Estratto del documento

Parola Marco

Classe 5^D

Istituto Tecnico Industriale Statale “Mario

Delpozzo” – Cuneo

Anno scolastico 2012/2013

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Indice

  • Introduzione Pag. 3
  • Principali tappe storiche dei provvedimenti legislativi Pag. 4
    sulla sicurezza sul lavoro
  • D.Lgs. 81/2008: principi generali Pag. 6
  • Valutazione dei rischi Pag. 10
  • Sanzioni Pag. 11
  • Applicazione del D.Lgs. 81/2008 ad un’azienda del cuneese
    che produce testate per la raccolta del mais e dei cereali Pag. 12
  • Conclusioni Pag. 25

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Introduzione

Il tema sulla sicurezza nei luoghi di lavoro riveste sicuramente un’importanza fondamentale come tematica sociale e politica.

Sicuramente lo scopo è adempiere alla normativa vigente (D.Lgs. 81/2008), ma questo non deve costituire la priorità; essa va ricercata nell’utilizzo di strumenti che possono prevenire i rischi di danno alle persone. In questo senso i risultati migliori possono essere ottenuti attraverso un processo di sensibilizzazione che coinvolge tutti coloro che operano nei luoghi di lavoro e quindi non solo i datori di lavoro che devono ampliare il loro senso di responsabilità, abbandonando il binomio sicurezza = maggior costo, ma anche percorsi di formazione e orientamento dei lavoratori, non più considerati soggetti passivi nell’organizzazione della sicurezza. Quindi il parametro sicurezza è fondamentale per valutare un’azienda e il suo valore oltre l’effettiva attività di produzione.

Per comprendere meglio le misure di prevenzione e prevenzione che devono essere adottate è stata analizzata la relazione sulla valutazione dei rischi di un’azienda del cuneese che progetta e produce testate per la raccolta di mais e cereali. Sono state analizzate le varie operazioni per ottenere il prodotto finale e sono stati valutati i rischi relativi alle operazioni di tornitura e le varie procedure adottate dall’azienda nel campo della sicurezza.

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Principali tappe storiche dei provvedimenti legislativi sulla sicurezza sul lavoro

1. L’avvento della grande industria e la formazione del capitalismo

Nella prima metà del secolo XIX, l’avvento della grande industria e la formazione del capitalismo determinarono da un lato la divisione tra il capitale ed il lavoro e dall’altro il distacco tra il lavoratore e l’imprenditore.

I pubblici poteri, intanto, cominciavano ad avvertire l’urgenza di qualche intervento per assicurare più umane condizioni di lavoro. Veniva promulgata nel 1886 la legge di tutela del lavoro dei fanciulli nelle cave e nelle miniere. Nel 1899 veniva assicurata la tutela della integrità fisica del prestatore d’opera con il Regolamento generale per la prevenzione degli infortuni.

2. Dalle coalizioni operaie di mutuo aiuto e difesa all’ordinamento corporativo

Nel nuovo Regno d’Italia i primi sindacati nacquero come “coalizioni di mutuo aiuto e difesa”, con lo scopo di regolare la concorrenza tra i lavoratori bisognosi di lavoro alleviando le condizioni di inferiorità degli stessi di fronte agli imprenditori.

Tra le principali norme ricordiamo quelle dirette a una più efficace tutela sanitaria (1902), alla difesa degli emigranti (1901-1903-1913), alla tutela delle donne e dei fanciulli (1902-1907), al miglioramento dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, all’istituzione della Cassa di invalidità e vecchiaia per gli operai, sino all’istituzione nel 1912 del Servizio d’ispezione del lavoro.

3. La nascita del Corpo degli ispettori del lavoro ai primi del ’900

Il 15 aprile 1904, con la stipula a Roma della Convenzione italo-francese, per regolare la protezione degli operai nazionali lavoranti all’estero, la quale sancì la nascita in tutto il Regno di un servizio di vigilanza funzionante sotto l’autorità dello Stato.

Con la legge 22 dicembre 1912 n. 1361, nasce l’Ispettorato del lavoro, a cui furono assegnate funzioni:

  • Obbligatorie: di vigilanza sull’applicazione delle leggi del lavoro e di studio dei problemi operai;
  • Facoltative: di prevenzione e risoluzione pacifica dei conflitti di lavoro, quando invitati dalle parti.

Fu attribuita agli ispettori la “facoltà” di visitare in qualunque ora del giorno e della notte tutti i luoghi di lavoro sottoposti alla loro vigilanza.

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4. La tutela normativa dei lavoratori nel ventennio fascista

All’entrata in vigore della Carta del lavoro fascista – la quale sancì l’obbligo per gli organi dello Stato di sorvegliare l’osservanza delle leggi sulla prevenzione degli infortuni e la polizia del lavoro – seguì l’istituzione dell’Ispettorato corporativo, con il R.D. 28 dicembre 1931, n.1684, che ampliò il campo d’intervento assumendo la funzione di vigilanza per l’attuazione della legislazione del lavoro nelle aziende industriali, commerciali, negli uffici, in agricoltura.

Significative per la tutela della salute furono la legge 26 aprile 1934, n.653, sulla protezione delle donne e dei fanciulli, con precise disposizioni sul trasporto e sollevamento pesi.

5. La tutela dei lavoratori nella Costituzione repubblicana e il primo corpus normativo organico di prevenzione e protezione degli anni ’50

La Costituzione della Repubblica Italiana, entrata in vigore il 1° gennaio 1948, garantisce completa tutela dell’attività lavorativa attraverso diversi articoli.

Emerge tra tutte le disposizioni l’art. 41 il quale, premesso che l’iniziativa economica privata è libera, afferma che “non puo’ svolgersi in contrasto con l’utilità sociale e in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà e alla dignità umana.”

6. Nascita ed evoluzione storica dell’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro

Lo spopolamento delle campagne e l’inurbamento nelle grandi città con il lavoro in fabbrica, nella seconda metà del secolo XIX, spronava il Parlamento del giovane Regno d’Italia ad affrontare la questione sociale e l’aumentare degli infortuni sul lavoro determinati dall’industrializzazione.

Dobbiamo al ministro dell’agricoltura, dell’industria e del commercio Francesco Guicciardini l’approvazione da parte del Parlamento della legge 17 marzo 1898, n. 80. Essa introduceva nel sistema normativo del Regno l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, per fronteggiare attraverso l’indennizzo il dilagante fenomeno degli infortuni sul lavoro che lasciava gli operai rimasti invalidi, e le famiglie dei deceduti, privi dei mezzi di sussistenza.

7. Il sistema di sicurezza nei processi produttivi comunitari tracciato dalle direttive dell’Unione Europea

Un salto di qualità nella legislazione sulla prevenzione infortuni e l’igiene del lavoro viene compiuto dalla Comunità europea in attuazione del Trattato di Roma del 25 marzo 1957.

La scelta della tutela della salute dei lavoratori comunitari si imponeva, nell’ottica dell’organizzazione del grande mercato sovrannazionale, in vista della creazione degli Stati Uniti d’Europa. La motivazione più nobile dell’intervento comunitario era volta ad assicurare una più elevata qualità della vita dei cittadini europei. A ciò si aggiungeva l’interesse di ridurre l’enorme costo sociale degli infortuni e delle malattie professionali ed assicurare una parità di condizioni concorrenziali tra le imprese comunitarie in ordine ai costi della sicurezza sul lavoro.

Lo strumento giuridico impiegato per attuare i principi del Trattato è la direttiva. Le direttive emanate seguono due filoni: le direttive di mercato e le direttive di tutela della salute nei luoghi di lavoro. Le direttive di mercato comprendono quei provvedimento indirizzati ai fabbricanti come la direttiva macchine, la direttiva sui dispositivi di protezione individuali. Quelle di tutela sono la direttiva madre, o direttiva quadro, e le sue direttive particolari di attuazione o direttive figlie.

La direttiva madre è la n. 89/391/CEE del Consiglio dei Ministri del 12 giugno 1989, concernente l’attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro.

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8. Il nuovo sistema prevenzionale di organizzazione della sicurezza aziendale nasce negli anni ’90

Il sistema di sicurezza globale nei processi produttivi, tracciato dalle direttive dell’Unione Europea, viene trasposto nell’ordinamento nazionale con il D.Lgs. 626/1994.

Con il D.Lgs. 626 si sblocca la crescita della legislazione di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il legislatore passa da un ordinamento basato essenzialmente sulla prevenzione tecnologica a un sistema di sicurezza globale che pone l’uomo, anziché la macchina, al centro della nuova organizzazione della sicurezza in azienda, codificando i doveri giuridici dell’informazione, della formazione e della partecipazione attiva dei lavoratori alla sicurezza sul lavoro.

La tecnica, l’organizzazione e l’uomo, i tre cardini della moderna prevenzione vengono tradotti con il D.Lgs. 626/1994 in un disegno giuridico di grande respiro.

L’obbligatorietà di un servizio di prevenzione aziendale, interno o esterno, è uno degli aspetti più qualificante della nuova politica di prevenzione, in quanto obbliga l’imprenditore a costituire in azienda una stabile struttura di consulenza per meglio assicurare l’osservanza dei precetti di prevenzione e protezione.

9. La nuova organizzazione e gestione della sicurezza sul lavoro. Il Testo Unico 9 aprile 2008 n. 81 sul miglioramento della tutela della salute dei lavoratori

Il D.Lgs. 81/2008, corretto ed integrato dal successivo D.Lgs. 106/2009, emanato dall’Esecutivo su delega del Parlamento, ha armonizzato, razionalizzato e coordinato la massa di disposizioni legislative che durante mezzo secolo si erano affastellate rendendo incerta l’applicazione puntuale delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro.

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D.Lgs. 81/2008: principi generali

Il 15 maggio 2008 è entrato in vigore il D.Lgs. 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro. Si compone di 306 articoli suddivisi in tredici titoli e 51 allegati.

Il presente decreto ha riordinato le precedenti disposizioni legislative che si sono susseguite per mezzo secolo, e che comunque hanno apportato incerte applicazioni delle misure di sicurezza nei luoghi di lavoro.

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Sintesi

Sintesi sicurezza sul lavoro tesina

Il tema affrontato nella mia tesina di maturità sulla sicurezza nei luoghi di lavoro riveste sicuramente un’importanza fondamentale come tematica sociale e politica. Sicuramente lo scopo è adempiere alla normativa vigente (D.Lgs. 81/2008) ma questo non deve costituire la priorità; essa va ricercata nell’utilizzo di strumenti che possono prevenire i rischi di danno alle persone. In questo senso i risultati migliori possono essere ottenuti attraverso un processo di sensibilizzazione che coinvolge tutti coloro che operano nei luoghi di lavoro e quindi non solo i datori di lavoro che devono ampliare il loro senso di responsabilità, abbandonando il binomio sicurezza = maggior costo, ma anche percorsi di formazione e orientamento dei lavoratori, non più considerati soggetti passivi nell’organizzazione della sicurezza. Quindi il parametro sicurezza è fondamentale per valutare un’azienda e il suo valore oltre l’effettiva attività di produzione.

La tesina mette in luce come per comprendere meglio le misure di prevenzione che devono essere adottate è stata analizzata la relazione sulla valutazione dei rischi di un’azienda del cuneese che progetta e produce testate per la raccolta di mais e cereali. In questa tesina sono state analizzate le varie operazioni per ottenere il prodotto finale e sono stati valutati i rischi relativi alle operazioni di tornitura e le varie procedure adottate dall’azienda nel campo della sicurezza.

Collegamenti

Sicurezza sul lavoro tesina

Monografia di Diritto sul tema della sicurezza sul lavoro.

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