mentre lo stesso regista stava preparandosi a diventarlo, Big Fish può essere considerato un punto di svolta per la carriera di Burton.

Il regista non ha mai espresso nei suoi film, a meno che non si trattasse di conflitti intergalattici, la sua opinione sulla guerra. Solo in questo film il protagonista si trova coinvolto in un conflitto, quella di Corea.

Il regista però non dà molta importanza a questa guerra difatti la banalizza. Il protagonista dice alla sua amata che farà grandi imprese in modo da tornare presto da lei.

Il regista non voleva tanto focalizzare il punto sulla guerra tra le due Coree in sé, ma si riferiva alla guerra fredda (puntualizzò questo collegamento in un’intervista per una televisione statunitense).

Burton gli anni della guerra fredda li vive tutti, e cerca di far capire quanto fosse una guerra inutile secondo lui.

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Sintesi

Introduzione tesina su Tim Burton

La seguente tesina di maturità analizza i principali film di Tim Burton e collega le tematiche trattate nei suoi film con le seguenti discipline di studio: riallacciandosi a Alice in Wonderland viene analizzata in Inglese la figura di Lewis Carroll; partendo da Big Fish, in Storia viene analizzata la guerra di Corea e la guerra fredda; prendendo in considerazione il film Nightmare Before Christmas viene analizzato lo stile pittorico di Van Gogh e di Munch; nella tesina è possibile collegare altri film di Tim Burton con le seguenti tematiche: il film Frankenweenie permette un'analisi di argomenti come il circuito elettrico e la stop motion in Fisica e in Progettazione filmica; La sposa cadavere permette di creare un confronto tra uno dei suoi personaggi e la figura dell'inetto di Svevo. Infine viene fatto riferimento a un altro argomento, la geometria descrittiva.

Collegamenti

Tesina su Tim Burton

  • Inglese: Lewis Carroll/Alice in Wonderland.
  • Storia: Guerra di Corea e guerra fredda/Big Fish.
  • Storia dell'arte: Munch e Van Gogh/Nightmare Before Christmas.
  • Fisica: Il circuito elettrico/Frankenweenie.
  • Progettazione filmica: Lo stop motion/Frankenweenie.
  • Italiano: Victor coincide con l'inetto di Svevo/La sposa cadavere.
  • Importanza della scenografia: Geometria descrittiva.
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