Estratto del documento

Liceo scientifico

Biologico

“Santa Rosa Venerini”

Viterbo

Origine

della

Specie

Tesina a cura di

Riccardo Cuboni

Esame di maturità

Anno scolastico 2012/2013

Indice

Indice 1

Mappa concettuale 4

Introduzione 5

Italiano 6

  • Il Positivismo
  • Il Naturalismo in Francia
  • I principi del Naturalismo
  • Il Verismo in Italia
  • I principi del Verismo
  • Giovanni Verga

Filosofia 12

  • Positivismo
  • Darwin e la teoria dell’evoluzione
  • Spencer

Biochimica

16

  • Acidi nucleici e DNA

Storia 19

  • Nazismo
  • Ideologia del nazismo

Microbiologia e igiene

23

  • Le condizioni igieniche dei prigionieri ad Auschwitz

Anatomia 26

  • I tessuti scheletrici

Scienze della Terra 30

  • Cuvier e la teoria delle catastrofi

Inglese 32

  • The Victoria age and Darwinism
  • DNA

Latino 36

  • Lucio Anneo Seneca

Matematica

39

  • I limiti

Educazione fisica

41

  • Pallavolo

Bibliografia e sitografia

43

Ringraziamenti 3

Mappa concettuale 4

Introduzione

s.f. -ni)

(pl.

Che cosa vuol dire “origine”? ant., poet. Origo

1 l'o. del mondo,

Principio, prima comparsa di qualcosa:

dell'uomo; risalire alle origini di qualcosa

‖ In origine, in principio, da principio

‖ Risalire alle origini, indagare sulla causa prima di qualcosa

inizio, nascita

‖ SIN.

2 provenienza.

Nascita, derivazione,

di o. ebrea, africana

‖ Stirpe, razza:

‖ Studiare l'origine delle parole, studiare la loro etimologia

Grande Dizionario

Italiano Aldo Gabrielli

Esistono due diverse interpretazioni sul termine Origine, quello della genesi e quello della scienza.

1. Il linguaggio della Genesi: racconto mitico dell’origine del mondo e degli esseri viventi secondo il punto di vista di Dio. Linguaggio figurato, interpretativo.

2. Il linguaggio della Scienza: ricostruzione dell’origine del mondo e dell’uomo basata esclusivamente sui fatti presenti, così come sono accessibili ai nostri occhi. Linguaggio esatto, fatti presenti.

L'origine delle specie è un’opera del naturalista inglese Charles Darwin. Essa è una tra le opere cardini nella storia scientifica, e indubbiamente una delle più eminenti in biologia. Pubblicata per la prima volta il 24 novembre 1859, in essa Darwin spiega con “una lunga argomentazione” la sua teoria, secondo cui “gruppi” di organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale, un meccanismo che venne illustrato per la prima volta a un pubblico generico proprio grazie a questo libro. L'opera contiene dettagliate prove scientifiche che l'autore ebbe il tempo di accumulare sia durante il viaggio del HMS Beagle nel 1830 che al suo ritorno, preparando diligentemente la sua teoria e, contemporaneamente, rifiutando quella più in voga fino a quel tempo: il creazionismo, che ritiene le specie, essendo create da Dio, perfette e immutabili. Il libro risultò accessibile anche ai non specialisti, attraendo un grande interesse su vasta scala. Sebbene la teoria sia ora supportata da dimostrazioni scientifiche, all'esterno del mondo scientifico esistono ancora forti controversie, soprattutto tra i sostenitori del creazionismo, i quali ritengono che questa teoria contraddica le interpretazioni letterali di vari testi religiosi.

Italiano

Il Positivismo

Intorno alla metà dell’Ottocento, mentre viene progressivamente esaurendosi il pensiero romantico-idealista, in tutta l’Europa si afferma un nuovo orientamento culturale che investe sia il campo speculativo sia la “mentalità comune”. Questa ideologia prende il nome di Positivismo, dove proponeva la conoscenza metafisica e l’estensione del metodo scientifico in tutti i campi. Nutre grande fiducia nella ragione concepita come strumento di progresso, è incentrata sulla visione laica della vita, ma si differenzia dall’Illuminismo, in quanto si faceva promotrice dell’ideale rivoluzionario di una borghesia in crescita. Tuttavia la visione dell’uomo positivo comporta la visione di uomo totale, che manifesta se stesso in una pluralità di atteggiamenti e sentimenti.

Anche in campo letterario il Positivismo esercitò un’influenza, determinando l’affermazione di un movimento chiamato Realismo (Naturalismo in Francia e Verismo in Italia). Questo movimento assunse connotazioni diverse, ma fu caratterizzato soprattutto da un interesse degli scrittori per la realtà, specialmente quella sociale.

Il Naturalismo in Francia

Il Naturalismo nacque in Francia attorno alla metà dell’Ottocento, per opera di scrittori come Émile Zola, Flaubert e Maupassant. Il vero capofila dei naturalisti francesi e il maggior teorico del movimento fu, però, Émile Zola che ne fissò i principi nella teoria del Romanzo sperimentale. Secondo Zola lo scrittore non doveva scrivere stando seduto al tavolo di lavoro, ma sarebbe dovuto uscire in mezzo alla gente, per sperimentare le situazioni e frequentare i luoghi dove avrebbe dovuto inserire i personaggi del romanzo: avrebbe dovuto studiare gli ambienti, le reazioni della gente, limitandosi poi a scrivere in piena oggettività quello che aveva appreso, proprio come uno scienziato che riferisce il suo esperimento appena terminato. Inoltre, egli è convinto che lo scrittore debba individuare i moventi delle azioni umane e andarli a cercare nella dipendenza di ogni individuo dall’ambiente in cui vive. Tutto ciò in piena adesione all’estetica che affermava che l’opera d’arte doveva appunto mettere in evidenza i condizionamenti dell’uomo (cioè dell’ambiente e del momento storico). Perciò l’attenzione di Zola e degli altri naturalisti è incentrata sugli aspetti meno splendenti della realtà sociale, in particolare quelli della plebe parigina, dei diseredati, tutti analizzati in stretto rapporto con l’ambiente in cui vivono.

I principi del Naturalismo

Possono essere così sintetizzati:

  • Lo scrittore deve essere simile ad uno scienziato che riproduce nella sua opera l’esperienza reale e vissuta;
  • L’argomento deve essere la “realtà sociale”;
  • La pagina scritta deve riflettere la realtà, assumere l’aspetto di “documento oggettivo” e non lasciare mai trasparire la soggettività dell’autore.

Il Verismo in Italia

In Italia intorno al 1870, la tendenza al reale si impose, intorno al 1870, dietro la spinta del Naturalismo francese e diede vita al Verismo, che dal movimento francese prendeva le caratteristiche fondamentali, calandole però in un contesto storico diverso. In Italia, infatti, la Rivoluzione industriale era ancora agli inizi. Ad una “questione sociale” si aggiungeva nella nostra penisola la “questione meridionale”, prodotta dal divario tra Nord e Sud (il primo industrializzato, il secondo ancora legato al sistema dei latifondi e afflitto dalla miseria e dal brigantaggio). Gli scrittori veristi, per la maggior parte del Sud, assunsero come tema principale dei loro scritti proprio le dolorose condizioni delle loro terre d’origine. Così il Verismo acquistò “carattere regionalistico”; inoltre la realtà italiana era differente nelle varie regioni.

I principi del Verismo

Il maggior teorico fu Capuana, conterraneo e coetaneo di Verga, che fissò i principi fondamentali del movimento in tre punti:

  • Occorre scrivere ritraendo la vita dal vero. La pagina letteraria deve essere “un documento umano”;
  • La rappresentazione della realtà non deve essere fatta dall’esterno: essa deve essere una ricostruzione dall’interno, identificandone i fatti secondo il loro svolgimento. La rappresentazione richiede anche l’impersonalità dello scrittore, la cui presenza nell’opera deve risultare “invisibile”;
  • La lingua e lo stile devono essere inerenti ai fatti. La lingua deve essere “espressione obiettiva del mondo rappresentato”, deve aderire con la mentalità dei personaggi e deve comprendere forme “dialettali”.

Giovanni Verga

Vita

Nacque a Catania nel 1840. Studiò in Sicilia e vi rimane fino al 1865 quando si trasferisce a Firenze e poi a Milano, tornando spesso a Catania per brevi periodi. Collabora a riviste letterarie, scrive e pubblica romanzi nel solco della tradizione del romanzo popolare, pieni di sentimentalismo e di luoghi comuni. Negli eleganti ambienti milanesi conosce altri intellettuali e letterati che gli danno modo di conoscere le nuove opere della letteratura europea. Comincia così una fase nuova anche nell’opera di Verga, che scrive con stile e contenuti molto diversi dalla sua precedente produzione. Il suo interesse si rivolge alla precisa e fedele descrizione della società siciliana: il mondo vero della vita quotidiana difficile e sofferta entra nei suoi racconti e romanzi. Le sue opere vengono pubblicate, Verga vorrebbe farle conoscere anche all’estero, infatti segnala a un amico scrittore svizzero e per questo motivo fa un viaggio a Parigi e a Londra. Il suo romanzo I Malavoglia non ha però un grande successo al momento della pubblicazione, mentre hanno grande fortuna le sue novelle rappresentate in teatro e musicate in opera. Dal 1893 ritorna a vivere in Sicilia e smette quasi del tutto di scrivere. Mastro don

Le sue opere, tra cui ricordiamo soprattutto il romanzo Gesualdo Vita dei campi Novelle rusticane,

e le raccolte di novelle e

furono apprezzate e considerate nel loro vero valore della critica solo negli ultimi anni della sua vita. Morì a Catania nel 1922.

Opere

I primi romanzi

Verga esordisce come romanziere, giovanissimo, con alcuni romanzi Amore e patria, I carbonari della montagna, Sulle lagune.

storici: I A

Una seconda fase appartengono romanzi di ambientazione moderna, tutti caratterizzati dalla passionalità delle storie, dal forte tono sentimentale e dall’estrazione sociale quasi sempre elevata dei protagonisti: Una peccatrice, Èva, Storia di una capinera, Tigre reale, Eros. In questi testi è presente anche un certo autobiografismo, con riferimenti sia alle vicende della prima giovinezza dell’autore, sia soprattutto agli ambienti mondani milanesi e alla vita galante che lo scrittore conduceva nel capoluogo lombardo.

Le novelle

Verga scrisse molte novelle, a partire da «Nedda», bozzetto pubblicato su rivista nel 1874 il quale è considerato il primo passo dell’autore verso il Verismo. Seguono i testi riuniti in Primavera ed altri racconti, e poi le due raccolte più significative: Vita dei campi e Novelle rusticane. Vita dei campi raccoglie novelle scritte fra il 1878 e il 1880, anno in cui furono anche pubblicate in volume. Ne sono protagonisti contadini, pescatori, minatori siciliani. Per la scelta dei temi (la vita delle classi più povere della Sicilia) e per lo stile, queste novelle sono molto vicine al primo grande romanzo di Verga, I Malavoglia, scritto peraltro negli stessi anni. Una delle novelle, Fantasticheria, e la prefazione a un'altra, L'amante di Gramigna, rivelano apertamente le nuove idee poetiche dello scrittore. Le Novelle rusticane furono scritte e pubblicate, prima su riviste, poi in volume, fra il 1881 e il 1882. L'ambiente delle storie è sempre siciliano, ma la classe sociale dei protagonisti è, almeno in alcuni casi, più elevata e Verga cerca di dare un quadro più articolato e complesso della società siciliana.

Per certi aspetti le Novelle rusticane preparano il più tardo romanzo Mastro-don Gesualdo.

Peraltro molti personaggi e situazioni di questa raccolta, come della precedente, furono ripresi da Verga nei romanzi. Quasi contemporanei alle Novelle rusticane sono i testi raccolti in Per le vie, ambientati questa volta in una grande città industriale, Milano. Verga si propone di studiare la vita del proletariato urbano e della borghesia cittadina.

Con le raccolte successive (Vagabonda; I ricordi del capitano d'Arce, don Candeloro e C.) Verga muta gli ambienti e i personaggi delle sue novelle e si allontana progressivamente dal Verismo, completamente abbandonato nell'ultimo libro.

Il «ciclo dei Vinti»: I Malavoglia

Fu ideato già nel 1874-75 come una novella (Padron 'Ntoni) e si trasformò poi in un romanzo, pubblicato nel 1881. Secondo il progetto di Verga, doveva essere il primo romanzo di una serie intitolata I vinti. In una lettera a un amico, Verga descrive la serie come una «fantasmagoria della lotta per la vita, che si estende dal cenciaiuolo al ministro e all'artista, e assume tutte le forme dall'ambizione all'avidità al guadagno»: in altre parole, un'analisi della lotta che gli uomini, a ogni livello sociale, sostengono per:

migliorare la propria posizione, e da cui escono, in vari modi, sconfitti (da qui il titolo del ciclo). Gli altri titoli dovevano essere: Mastro-don Gesualdo, La Duchessa di Leyra, L'onorevole Scipioni, L'uomo di lusso, con protagonisti di livello sociale sempre più elevato.

Il «ciclo dei Vinti»: Mastro-don Gesualdo

Uscì a puntate nel 1888 su «Nuova Antologia» e in volume nel 1889. Il secondo romanzo del ciclo dei Vinti è anche l'ultimo: Verga scrisse solo alcuni capitoli del successivo La Duchessa di Leyra. Il protagonista, Gesualdo, a differenza dei Malavoglia non lotta più semplicemente per la sopravvivenza e per custodire la casa della famiglia. La sua ambizione è quella di innalzarsi socialmente: egli vi riesce in apparenza, ma paga un prezzo altissimo con la solitudine e il vuoto di affetti che lo circondano. Anch'egli è quindi uno sconfitto dalla vita: il pessimismo di Verga si fa ancora più accentuato.

Il teatro

Verga trasse i soggetti per drammi e commedie dalle sue novelle, sia di ambiente siciliano e «rusticano», sia di ambiente borghese. Fra i più famosi ricordiamo La lupa, da una novella di Vita dei campi, e soprattutto Cavalleria rusticana, dalla stessa raccolta, celebre per essere stata musicata da Pietro Mascagni.

L’ideale dell’ostrica

Fondamentale nel pensiero di Verga l’“Ideale dell’ostrica”. L’Ideale dell’ostrica si basa sulla convinzione che per coloro che appartengono alla fascia dei deboli sia necessario rimanere legati ai valori della famiglia, al lavoro, alle tradizioni ataviche, per evitare che il mondo, cioè il “pesce vorace”, li divori.

Intorno all'ideale dell'ostrica è costruito il romanzo del Verga I Malavoglia, ma già nella novella “Fantasticheria” scritta prima del 1878,

lo scrittore si dilunga a parlare della povera gente del sud, anticipando i personaggi del suo primo romanzo e chiarisce la filosofia, o necessità, di vita, dei pescatori di Aci Trezza.

La novella è in forma di lettera ad una dama dell’alta società, che fermatasi per due giorni nel paesino di pescatori, affascinata da quel mondo pittoresco, rude e semplice, subito annoiata fugge.

“Una volta, mentre il treno passava vicino ad Aci-Trezza, voi, affacciandovi allo sportello del vagone, esclamaste - Vorrei starci un mese laggiù!

Noi vi ritornammo, e vi passammo non un mese, ma quarantott'ore; i terrazzani che spalancavano gli occhi vedendo i vostri grossi bauli avranno creduto che ci sareste rimasta un par d'anni. La mattina del terzo giorno, stanca di vedere eternamente del verde e dell'azzurro, e di contare i carri che passavano per via, eravate alla stazione, e gingillandovi impaziente colla catenella della vostra boccettina da odore, allungavate il collo per scorgere un convoglio che non spuntava mai”

Nell’idea dell'autore, finché i contadini, i braccianti, i pescatori vivono protetti dall'ambiente che li ha visti nascere e crescere, finché credono e rispettano i valori in cui hanno creduto e che hanno rispettato i loro padri, allora, anche se poveri, sono al sicuro. Il problema nasce quando cominciano a provare il desiderio del cambiamento, il desiderio di migliorare, di progredire.

Come l’ostrica che vive sicura finché resta avvinghiata allo scoglio dov’è nata, così l’uomo vive sicuro finché non comincia ad avere manie di miglioramento.

“... mi è parso ora di leggere una fatale necessità nelle tenaci affezioni dei deboli, nell'istinto che hanno i piccoli di stringersi fra loro per resistere alle tempeste della vita, e ho cercato di decifrare il dramma modesto e ignoto che deve aver sgominati gli attori plebei che conoscemmo insieme. Allorquando uno di quei piccoli, o più debole, o più incauto, o più egoista degli altri, volle staccarsi dai suoi per vaghezza dell'ignoto, o per brama di meglio, o per curiosità di conoscere il mondo; il mondo, da pesce vorace com'è, se lo ingoiò, e i suoi più prossimi con lui. - E sotto questo aspetto vedrete che il dramma non manca d'interesse. Per le ostriche l'argomento più interessante deve esser quello che tratta delle insidie del gambero, o del coltello del palombaro che le stacca dallo scoglio”

Ed ancora nella prefazione ai Malavoglia, Verga afferma chiaramente questo concetto chiarendo, inoltre, che ritornerà a parlare della gente del bel mondo e dei salotti perché la sua ideologia non privilegia una classe sociale.

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Sintesi

Sintesi origine della specie - tesina

L'obiettivo della seguente tesina di maturità è quello di analizzare il tema relativo all'origine della specie. Che cosa vuol dire “origine”? Esistono due diverse interpretazioni sul termine Origine, quello della genesi e quello della scienza.

  • Il linguaggio della Genesi: racconto mitico dell’origine del mondo e degli esseri viventi secondo il punto di vista di Dio. Linguaggio figurato, interpretativo;
  • Il linguaggio della Scienza: ricostruzione dell’origine del mondo e dell’uomo basata esclusivamente sui fatti presenti, così come sono accessibili ai nostri occhi. Linguaggio esatto, fatti presenti.

L'origine delle specie è un'opera del naturalista inglese Charles Darwin. Essa è una tra le opere cardini nella storia scientifica, e indubbiamente una delle più eminenti in biologia. Pubblicata per la prima volta il 24 novembre 1859, in essa Darwin spiega con "una lunga argomentazione" la sua teoria, secondo cui "gruppi" di organismi di una stessa specie si evolvono gradualmente nel tempo attraverso il processo di selezione naturale, un meccanismo che venne illustrato per la prima volta a un pubblico generico proprio grazie a questo libro. L'opera contiene dettagliate prove scientifiche che l'autore ebbe il tempo di accumulare sia durante il viaggio dell'HMS Beagle nel 1830 che al suo ritorno, preparando diligentemente la sua teoria e, contemporaneamente, rifiutando quella più in voga fino a quel tempo: il creazionismo, che ritiene le specie, essendo create da Dio, perfette e immutabili. Il libro risultò accessibile anche ai non specialisti, attraendo un grande interesse su vasta scala. Sebbene la teoria sia ora supportata da dimostrazioni scientifiche, all'esterno del mondo scientifico esistono ancora forti controversie, soprattutto tra i sostenitori del creazionismo, i quali ritengono che questa teoria contraddica le interpretazioni letterali di vari testi religiosi.

La tesina in sintesi descrive quindi l'opera realizzata da Darwin, effettuando vari collegamenti disciplinari.

Collegamenti

Origine della specie - tesina

  • Italiano - Il positivismo, Verga e il naturalismo.
  • Filosofia - Il positivismo e Spencer; la teoria dell'evoluzione di Darwin.
  • Storia - Il nazismo.
  • Biochimica - Acidi nucleici e il DNA.
  • Microbiologia e Igiene - Le condizioni sanitarie e ambientali nei campi di concentramento.
  • Inglese - The Victorian Age.
  • Inglese scientifico - Il DNA.
  • Latino - La concezione di morte in Seneca.
  • Geografia astronomica - Cuvier.
  • Matematica - I limiti.
  • Educazione fisica - La pallavolo.
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