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Premessa

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Il sogno ha sempre affascinato l’uomo, che fin dall’antichità cercava di interpretarlo e di comprenderlo nei suoi misteri, finché Freud ne diede una spiegazione scientifica.

Ma cos’è veramente il sogno?

Com’è possibile che il semplice sogno sia stato in grado di guidare le aspirazioni di grandi uomini?

Sono queste le domande a cui ho cercato di dare una risposta nel percorso della mia tesina.

Emilia De Vivo

Il sogno

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Il sogno è una produzione psichica che ha luogo durante il sonno ed è caratterizzata da emozioni, percezioni e pensieri relativi a persone, situazioni o oggetti generalmente vissuti dal sognatore come reali e solo più raramente accompagnati dalla consapevolezza della loro irrealtà. Nei sogni le caratteristiche dell’esperienza cosciente diurna sono notevolmente alterate. La coscienza onirica infatti è totalmente svincolata dalla necessità di adattamento all’ambiente esterno reale ed è interamente governata dalle leggi dell’affettività, che prescindono dalle norme logiche e sociali; lo spazio ed il tempo sono irreali, cioè il soggetto può essere contemporaneamente in due posti diversi.

Queste caratteristiche rendono conto della difficoltà di poter tradurre il sogno nel linguaggio logico-discorsivo dell’esperienza diurna, e quindi diventa necessario ricorrere all’operazione definita da Freud «elaborazione secondaria», che consiste nella ristrutturazione del sogno in forma comprensibile e consequenziale.

Un’altra caratteristica dell’esperienza cosciente onirica è costituita dal valore simbolico dei suoi contenuti, in questo caso Freud ha parlato di «simbolizzazione onirica».

Lo studio dell’esperienza onirica può essere fatto risalire all’inizio del secolo scorso, quando risultò chiaro che le stimolazioni sul corpo del soggetto dormiente svolgono un certo ruolo nella determinazione dei contenuti onirici, e che in questo processo le percezioni oniriche risultanti sono sempre di natura visiva e auditiva, anche se le stimolazioni interessano altri sensi.

Il vero inizio dell’indagine scientifica sul sogno si colloca nel nostro secolo, in coincidenza con la pubblicazione, da parte di Freud, de «L’interpretazione dei sogni».

Freud

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Sigmund Freud nasce il 6 maggio 1856 a Freiberg, figlio di un commerciante ebreo di lana, che a causa dei rivolgimenti politico-economici fu costretto a stabilirsi a Vienna nel 1860, quando Freud aveva solo quattro anni.

Freud fin dalla giovane età s’immerse nello studio della Bibbia e delle storie ebraiche, da cui verrà fortemente influenzato. Le sue origini furono causa di forti limitazioni, ma allo stesso tempo non smisero mai di limitarne il pensiero. Malgrado le difficoltà economiche, Freud sviluppò grande interesse per l’antichità classica, che fu uno dei conduttori di tutta la sua esistenza. Questo suo contatto con l’antichità classica conferì alla sua prosa scientifica uno smalto d’eleganza, che contribuì a renderne famosi gli scritti.

Freud fu attratto dalle dottrine darwiniane, che gli consentivano una visione più ampia e moderna dell’origine della vita. Fu per questo motivo che decise di iscriversi alla Facoltà di Medicina, dove si laureò nel 1881.

Dopo un periodo di permanenza in Inghilterra, iniziò a lavorare nel laboratorio di zoologia di Carl Claus, dove intraprese con successo il lavoro di ricerca, ma ne rimase insoddisfatto e passò all’Istituto di Fisiologia diretto da Ernst Wilhelm von Brücke, dove concluse ricerche neuro-istologiche di rilevante importanza e che gli aprirono le porte ad una carriera nel settore. Successivamente lavorò per tre anni presso l’Ospedale Generale di Vienna, occupandosi di pazienti con problemi neurologici, ed è in questo periodo che Freud inizia una ricerca sulla cocaina.

Freud aveva scoperto che alcuni popoli indiani la usavano come analgesico e iniziò a sperimentarla su se stesso e sui suoi conoscenti, constatandone gli effetti stimolanti: «Produce un effetto stimolante e dalla durevole durata, che non differisce in alcun modo dall’euforia normale delle persone sane».

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Nella speranza di aiutare un suo caro amico che utilizzava come analgesico la morfina, Freud consigliò di sostituirlo con la cocaina, credendo di liberarlo dalla dipendenza da questa droga. Il risultato però fu ben diverso: la cocaina infatti dà una maggiore dipendenza rispetto alla morfina. Questo incidente nella sua carriera di ricercatore lo riempì di sensi di colpa e lo portò a rinunciare alle aspettative di successo derivanti da queste ricerche.

Grazie ad una borsa di studio cominciò a lavorare a Parigi con Charcot, quest’ultimo impressionò molto Freud, sia per la sua personalità di uomo geniale ed innovatore, sia per il suo insegnamento: egli infatti era riuscito a dimostrare che le manifestazioni dei malati sottoposti ad ipnosi erano corrispondenti al vero, ed aveva introdotto una seria classificazione nei casi d’isteria.

Tornato a Vienna Freud pensava che il metodo acquisito fosse così perfetto da permettere di guarire quei malati nevrotici fino ad allora incurabili. Queste speranze però ben presto si rivelarono vane. Nell’ottobre del 1886 aprì uno studio privato; per i primi anni di professione egli utilizzò con i suoi pazienti le tecniche allora in uso: l’idroterapia e l’elettroterapia, ma si rese conto che quel che veniva comunemente affermato su di esse non conduceva a nessun risultato concreto e decise di dedicarsi all’ipnosi.

Un punto di svolta nello studio dell’ipnosi furono i contatti con Joseph Breuer, un eminente fisiologo che aveva in cura una paziente isterica. Breuer, grazie all’ipnosi, era riuscito a guarirla da una sorta di idrofobia, dimostrando che in realtà il paziente isterico soffre di reminiscenza e che tali ricordi traumatici possono risultare purificatori sotto ipnosi.

Grazie alla collaborazione con Breuer, Freud poté apprendere ed utilizzare sistematicamente questa tecnica nella sua professione. Verso la metà degli anni novanta, Freud si dedicò alle libere associazioni, che consistevano nell’abbandonarsi alle proprie intuizioni e pensieri senza censure; questa tecnica gli permetterà di giungere al concetto di autoanalisi.

Freud intraprese poi una lunga autoanalisi che sfociò in una delle opere fondamentali del pensiero contemporaneo: L’interpretazione dei sogni (1900).

Le opere

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Il lavoro condotto con Breuer permise a Freud di pubblicare Studi sull’isteria (1895).

Tra le opere successive troviamo: Psicopatologia della vita quotidiana (1901), in cui prende in esame i lapsus e le dimenticanze della vita di tutti i giorni.

Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), in cui individua una sessualità anche nell’infanzia, in particolare per i bambini maschi, che nei primi anni di vita attraversano una fase molto conflittuale con i genitori, in quanto tendono a vedere il genitore del sesso opposto come un possesso esclusivo, e di conseguenza vedono un rivale nel genitore dello stesso sesso.

Motto di spirito (1905): in cui prende in esame ed analizza le battute e i giochi di parole.

L’interpretazione dei sogni

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«Debbo affermare che il sogno ha effettivamente un significato e che un procedimento scientifico nell’interpretazione del sogno è possibile.

Ecco come sono giunto alla conoscenza di questo metodo. Mi sono dedicato per anni, a scopo terapeutico, a dissolvere nei loro elementi varie formazioni psicopatologiche, come le fobie isteriche, le rappresentazioni ossessive e altre, cioè sin da quando ho imparato, da un’importante comunicazione di Joseph Breuer, che queste formazioni, intese come sintomi patologici, dissolverle nei loro elementi significa risolverle. Se si riesce a ricondurre una di queste rappresentazioni patologiche agli elementi dai quali è sorta nella vita psichica dell’ammalato, essa si scompone e l’ammalato ne risulta libero.

Nel corso di questi studi psicoanalitici mi sono imbattuto nell’interpretazione del sogno. I pazienti che io avevo impegnato a raccontarmi tutte le idee e i pensieri che s’imponevano loro di fronte a un determinato argomento, mi raccontavano i loro sogni, dimostrando così che un sogno è inseribile nella concatenazione psichica che, partendo da un’idea patologica, va inseguita a ritroso nella memoria. Non ci volle dunque che un passo per trattare il sogno stesso come un sintomo, e per applicare al sogno il metodo d’interpretazione già elaborato per il sintomo.

Si rende necessaria, a questo scopo, una certa preparazione psichica dell’ammalato. Si aspira a ottenere da lui, in primo luogo, un’attenzione più intensa per le sue percezioni psichiche e, secondariamente, l’eliminazione della critica con cui di solito vaglia le idee che spontaneamente gli si presentano.

Per raggiungere uno stato di autosservazione con attenzione concentrata, è vantaggioso che egli assuma una posizione di riposo e chiuda gli occhi: mentre rinuncia alla critica delle creazioni ideative percepite deve essergli imposta esplicitamente. Gli si dice dunque che il successo della psicoanalisi dipende dal fatto che egli osservi e comunichi tutto ciò che gli passa per la mente e non sia tentato di sopprimere un’idea perché gli sembra insignificante o non pertinente, un’altra perché gli sembra assurda: che deve comportarsi con tutta imparzialità nei confronti di ciò che gli viene in mente, perché dipenderebbe proprio dalla critica se non riuscisse a trovare la soluzione del sogno, dell’idea ossessiva, e così via, di cui si è in cerca.

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Movendo i primi passi nell’applicazione di questo procedimento, impariamo dunque che non bisogna fissare l’attenzione sul sogno nella sua totalità, bensì soltanto su singoli elementi parziali del suo contenuto. Se chiedo a un paziente non ancora esercitato: «Che cosa le fa venire in mente questo sogno?», in genere egli non è in grado di afferrare nulla nel suo campo visivo mentale.

Se invece gli presento il sogno scomposto in singoli frammenti, allora, per ogni frammento, egli mi offre una serie di pensieri che si possono definire come il «sottointeso» di questa parte del sogno».

Tratto da «L’interpretazione dei sogni».

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Quest’opera scritta nel 1900 segna la fine di un periodo molto difficile per Freud.

Nel luglio del 1895 Freud fece il sogno, conosciuto come «Il sogno dell’iniezione a Irma», che stimolò il suo interesse per questo aspetto della vita psichica e che diede inizio alla sua autoanalisi.

I sogni, dice Freud, sono «la via regale verso l’inconscio». Il sogno rappresenta l’appagamento allucinatorio di un desiderio. Le fonti del desiderio possono essere:

  • Stimoli endogeni (fame, sete);
  • Episodi del giorno precedente in cui il desiderio sia stato represso;
  • Strati di materiale inconscio;
  • Situazioni della prima infanzia.

Durante il sonno è sospeso il controllo vigile dell’Io e ciò consente l’emergere di strati inconsci che sono rappresentati nel sogno; tuttavia, il sogno è anche il «custode del sonno», per questo motivo attraverso la censura onirica desideri proibiti e penosi sono espressi in maniera camuffata.

Per questo motivo Freud distingue un contenuto manifesto, cioè lo svolgersi degli avvenimenti onirici, e un contenuto latente, ossia i veri pensieri onirici e il motivo del desiderio.

La censura onirica si avvale d’alcuni meccanismi, i quali operano per camuffare il vero contenuto del sogno. Questi sono:

Spostamento

Per esempio la sostituzione di una persona con un’altra, l’affetto rimane lo stesso, ma viene trasferito su una persona estranea o indifferente.

Condensazione

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Si verifica quando un elemento del sogno ne raggruppa molti, per esempio un personaggio del sogno può condensare caratteristiche di più personaggi.

Identificazione

Il sognatore può identificarsi in altre persone attribuendo loro sentimenti o facendogli assumere comportamenti che egli si evita pur desiderandoli.

Ambivalenza

Il farsi sostituire in sogno da un altro personaggio mette anche in luce la propria ambivalenza riguardo alcuni desideri, per esempio sessuali. Il conflitto tra desiderio e sentimento di colpa ad esso associato viene così risolto con una soluzione di compromesso.

I simboli

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Come accade per i sintomi il nesso fra gli elementi del sogno e gli eventi rimossi è più simbolico che diretto. Freud fissa intere serie di simboli per lo più correlate ai genitali maschili e femminili e al rapporto sessuale. Sostiene, infatti, che tutti i corpi cavi, aperti o chiusi, simboleggiano l’organo genitale femminile, tutti gli oggetti volti in alto o appuntiti simboleggiano quello maschile. Per Freud quasi tutte le attività, dal volare al correre, sono attribuite alle funzioni sessuali.

Sogni d’ansia e punizione

Secondo Freud i sogni d’ansia segnalano un insuccesso delle operazioni difensive dell’Io: il contenuto latente è riuscito a forzare le difese e a giungere alla coscienza, cioè al contenuto manifesto del sogno in maniera troppo diretta, allarmando quindi il sognatore.

Collegati ai sogni d’ansia troviamo i sogni di punizione. Qui il sogno manifesto, anziché esprimere un desiderio, esprime una fantasia più o meno mascherata della punizione per il desiderio stesso.

Inconscio, preconscio, conscio

Freud per poter rendere comprensibile la complessità del funzionamento psichico, avverte la necessità di utilizzare la nozione di «luogo psichico», con la quale può differenziare i sistemi, attribuirgli caratteri e funzioni diverse, disporli in un certo ordine e, così, dedurre l’ordine di successione delle fasi.

Freud suppose che vi fossero tre sistemi psichici in cui le operazioni della mente sono distinte a seconda che siano consce o no (questa ipotesi venne introdotta nell’Interpretazione dei sogni, ma fu ulteriormente elaborata in una monografia nel 1915).

I tre sistemi psichici sono:

Inconscio (ucs)

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Vi sono tutti quei processi e contenuti inconsci che vengono respinti dalla coscienza.

Preconscio (pcs)

Vi sono tutti quei processi e contenuti che possono diventare consci con uno sforzo dell’attenzione.

Conscio (cs)

Vi sono tutti quei processi e contenuti che sono coscienti.

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Luigi Pirandello

Luigi Pirandello nacque il 28 giugno 1867 a Caos (Girgenti), in una agiata famiglia di commercianti, grazie al commercio e all’estrazione dello zolfo. Dopo l’istruzione elementare impartitagli da maestri privati, frequentò il ginnasio. Qui si appassionò subito alla letteratura, a soli undici anni, infatti, scrisse la sua prima opera «Barbaro», poi andata perduta.

Iniziò gli studi universitari a Palermo nel 1886, per poi recarsi in seguito a Roma, dove continuò gli studi di filologia romanza, ma poi a causa delle incomprensioni con il rettore dell’ateneo dovette trasferirsi a Bonn, dove si laureò nel 1891 con una tesi sulla parlata agrigentina.

Tornato a Girgenti sposò Maria Antonietta Portulano, figlia di un ricco socio del padre. Nel 1903, a causa di una frana in una miniera di zolfo del padre, in cui era stata investita parte della dote della moglie, li ridusse sul lastrico. Questo avvenimento accrebbe il disagio mentale della moglie, a tal punto che, nel 1919, Pirandello fu costretto a farla ricoverare in un ospedale psichiatrico.

La malattia della moglie portò lo scrittore ad approfondire lo studio dei meccanismi della mente e ad analizzare il comportamento sociale nei confronti della malattia mentale; questi studi lo portarono, inevitabilmente, ad avvicinarsi alle teorie sulla psicoanalisi di Freud.

Nel 1925 Pirandello è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali fascisti. L’adesione di Pirandello al Fascismo fu alquanto imprevedibile, la motivazione migliore che fu elaborata per spiegare tale scelta fu che il fascismo lo riconduceva a quegli ideali patriottici di cui era convinto sostenitore.

Un’altra motivazione fu la fondazione della nuova compagnia teatrale, l’iscrizione al partito serviva, infatti, a poter ricevere il sostegno governativo e le relative sovvenzioni economiche. Nonostante l’adesione al fascismo, la critica fascista non esaltò mai le opere pirandelliane, perché queste non erano in linea con gli ideali fascisti.

La guerra fu un’esperienza molto dura per Pirandello, il figlio venne imprigionato dagli austriaci e, una volta rilasciato, tornò in Italia.

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Gravemente malato. Le condizioni psichiche della moglie si aggravarono a tal punto da rendere inevitabile il ricovero.

Dopo la guerra, lo scrittore s’immerse in un lavoro frenetico, dedicandosi soprattutto al teatro. Nel 1925 fonda la «Compagnia del teatro d’arte», con questa compagnia cominciò a viaggiare per il mondo: le sue commedie vennero rappresentate anche nei teatri di Broadway.

Nel 1929 ricevette il titolo di Accademico d’Italia.

Nel giro di un decennio arrivò ad essere il drammaturgo di maggior fama nel mondo.

Nel 1934 ricevette il Premio Nobel per la letteratura.

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Il pensiero e le opere

Pirandello pubblicò nel 1908 i saggi «Arte e Scienza» e «L’umorismo», caratterizzati da un’esposizione di stile colloquiale, molto lontana dal consueto discorso filosofico.

Nel saggio «L’umorismo» lo scrittore distingue il comico dall’umorismo.

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