Tesina - E-Commerce

Tesina e-commerce sul funzionamento dei siti web online di commercio elettronico (ebay, amazon ecc...), i loro pregi e difetti, le statistiche e i collegamenti con tutte le principali materie di studio.

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  • 20-05-2014
E io lo dico a Skuola.net

Premessa

L’argomento principale della tesina è il commercio elettronico (e-commerce), ma ho cercato di arricchire il discorso parlando di altre materie indirettamente collegate all'argomento principale, sempre seguendo uno schema logico e cercando di non limitarmi allo studio scolastico ma di approfondire certi aspetti concreti che, anche se discorsivi, ritengo interessanti e attuali.
[s]Introduzione:[/s]
L’argomento principale della tesina, in particolare, ruota intorno al concetto di “sicurezza”, tema che, indipendentemente dall'informatica, è sempre stato di grande rilievo nella vita dell’uomo. L’uomo ha sempre la necessità di sentirsi sicuro, dalla sua nascita alla sua morte e in tutti gli aspetti della vita: dalle relazioni sociali all'ambiente di lavoro, dalla sicurezza sulla strada alla tutela della persona umana e dei suoi diritti. Altro bisogno di grande importanza per l’uomo è quello di comunicare, di confrontarsi con gli altri e con l’ambiente in cui vive. Questi tre aspetti (sicurezza, comunicazione e confronto) a livello informatico e aziendale sono riassunti in una parola: e-commerce.
Ma cosa vuol dire e-commerce?
L’e-commerce è essenzialmente una nuova forma di commercio con l’obiettivo di migliorare la vita dell’uomo rendendola più comoda, facile e veloce (obiettivo che hanno in comune tutte le nuove invenzioni tecnologiche): agevolmente dal divano di casa o dalla poltrona di un ufficio, ci si avvale di un sito e-commerce (i più famosi sono eBay, Amazon, Group-on) per acquistare e/o vendere prodotti online comunicando semplicemente il numero della nostra carta di credito o prepagata (PayPal è il più famoso).
L’e-commerce nasce negli anni novanta e, anche se rimase a uno stadio embrionale per diverso tempo, la condivisione dei contenuti, la rapida evoluzione del web e l’uso della rete da parte di un numero sempre maggiore di utenti, ha permesso al commercio online di svilupparsi, divenendo una vera e propria industria nell'industria, con un giro d'affari spesso superiore ai canali tradizionali.
Un altro elemento non trascurabile che ha favorito il successo dell’e-commerce è il fatto che viviamo in una società in continuo movimento. L’uomo moderno è sempre di corsa e ha poco tempo per far tutto: per se stesso, per la famiglia, per mangiare, per dormire, figuriamoci per trovare parcheggio, girare nei supermercati e fare lunghe code alla cassa! Perché perdere tempo in questo modo quando può avere tutto ciò che desidera a portata di click?
Strategie di vendita:
Vendere online significa ampliare ulteriormente gli orizzonti di un’azienda e va fatto con cognizione di causa e mezzi adeguati. La strada verso il successo comincia sempre con un buon modello di business:
Imprese orientate al cliente (bisogna tener conto del budget del cliente e delle sue necessità);
produzione snella (ispirata al principio “minimo sforzo, massimo risultato” e alla frammentazione del personale in piccoli team per rendere più pratico il lavoro aziendale);
Time to market (essere in grado di progettare, realizzare e porre in vendita un nuovo prodotto in tempi brevi).
Oltre al business le imprese si servono di strategie di vendita.
La Strategia è l’insieme delle scelte e delle azioni ritenute più idonee, in relazione alle risorse e ai mezzi disponibili, per ottenere un vantaggio rispetto alle altre imprese.
L’impresa è tenuta a compiere delle scelte imprenditoriali che riguardano:
1.Gli interlocutori con cui interagire;
2.Il mercato su cui l’impresa intende operare;
3.Le caratteristiche dei prodotti e dei servizi offerti e le politiche di prezzo da praticare in base:
Alla fascia di clientela da servire (età, bisogni, …)
Alle caratteristiche per renderli più “appetibili” ai consumatori;
Alle esperienze e conoscenze in campo tecnologico e della gestione.
4.La struttura aziendale (aspetti tecnico-organizzativi, commerciali, gestionali, …);
5.La localizzazione dell’azienda.

Quest’ultima scelta, grazie all’e-commerce, non è più determinante per il successo dell’impresa perché, essendo i siti senza stabilimenti, vi è parità di condizioni tra il più piccolo dettagliante e il venditore professionista.

Le imprese industriali, se non vogliono rimanere “schiacciate” dalla concorrenza (particolarmente accesa perché è praticamente assente qualsiasi barriera in grado di impedire, ad un’altra impresa, l’ingresso nello stesso segmento di attività) devono perseguire un orientamento strategico rivolto alle caratteristiche distintive, differenziando i propri prodotti da quelli delle imprese concorrenti. Come? Migliorando le caratteristiche qualitative del prodotto e/o dotandolo di servizi (formula “soddisfatti o rimborsati”, assistenza tecnica a costo zero, garanzia per un lungo periodo di tempo dopo l’acquisto ecc, …).
Introducendo nuove tipologie di prodotti.
La concorrenza condiziona le imprese che, per sopravvivere e crescere, sono costrette a creare nuovi beni. Questo fenomeno è visibile soprattutto in campo tecnologico, dove è sempre più difficile creare prodotti veramente nuovi (infatti, per esempio, un modello di cellulare che esce oggi in commercio sarà considerato obsoleto nel giro di pochi mesi perché ne uscirà uno migliore, con nuove funzionalità e accorgimenti) e per far ciò è importante l’investimento in ricerca e sviluppo il cui costo oggigiorno si è notevolmente dimezzato grazie al progresso del web 2.0 e all'utilizzo di siti dinamici. In passato per far decollare l’attività non era sufficiente una bella vetrina ma ci voleva il passaparola dei clienti soddisfatti. Così accade anche oggi: oltre alla vetrina è decisivo per il successo dell’azienda avere utenti (clienti, fornitori, banche dati) che ci fanno pubblicità parlando bene di noi e della nostra attività. Social network, forum e blog che popolano il web possono essere un valido aiuto per attivare quel passaparola che spinge il cliente a fare il salto dalla “semplice occhiata” alla vetrina all'acquisto. Il consumatore diventa quindi prosumer: si svincola dal classico ruolo passivo e diventa protagonista nel processo produttivo e nelle scelte dell’azienda, mettendo a disposizione competenze, soluzioni e idee che non avrebbe modo di esprimere in un sito-vetrina;
La grande democrazia di internet permette che queste strategie di marketing non siano a svantaggio delle grandi aziende e delle multinazionali, ma che possano essere utilizzate dalle piccole aziende senza grandi investimenti, mettendo la comunicazione al centro del marketing aziendale.
Statistica
La statistica si occupa dello studio dei fenomeni collettivi, cioè l’insieme dei fenomeni singoli (unità statistiche) tutti dello stesso tipo.
Le fasi della statistica sono:
1. Raccolta dei dati
Individuare la natura dei dati (qualitativa o quantitativa);
Metodi di raccolta dei dati (universale o campionaria);
Il campione è un numero ristretto di elementi che deve rappresentare in modo fedele l’universo dal quale è stato “campionato”;
Tecnica di raccolta dei dati (direttamente: intervista o indirettamente: questionario);
Organi predisposti alla raccolta dei dati (ISTAT – Istituto Centrale di Statistica).
2. Spoglio e trascrizione dei dati
Enumerazione dei dati (controllo numero unità statistiche prese in considerazione);
Classificazione dei dati in gruppi (es. indagine sulla produzione agraria si distingue in dati che riguardano produzione di cereali, legumi, ortaggi, ecc…);
Trascrizione in tabelle (semplici, composte, a doppia entrata).
3. Elaborazione dei dati
Elaborazione matematica il cui scopo è quello di esprimere in modo sintetico i risultati dell’indagine.
Riassumendo, l’e-commerce continuerà a crescere perché sempre più consumatori si abitueranno a fare acquisti online, spinti:
Dalla speranza di trovare occasioni o risparmiare in termini generali;
Dalla comodità di acquistare senza recarsi fisicamente nei punti vendita;
Dal passaparola degli utenti già attivi che raccontando ad amici, parenti e conoscenti le loro esperienze innescheranno un processo virale.

In Italia l’e-commerce aumenta ogni anno, ma abbiamo una percentuale minima di vendite rispetto ad altri paesi europei come Germania, Regno Unito, Belgio e Francia.

Nel 2012 il settore dell'e-commerce in Italia è cresciuto a due cifre, del 12% con un valore di 21,1 miliardi di Euro.
In un Paese in piena crisi economica è un dato che deve far riflettere le istituzioni, in particolare i legislatori che oggi pongono, volontariamente o meno, limiti allo sviluppo dell'e-commerce e delle aziende infatti i principali motivi d’insoddisfazione sono la mancanza di contributo allo sviluppo della strategia aziendale, la scarsa positività e l’insufficiente assistenza dopo il lancio.
Approfondimento: gli anziani e la tecnologia Un altro fattore da considerare se si vuole capire perché in Italia il commercio elettronico non cresce come in altri paesi è la composizione della popolazione: nel contesto europeo, e addirittura mondiale, l’Italia si configura come il “paese più vecchio”. La diminuzione della fecondità, l’innalzamento della speranza di vita e la riduzione del tasso di mortalità sono tra i fattori che, più di altri, spingono la nostra popolazione verso un progressivo invecchiamento demografico. Tale fenomeno consiste nell'incremento sia del numero delle persone anziane, sia della loro proporzione nei confronti delle altre fasce di età; Come sappiamo, gli anziani sono molto attaccati alle tradizioni e ai ricordi e quindi abbastanza diffidenti davanti alle “diavolerie tecnologiche” anche se alcuni di loro, sentendosi esclusi dalla società (un po’ per la mentalità, un po’ perché trascurati da figli e nipoti che hanno sempre meno tempo) hanno deciso di usare internet come mezzo di svago e di distrazione. Tuttavia, la percentuale di anziani che utilizza internet per fare acquisti on-line (18%) è decisamente bassa rispetto a quella delle persone inferiori ai 35 anni di età.

La Rete può promuovere, meglio di qualunque altro media, il Made in Italy e la qualità dei prodotti italiani. È necessaria però una maggiore considerazione delle offerte dell'on-line per rilanciare e sviluppare settori come l'arredamento, l'alimentare, l'editoria, il turismo ecc… e per contribuire in modo significativo allo sviluppo delle piccole e medie imprese. Il commercio elettronico si rivela, quindi, una possibilità concreta per i consumatori ma soprattutto per le aziende che vogliono incrementare il proprio business, con prospettive di crescita esponenziali, un ampio margine di guadagno e un passo in più rispetto alla concorrenza. La creatività e l’unicità italiana possono trovare, nel commercio elettronico, un alleato perfetto per farsi notare e valorizzare in tutto il mondo.
Approfondimento: il social commerce I social network stanno diventando lo strumento principale nelle mani degli utenti: significa che tra qualche anno l’e-commerce si trasformerà in social commerce?
Il Social Commerce è l'evoluzione in senso web 2.0 dell’ e-commerce,  fondato sulla condivisione (amici, gruppi, commenti, discussioni) che convoglia nell'attività di shopping on-line, con suggerimenti, proposte di nuovi prodotti, promozione di prodotti di maggior interesse globale ecc..
La promozione di un prodotto attraverso il social commerce permette di accrescere la propria visibilità, diventando più credibile e desiderabile.
Grandi aziende di e-commerce come eBay già da anni stanno sviluppando dei sistemi che consentano ai membri della propria comunità di dialogare reciprocamente. eBay stessa, acquistando nel 2005 il sistema di telefonia via internet Skype, ed inglobandolo all'interno della propria piattaforma, ha dimostrato della notevole importanza della dimensione sociale all'interno della propria comunità di utenti.
Grazie alla diffusione dei dispositivi mobili, smartphone e tablet, e del mobile commerce, entro il 2015 il 50% della popolazione europea effettuerà acquisti on line. Un mercato globale nel quale chiunque può e deve concorrere.

eBay&Co.
There are four main areas of e-commerce:
B2B (business to business) that is the sale between companies.
B2C (business to consumers) that means direct sales from the producer to the final consumer.
M-commerce, the sale of goods and services through mobile phones or PDAs.
C2C (consumers to consumers) that is sales between consumers. It is usually a virtual site of auctions and the most famous is eBay.

eBay is a marketplace that offers to its users the possibility to buy and sell goods, both new and used, at any time, from anywhere via the Internet and in different ways, including sales at fixed and dynamic prices. eBay was launched on the 4th September 1995 under the title of "auction web" by Pierre Omidyar and, despite it wasn't immediatly successful because the first day it hadn't any visit, after the first week there were already 50 items on sale.
The site started to grow very quickly, more than Microsoft or Yahoo, and in seven years its revenue has risen from $ 5.7 million to $ 4.55 billion.
Now eBay has more than 200 million users in 34 different countries and a lot of people earn their income by trading on the site.
eBay is considered to represent the future for business enterprises because it works without factory plant, it’s completely globalised and it obtain the maximum amount of profit with the minimum human resources.

Quali sono i prodotti più acquistati in rete?
Vantaggi e problematiche dell’e-commerce

Vantaggi
a)Risparmio economico non indifferente per effetto della concorrenza sempre più agguerrita nel settore dell’e-commerce;
b)La comodità di ricevere tutto direttamente a casa;
c)Offerta ampia e variegata sia nei generi che nei prezzi;
d)Misure di sicurezza per proteggere la privacy molto sviluppate;
e)Le serrande dei “negozi” non vengono mai abbassate e i tempi di ricevimento sono relativamente brevi;
f)L’acquirente può esercitare il diritto di recesso entro 10 giorni lavorativi dalla consegna;
g)Possibilità di controllare sia la validità del prodotto che del sito e-commerce attraverso blog, forum, social network e altri siti di “passaparola”.

Problematiche
Queste sono le problematiche che frenano lo sviluppo del commercio elettronico in Italia:
a)Incomprensioni tra il produttore su come e perché il consumatore acquista un dato prodotto;
b)Difficoltà nel raggiungere obiettivi prestabiliti a causa della mancanza di risorse e di collaborazione da parte dei vertici aziendali e del governo;
c)Sottovalutazione dei tempi e delle energie richieste per il raggiungimento degli obiettivi aziendali;
d)Mancanza di contatto diretto con il personale;
e)Problema logistico: timore che il prodotto possa essere recapitato all’indirizzo sbagliato, che non corrisponda alle caratteristiche descritte sul sito, che sia difettoso o che l’assistenza fornita dopo l’acquisto non sia adeguata;
f)Costi di spedizione a volte elevati;
g)Paura di non poter restare anonimo e che i propri dati possano essere utilizzati in maniera impropria;
Sicurezza

Una delle problematiche più sentite nel mondo del commercio elettronico è indubbiamente la sicurezza nelle modalità di pagamento. Oggi, le modalità più diffuse sono il bonifico bancario, il contrassegno e il pagamento con la carta di credito, (sicuramente più interessato da questo problema). Inizialmente, il trasferimento delle informazioni e dei dati personali tra venditore e cliente avveniva in chiaro attraverso una chiave simmetrica. In questo modo si utilizza una sola chiave sia nella fase di codifica che in quella di decriptazione (chiave fissa).

Gli inconvenienti ad usare la chiave simmetrica sono:
Sia chi invia che chi riceve i dati è a conoscenza della chiave e quindi essa, essendo fissa, diventa facilmente individuabile.
La trasmissione della chiave deve avvenire preliminarmente perché potrebbe cambiare da messaggio a messaggio.
È necessario un numero di chiavi molto elevato perché esse aumentano in base al numero dei trasmettitori di messaggi.

Oggi questa pratica di trasferimento dei dati è stata abbandonata a favore di pratiche più sicure che garantiscono una maggiore riservatezza delle informazioni personali e che assicurano il buon fine delle transazioni.
In particolare, la maggior parte dei siti di commercio elettronico odierni utilizzano:
Chiave asimmetrica: ad ogni utente vengono assegnate due chiavi diverse ma complementari che sono la chiave pubblica e la chiave privata. La chiave usata per cifrare un messaggio non è la stessa che lo decripta quindi, se qualcuno provasse a decriptare la chiave pubblica del primo utente, il risultato sarà ancora in forma cifrata.

Il mittente, per spedire il messaggio a un determinato utente deve criptarlo con la chiave pubblica, procurata da un ente di certificazione digitale (organizzazioni internazionali come VeriSign oppure banche) e disponibile all’interno di un archivio on-line.
Il destinatario potrà decifrare il messaggio e verificare l’identità del mittente con la propria chiave privata.
Per poter utilizzare il meccanismo della chiave asimmetrica occorre:
1.registrarsi presso un’autorità di certificazione digitale;
2.generare una doppia coppia di chiavi (pubblica e privata);
3.la certificazione della chiave pubblica;
4.la registrazione della chiave privata.

L'abbinamento del protocollo Transport Layer Security (TSL/SSL) al normale HTTP permette di ottenere un nuovo protocollo: l'HTTPS. Questo garantisce l'invio delle informazioni personali sotto forma di pacchetti criptati. In questo modo, la trasmissione delle informazioni avviene in maniera sicura, prevenendo intrusioni, manomissioni e falsificazioni dei messaggi da parte di terzi. Il protocollo HTTPS garantisce quindi tanto la trasmissione confidenziale dei dati, quanto la loro integrità.

Infatti, le regole d’oro per evitare truffe in campo e-commerce sono: non avere troppa fretta di concludere l’affare e verificare che nella barra degli indirizzi compaia la lettera “s” dopo il protocollo http e che ci sia un lucchetto giallo in basso a destra.

Con l'avvento del Secure socket layer (SSL) questo rischio è stato ridotto, ma sono poi comparsi altri problemi quale il Phishing e la comparsa di virus trojan che cercano di rubare informazioni utilizzabili per finalità fraudolente.

PHISHING
Il phishing è un tipo di frode ideato allo scopo di rubare importanti dati personali dell'utente, ad esempio numeri di carta di credito, password, dati relativi al proprio conto e così via.
Gli autori delle frodi sono in grado di inviare milioni di messaggi di posta elettronica fraudolenti che, in apparenza, sembrano provenire da siti Web sicuri, come la propria banca o la società di emissione della propria carta di credito, che richiedono di fornire informazioni riservate.
Il messaggio contiene un indirizzo URL ingannevole che collega a un sito Web falsificato oppure apre una finestra popup che riproduce fedelmente il sito Web autentico.
Una volta all'interno di uno di questi siti falsificati, è possibile che gli utenti immettano involontariamente informazioni personali che vengono inviate all'autore della frode.
Tipiche frasi contenute nei messaggi di phishing:
“La preghiamo di confermare i dati relativi al suo account.”
"Se non riceveremo risposta entro 48 ore, il suo account verrà chiuso."
"Gentile cliente." (non contiene il nome e il cognome perché i messaggi vengono inviati a random a tanti utenti);
"Fare clic sul collegamento sottostante per accedere al proprio account".

Ermetismo
La definizione di “poesia ermetica” fu formulata dal critico Francesco Flora in un saggio del 1935. La parola indica una concezione filosofica risalente all’antica Grecia (Ermes, Dio greco della scienza occulta) e legata alla pratica della magia oscura e dell’alchimia.
L’aggettivo “ermetico” significa perfettamente chiuso, impenetrabile (come i recipienti usati nelle pratiche alchemiche) e proprio per questo era attribuito alle opere letterarie che presentavano formulazioni oscure e indecifrabili.
Con il termine ermetismo, dunque, non si intende una vera e propria corrente letteraria del Novecento, ma un atteggiamento assunto da un gruppo di poeti affermatosi in Italia tra gli anni trenta e quaranta e sviluppatosi nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, che trovarono il supporto dei critici Carlo Bo e Oreste Macrì.
Una poesia ardua, astratta, rarefatta e metaforica che si spoglia di tutto ciò che la collega alla storia e alla quotidianità per raggiungere la massima purezza ed evocare un’atmosfera di sospensione e attesa, suggerita dall’esperienza del grande simbolismo francese, in particolare da Mallarmé e Valeréry.
La letteratura è considerata dagli ermetici un impegno esistenziale totalizzante, volto alla ricerca di verità essenziali e universali.
La caratteristica più nota dell'ermetismo è la forte riduzione all’essenziale, che abolisce la punteggiatura e propone componimenti poetici  sintetici e brevi, talvolta di soli due o tre versi.
Le tematiche volgono a un disagio esistenziale, a una ricerca di una verità inafferrabile. Il poeta ermetico vive una condizione di esilio che si esprime nell’evocazione di luoghi lontani, età felici, sogni e visioni di paesaggi emblematici, isole, terre astratte e letterarie. Un altro elemento che accomuna le esperienze dei diversi poeti è l’ansia per un futuro incerto e angoscioso di cui le parole chiave sono “memoria”, “assenza” e “attesa” che convogliano tutte nella tragica esperienza della seconda guerra mondiale.

Periodo Interbellico
La conclusione della prima guerra mondiale lasciò in eredità all’Europa una serie di gravissimi problemi.
Si aprì una fase di incertezza e instabilità, segnata da una durissima crisi economica: le pesanti spese militari avevano provocato un vertiginoso aumento del deficit pubblico.
Da più parti iniziò ad affiorare il desiderio di governi forti, capaci garantire l’ordine sociale e di far fronte ai gravi problemi economici. Questa tendenza creò le premesse per una svalutazione del ruolo dei Parlamenti e l’affermazione di ideologie autoritarie.
Il malcontento dei lavoratori si espresse in manifestazioni, moti di protesta e scioperi, che miravano a ottenere un miglior trattamento salariale, migliori condizioni di vita all’interno delle fabbriche e la riduzione dell’orario di lavoro.
Fortissima era anche la rabbia dei reduci che, tornati dal fronte, faticavano a reinserirsi nella vita sociale e lavorativa e finivano spesso vittime dell’emarginazione.
La Repubblica di Weimar (1919-1933), regime politico instaurato in Germania dopo la prima guerra mondiale, cominciò ad avere problami a partire dal 28 giugno 1919, quando la Germania firmò il trattato di pace di Versailles imposto dalle potenze vincitrici (Italia, Francia, Inghilterra e Stati Uniti) che la accusavano di aver scatenato il primo conflitto mondiale, e le imponevano durissime sanzioni come la smilitarizzazione della renania e un risarcimento di oltre 130 miliardi di marchi-oro. Questi indennizzi vennero definiti “pugnalata alla schiena”, per di più perché la ripresa produttiva tedesca venne ostacolata da Francia e Inghilterra.
Le forze nazionaliste e rivoluzionarie, a loro volta, crearono un esasperato clima di tensione. La situazione economica era altrettanto drammatica: la disoccupazione rimaneva altissima e l’inflazione era cresciuta in modo spaventoso tanto che per acquistare beni indispensabili come il pane, erano necessari milioni di marchi.
Considerato il disastroso stato dell’economia tedesca, gli Stati Uniti decisero di intervenire concedendo dei prestiti a lunga scadenza, che aiutarono la Germania a ricostruire il proprio apparato industriale e a far fronte ai propri debiti fino alla grande crisi economica mondiale del 1929, la caduta della borsa di Wall Street: alle difficoltà delle industrie si affiancarono anche quelle delle banche, che compresero che non avrebbero potuto riottenere il denaro prestato per finanziare imprese e attività industriali. Ben presto anche il valore delle azioni iniziò un’impressionante corsa alla vendita dei titoli azionari, che diffuse il panico nel paese.
Fu così che, nell’ottobre del 1929, il famoso giovedì nero dove ci furono molti suicidi, la Borsa di New York subì un autentico tracollo e inizio di un periodo di durissima crisi economica anche per gli Stati Uniti. Persino i prezzi dei prodotti agricoli scesero vertiginosamente, diffondendo la miseria nelle campagne. Era iniziato il periodo della cosiddetta grande depressione.
Ugualmente, altri paesi vincitori della prima guerra mondiale, come la Gran Bretagna, vissero un periodo di grave difficoltà: il dopoguerra inglese fu caratterizzato da un forte aumento della disoccupazione che portò, nel 1926, uno sciopero di quattro milioni di minatori che paralizzò il paese, ma che per fortuna venne risolto dal Partito laburista e dai sindacati. Un altro complesso problema per la gran Bretagna riguardava il suo vasto impero coloniale: alcuni paesi come India, Egitto e Irlanda cercavano la propria indipendenza mentre altri territori britannici richiesero la creazione del Commonwealth, cioè una comunità di Stati sovrani e indipendenti, uniti dalla fedeltà della Corona e da stretti legami economici.
Anche in Italia il dopoguerra fu caratterizzato da una profonda crisi.
La situazione economica era allarmante: la lira si era fortemente svalutata, il costo della vita era aumentato in modo vertiginoso e l’apparato produttivo non era in grado di assorbire la manodopera di nuovo a disposizione con il ritorno dei soldati dal fronte. Vi era poi il grosso problema della riconversione dell’industria bellica a produzioni adeguate a tempi di pace.
In questa difficile situazione si inserivano anche forti tensioni di tipo sociale: il periodo 1919-1920 (il cosiddetto “biennio rosso”) fu infatti caratterizzato da una lunga serie di scioperi e agitazioni. I lavoratori dell’industria ottennero importanti conquiste, come la diminuzione dell’orario settimanale a paghe invariate.
Entrarono in agitazione anche i contadini, che chiedevano le terre promesse dal governo durante la guerra. Persino i ceti medi avevano accumulato una forte dose di frustrazione e rancore verso lo Stato e divennero una facile esca per le proteste dei nazionalisti, rivolte in particolare contro la cosiddetta “vittoria mutilata”, cioè i trattati di pace che avevano negato all’Italia Dalmazia e Fiume.
In questo periodo in Italia e in Germania si svilupparono due forme di totalitarismi, rispettivamente il Fascismo di Mussolini e il Nazismo di Hitler. Questo accadde a causa dell’instabilità dei governi precedenti e del sentimento di sfiducia e malcontento della popolazione che portò a moti di rivolta, sfociati nella soppressione delle libertà fondamentali e nella creazione di nuovi modelli ideologici di cui pagarono le ingiuste conseguenze molte persone.
Finanza Congiunturale
L’idea della finanza neutrale, nata alla fine del Settecento, fu stravolta dalla grande depressione del 29-32 e dalle idee della scuola socialista, secondo la quale lo stato non poteva più restare fuori dall’economia, bensì doveva intervenire attraverso una politica anticiclica per attenuare le onde del ciclo economico.
Nella fase di espansione doveva realizzare entrate superiori alle spese in modo da accumulare avanzi per raffreddare la domanda e adottare una politica restrittiva aumentando le imposte e riducendo la spesa pubblica.
Nella fase di depressione del ciclo, invece, lo stato doveva ridurre le imposte e indebitarsi per aumentare la spesa pubblica così da compensare la spesa privata insufficiente.
La finanza congiunturale si basava inoltre sull’equilibrio di bilancio (entrate=spese) pluriennale in modo che i disavanzi che si accumulavano nei periodi di depressione compensassero quelli nel periodo di espansione. Il pareggio del bilancio doveva realizzarsi alla fine del ciclo economico e non di ogni anno.
Si abbandonò inoltre l’imposta proporzionale per mettere in atto quella progressiva, cioè un’ imposta che aumenta in modo più che proporzionale rispetto al reddito, con l’obiettivo di ridurre le sperequazioni sociali. L’imposta progressiva, infatti, permette un prelevamento di risorse maggiore a chi ha il reddito più elevato e che è quindi dotato di maggiore capacità contributiva4.


Passaggio da stato liberale a stato totalitario in Italia
Lo stato liberale è uno stato di diritto5, nella maggior parte dei casi monarchico, organizzato secondo il principio della divisione dei poteri (legislativo, esecutivo e giudiziario). Nacque in Francia nel 1789 a causa della crisi del rapporto tra borghesia e monarchia assoluta.
Lo stato liberale considerava la proprietà privata come diritto fondamentale dell’uomo e riteneva che soltanto chi era in possesso di un reddito alto potesse partecipare alla vita pubblica.
Esso prevedeva una costituzione, la legge fondamentale che contiene le regole e i princìpi posti a fondamento dell’intero ordinamento giuridico. Essa può essere rigida o flessibile. Oggi abbiamo una costituzione lunga (formata da 139 articoli) e rigida (può essere modificata soltanto con una procedura molto complessa) ma nel 1848 in Italia vi era lo Statuto Albertino, composto da una camera dei deputati elettiva e un senato di nomina regia. Esso fu chiamato statuto per sottolineare il fatto che era stato concesso unilateralmente dal re. Esso presentava una costituzione breve (composta da pochi articoli) e flessibile (modificabile con una semplice legge ordinaria del Parlamento). Fu proprio di quest’ultima caratteristica che approfittò Mussolini per interrompere il processo di democratizzazione (che era avvenuto nella maggior parte dei paesi europei) e avviare una forma di totalitarismo che, con le leggi fascistissime:
Concentrò i massimi poteri nella figura del capo del governo, avendo la possibilità di emanare decreti legge che potevano essere convertiti in legge entro due anni;
Soppresse le libertà democratiche (riunione, associazione, manifestazione del pensiero) e censurò la stampa. Inoltre, chiunque si scopriva essere contrario al regime, veniva giudicato e deportato in località sperdute da un’apposita polizia fascista denominata Ovra;
Soppresse il pluralismo politico;
Soppresse la camera dei deputati e la sostituì con la camera dei fasci e delle corporazioni in modo da avere il pieno controllo del potere legislativo, esecutivo e giudiziario.
Emanò leggi razziali contro i deboli, gli omosessuali, gli ebrei e tutti coloro che erano considerati di “razza inferiore”.­

Sitografia
http://www.quotidiano.net
http://it.wikipedia.org
http://www.paradisifiscali.org
http://www.giovannicappellotto.it
http://www.rivistainnovare.com
http://www.creazioneecommerce.it
http://www.casaleggio.it
http://trucheck.it
http://www.meltingblog.it
http://www.mcjconsulting.it
http://www.giovannifracasso.it
Bibliografia

Entriamo in azienda 3 – Imprese industriali, sistema informativo di bilancio e fiscale.
“Top down 3 – Lezioni di informatica – Le basi di dati e le reti”, C. Iacobelli, M.L. Ajme V. Marrone, Ed. Juvenilia scuola.

Vaghe stelle dell’Orsa, Einaudi, Milano,2012
Dentro la storia - Ciuffoletti, Baldocchi, Bucciarelli, Sodi - Editrice D’Anna, Messina, Firenze, 2012, vol.IIIA

Business Globe – Commerce, Economy, Culture - Ed. Petrini
Mercurio Matematica (Volume C) M. Trovato - Ghisetti e Corvi Editori
Corso di Finanza Pubblica, Franco Poma - Principato
“Forum” Diritto Pubblico, Terza edizione di “E se…” Vol.3, Paolo Monti – Zanichelli
Quotidiano “Il resto del carlino”
Immagini
http://it.kryptotel.net/encryption.html
https://www.google.it/

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