Il romanticismo
Caratteri generali
Il romanticismo è un movimento culturale che si sviluppa in Germania negli ultimi decenni del ‘700 e i primi decenni dell’‘800. Nasce come reazione all’Illuminismo e al Neoclassicismo, cioè alla razionalità e al culto della bellezza classica, alle quali si contrappongono la spiritualità, il sentimento, la fantasia, l’immaginazione e soprattutto l’affermazione dei caratteri individuali d’ogni artista.
Il termine romanticismo (romantic) compare per la prima volta in Inghilterra verso la metà del Seicento e viene usato in senso spregiativo ad indicare ciò che vi era di fantastico ed assurdo nei romanzi cavallereschi. Invece nel Settecento incomincia a perdere senso spregiativo e passa a significare “ciò che è atto a dilettare l’immaginazione”. A fine Settecento il termine fu usato dagli scrittori e filosofi, che si riunivano alla rivista “Atheneum”, per indicare uno stato d’animo di nostalgia per ciò che è lontano, indefinito, sconosciuto e di tensione verso l’infinito.
Il periodo di affermazione del Romanticismo vede rapidi e radicali mutamenti che sconvolgono assetti tradizionali e consolidati.
Il primo sconvolgimento è rappresentato dalla rivoluzione politica che, avviata nel 1789 con la Rivoluzione Francese, si estende poi a macchia d’olio in tutta Europa: la Rivoluzione causa il crollo della monarchia assoluta e dispotica, nega la possibilità di nominare un monarca per diritto divino e introduce la necessità dell’elezione da parte del popolo, sostituisce la gerarchia e la rigorosa divisione in classi sociali con i principi di uguaglianza e solidarietà, produce mutamenti che vengono accolti in maniera diversa dagli intellettuali europei, ora con entusiasmo, ora con sdegno.
Il secondo mutamento è costituito dalla rivoluzione economica determinata dal processo di industrializzazione. Avviato verso la metà del ‘700 in Inghilterra, esso si trasferisce velocemente in tutti gli altri paesi d’Europa.
Il processo ha innumerevoli conseguenze: anzitutto produce dinamismo, evoluzione, rapidità all’interno di una società che era da sempre cristallizzata in classi sacre e inviolabili. Nuovi ceti si affacciano alla scena sociale, acquisiscono potere di acquisto e scelta, richiedendo a gran voce diritti politici.
Con la costruzione delle fabbriche, sempre più contadini abbandonano il lavoro nei campi per trasferirsi nelle città, causando lo spopolamento delle campagne e l’estensione a dismisura dei centri abitati.
Ma dobbiamo indicare l’altra faccia della rivoluzione: quella negativa. Perché il mercato non può assorbire all’infinito le merci prodotte, ciò determina delle crisi cicliche. Di conseguenza l’uomo moderno non si sente più in grado di dominare la realtà che egli stesso ha scatenato, si sente insicuro ed impotente.
Nonostante le peculiarità di ciascun artista e le differenze notevoli della cultura romantica da Stato a Stato, possiamo individuare alcune tematiche presenti nella maggior parte delle opere romantiche:
Rifiuto della ragione
Gli autori romantici rifiutano l’idea illuministica della ragione, in quanto questa non si è rivelata in grado di spiegare la totalità delle cose che sono. Per questo nell’era romantica c’è un grande progresso nell’esplorazione dell’irrazionale: la follia, il sogno, le visioni assumono un ruolo di primaria importanza.
Soggettivismo
Con la mancanza della ragione illuministica, tutto ciò che circonda l’uomo, la Natura, non ha più una sola e razionale chiave di lettura, ed è così che si arriva al concetto per cui ogni uomo riflette i propri problemi, o comunque il proprio Io, nella Natura, che ne diventa così il prodotto soggettivo.
Ritorno alla religiosità
Mancando il supporto della ragione illuminista, l’uomo romantico cerca stabili supporti nella fede e nella conseguente tensione verso l’infinito.
Esotismo
È una fuga dalla realtà, che può essere temporale o spaziale, e che può andare verso un luogo esotico o comunque lontano da quello di appartenenza, oppure in un’epoca diversa da quella reale, come il Medioevo o l’età classica.
Mito dell’infanzia
Il mondo infantile è un paradiso perduto di innocenza e purezza in cui il rapporto con le cose è fresco e immediato, e caratterizzato da un benefico senso di meraviglia e stupore.
Rivalutazione della storia
La storia, per i romantici, appare come un unico processo di crescita dell’umanità, per questo nessuna delle epoche passate appare inutile o arretrata, ma tutte costituiscono gli anelli di una sola catena.
Anche il Medioevo, nel quale i romantici ritrovano valori come la solidarietà e la coesione popolare, la naturalezza, religiosità spontanea preferibili al razionalismo freddo del Settecento, è fortemente rivalutato e per alcuni aspetti mitizzato.
Nuovo concetto di Natura
La Natura non viene vista come un meccanismo governato da leggi fisiche, ma come un organismo vivente, pieno di forze vitali e capace di parlare al sentimento e alla fantasia dell’uomo.
Romanticismo in Italia
Invece in Italia il romanticismo si diffuse in ritardo rispetto agli altri paesi europei. L’occasione che diede impulso al formarsi di un movimento romantico in Italia fu la pubblicazione di un articolo di Madame De Stael sulla “Biblioteca Italiana” nel gennaio del 1816: la scrittrice condannava la cultura italiana contemporanea e invitava gli Italiani a uscire dal culto del passato, prendendo spunto dalle correnti più vive della letteratura europea.
L’articolo suscitò lo sdegno dei classicisti, che difesero con la spada i principi della letteratura classica. Invece altri intellettuali, in particolare lombardi, si dimostrarono più aperti alle innovazioni letterarie e artistiche del continente e concorsero a sostenere il punto di vista della De Stael.
Affermarono con forza l’esigenza di una cultura rinnovata e moderna, che non si rivolgesse solo alla élite degli intellettuali ma che fosse indirizzata direttamente al popolo, perciò proponevano di mettere da parte gli argomenti mitologici e abbandonare il linguaggio aulico.
Allo stesso tempo si opponevano al gusto dell’irrazionalismo, tipico della letteratura romantica europea: il loro obiettivo era una scrittura che si avvicinasse al vero e fosse distante dai formalismi dei classicisti.
Non accettavano quindi elementi fantastici, mistici, satanici o neri e nutrivano ancora una fiducia nella ragione e nella scienza.
Questa differenza tra il Romanticismo europeo e quello italiano è dovuta all’arretratezza sul piano economico e sociale dell’Italia. Quindi tutte le trasformazioni traumatiche e rapide, avvenute in Europa, in Italia non c’erano, se non in forma embrionale.
Poi c’era un’altra causa perché lo scrittore italiano non era ancora in conflitto con la società, anzi rivestiva un ruolo positivo nel corpo sociale: sia un ruolo intellettuale, in quanto si poneva come una guida ideologica dei processi politici e civili, sia un ruolo attivo, in quanto partecipava in prima persona alle lotte risorgimentali.
