Collegamenti interdisciplinari
Italiano: Luigi Pirandello
Collegamento: prigionia del figlio Stefano
Storia: la Prima guerra mondiale
Collegamento: telecomunicazione e telerilevamento geografico sotto i caccia
Meccanica: motore a reazione (turbojetto)
Tecnologia: usura per fatica (Wohler) - trattamenti
Disegno: costi di produzione
Inglese: Internet
Matematica: integrali definite
Luigi Pirandello
La vita
- Nato a Girgenti (oggi Agrigento), nel 1867, in una famiglia benestante da Stefano e Caterina Ricci Gramitto. La villa in cui passa la gioventù è un rifugio dalle epidemie di colera. Riceve la prima educazione da una domestica e dopo passerà all'istituto tecnico nell'indirizzo umanistico. Raggiunta la maturità si trasferisce a Palermo per proseguire gli studi all'università nella facoltà di lettere, si trasferisce nell'università di Roma ed in seguito, dopo un contrasto sorto con un professore di latino, si trasferisce in Germania all'università di Bonn specializzandosi in filologia e sostenendo la tesi di laurea dal titolo "Storia e sviluppo di suoni nella parlata di Girgenti".
Tornato a Roma entra in contatto con il teorico verista Luigi Capuana, accetta il matrimonio combinato dalle famiglie con Maria Antonietta Portulano, figlia di un socio in affari del padre. In seguito la famiglia Pirandello sarà colpita da una profonda sciagura: la zolfara che rappresenta la sorgente economica della famiglia, si allaga in seguito ad una frana, provocando grosse perdite finanziare nella famiglia. La moglie dello scrittore che già da tempo soffriva di depressione, sconvolta per l'accaduto, cade vittima di una paresi che si aggraverà in un ulteriore squilibrio mentale. Lo scrittore, dopo aver pensato al suicidio, trova la forza di reagire, e inizia a badare alla moglie e ai figli, lavorando come professore privato. In seguito lavorerà al magistero di Roma, sarà favorevole all'entrata in guerra dell'Italia e durante la guerra il figlio Stefano sarà fatto prigioniero dagli Austriaci. Invano il padre cercherà di far intervenire il governo italiano e la chiesa per una mediazione.
Successivamente l'autore sarà costretto a far internare la moglie, si dedicherà al teatro e, dopo aver viaggiato per due anni in Europa, si iscrive al Partito fascista per poter continuare ad esercitare l'attività teatrale, attraverso anche degli aiuti finanziari.
Più tardi assumerà la direzione del 'Teatro dell'Arte' di Roma, e qui conoscerà la venticinquenne attrice Marta Abba, sua ispiratrice e affettuosa compagna.
Si ammalerà di polmonite e morirà nel 1936 dopo aver affrontato un viaggio in America per ricevere un importante premio internazionale.
Il pensiero
- Secondo Pirandello la vita dell'uomo si basa su una serie di eventi guidati dal caso, che invitano l'uomo a comportarsi in una determinata maniera e ad assumere determinati atteggiamenti; l'individuo quindi non fa altro che indossare delle maschere a seconda della situazione. L'uomo inoltre ha un orizzonte di conoscenza puramente personale, non esistono verità assolute o oggettive, ognuno ha la propria verità. L'unica verità che può essere considerata oggettiva è quella delle convenzioni sociali, come la carta d'identità. La realtà stessa è considerata come una grande finzione teatrale (teatro nel teatro) e le persone sono dei burattini nelle mani del caso.
La vita e la forma: Pirandello spiega la contrapposizione tra vita e forma affermando che la vita è tutto ciò che circonda l'uomo, il corso naturale delle energie, mentre la forma è l'insieme delle regole che l'uomo crea per cercare di plasmare la vita e darle quindi una forma; in questo modo l'uomo non è adattato alla vita bensì alle convenzioni sociali e alla realtà che lui si crea (attraverso le maschere).
Da questo concetto nasce il sentimento del contrario a cui si affianca la poetica dell'Umorismo (tratta appunto dal saggio "L'Umorismo"), in cui avvertendo una situazione o un comportamento ridicolo o comunque comico di una persona, l'individuo reagisce con la risata; in realtà la comicità è una reazione immediata e improvvisa, perché se l'individuo non si sofferma solo sull'aspetto comico del caso ma indaga sulle possibili conseguenze che hanno scaturito la comicità, allora si proverà compassione e prevarrà, non più l'entusiasmo, ma l'amarezza.
Quando l'uomo capisce che la sua identità è pura apparenza e decide di rimuovere le maschere delle convenzioni sociali, ciò che rimane è un individuo incompreso poiché privo della forma della vita e continua ad indossare una maschera, ma nuda, e la sua reazione alla vita può essere di tre tipi:
Reazione ironico-umoristica
a) di chi non si rassegna alla maschera e dato che non se ne può liberare sta al gioco delle parti con un atteggiamento ironico e polemico, come nel caso de "La patente";
Reazione passiva
b) dei deboli che si rassegnano alla maschera che li imprigiona dopo aver cercato di cambiarla, come ne "Il fu Mattia Pascal";
Reazione drammatica
c) di chi non si rassegna e si chiude in se stesso, rimanendo nel totale abbandono che lo porta al suicidio o alla pazzia, come in "Uno, nessuno, centomila" ed "Enrico IV".
La lanterninosofia: narrata ad Adriano Meis da Anselmo Paleari, proprietario della pensione in cui Adriano risiederà per '40' giorni totalmente al buio, dopo l'intervento all'occhio. Tale teoria spiega il modo di vedere le cose dall'autore che prende spunto dal mito della lanterna con cui il filosofo greco Diogene di Sinope, cercava l'uomo, ossia la conoscenza della realtà; l'individuo riesce a percepire solo la realtà illuminata dal suo lanternino e la sua identità personale viene a sua volta illuminata da altri individui che di conseguenza scoprono soltanto una parte della personalità di chi illuminano. Poi vi sono i lanternoni, che risultano essere i punti di riferimento dell'uomo, i valori a lui caro, capita allora che i lanternoni si spengono e l'uomo cade nel caos urtando e scontrando altri individui, e allora cerca di orientarsi rivolgendosi alla religione o alla scienza oppure ancora alla filosofia.
Le opere
- Nella vita dell'autore è possibile distinguere delle fasi in cui lui si appassiona di particolari correnti letterarie e varia le sue opere in Novelle, Romanzi e Opere teatrali.
Nella prima parte della sua vita quando lui è ancora un fanciullo, inizia con lo scrivere poesie finché Luigi Capuana lo fa appassionare alla narrativa; lui inizia a stendere opere di stampo naturalista. Solo in seguito sviluppa una concezione relativista del mondo che lo circonda, in coincidenza con la crisi del positivismo e con la nascita di importanti teorie scientifiche (come la teoria della relatività di Einstein). Svilupperà importanti romanzi e novelle in cui è possibile denotare il tema della follia, che lui sviluppa in seguito alla malattia mentale della moglie. Solo verso l'ultima parte della sua vita si appassiona al teatro e inizia a produrre opere teatrali.
Novelle
Le vengono pubblicate in un'unica raccolta chiamata "Novelle per un anno", poiché dovevano essere in tutto '365' ma in realtà ne pubblica solo '225'. I temi affrontati nelle novelle riguardano aspetti realistici di stampo verista, in cui si affrontano la follia e i problemi sociali. I più rinomati: Il tabernacolo; La giara; Ciaula scopre la luna; La patente.
Romanzi
I scritti anche in stampo verista e in cui l'autore mette in evidenza il concetto del relativismo della verità. I più rinomati: L'esclusa; Il turno; Il fu Mattia Pascal; Uno, nessuno e centomila.
Opere teatrali
Le in maggior parte tratte dalle novelle, fanno parte di un'unica raccolta denominata "Maschere nude" in cui si fa denuncia delle convenzioni sociali che spingono appunto l'uomo ad indossare delle maschere. Tra le più caratteristiche figurano: Così è (se vi pare) e Enrico IV.
Correnti poetico-letterarie
- Verismo, Decadentismo, Positivismo, Naturalismo.
Caratteristiche comuni tra diversi autori
- La Giara Mazzarò (Verga); Ciaula scopre la luna Rosso Malpelo (Verga);
- Pirandello e Ungaretti sono entrambi favorevoli all'interventismo.
I personaggi delle opere
- Il tabernacolo: Spatolino, il notaio.
- La giara: Lollò Zirafa, Zi'Dima.
- La patente: Rosario Chiarchiarò.
- Il turno: Marcantonio Rovi, Stellina, Don Diego, Pepè Alletto, Ciro Coppa.
- Uno, nessuno e centomila: Vitangelo Moscarda (Gengè).
- Enrico IV: Matilde, Frida (figlia), Barone Bercledi.
Collegamento interdisciplinare
Stefano Pirandello, primogenito figlio di Luigi, era, come il padre, un profondo sostenitore dell'interventismo italiano.
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