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Esami di Stato 2007 Marco Trevisan

Musica, maestra delle avanguardie

L’universo musicale nelle Avanguardie artistiche del Novecento

Introduzione

Considerazioni a carattere introduttivo sul ruolo e le influenze della musica sulle Avanguardie del XX secolo, specialmente in ambito pittorico.

Letteratura tedesca

La fuga musicale come metafora della Shoah ebraica: Todesfuge (Fuga dalla morte) di Paul Celan (1920–1970), breve analisi e commento.

Storia dell’arte

  • W. Kandinsky: la musica, maestra dell’astratto e dello “spirituale nell’Arte”;
  • M. Chagall: musica e poetica del sentimento;
  • P. Picasso e G. Braque: lo strumento musicale, gioco metaforico e pretesto per la scomposizione del reale.

Bibliografia

  • G. Biglione; G. Montali, Zeitspiegel vol. 2, von der Romantik bis zur Gegenwart, Loescher, 2006.
  • O. Calabrese (a cura di), Musica e pittura, Mondadori, Milano, 1990.
  • E. di Stefano, Kandinsky, Art e Dossier n. 80, Giunti, Firenze, 1993.
  • J. Golding, Storia del cubismo: 1907-1914, trad. di Marco Chiarini, A. Mondadori, Milano, 1973.
  • W. Kandinsky; A. Schönberg, Musica e pittura. Lettere, testi, documenti, Einaudi, Torino, 1988.
  • V. Misiano, Chagall, Art e Dossier n. 39, Giunti, Firenze, 1989. 1

Esami di Stato 2007 Marco Trevisan

Musica, maestra delle avanguardie

L’universo musicale nelle Avanguardie artistiche del Novecento

Introduzione: Musica da vedere, pittura da ascoltare

Il Novecento può essere considerato il secolo dell’“in-divisibilità delle arti”. Alcuni gruppi lo hanno anche scritto in modo programmatico e progettuale come i Futuristi con il Manifesto di Tommaso Marinetti o L’arte dei rumori di Luigi Russolo, come Kandinskij di cui si possono leggere le corrispondenze con Schönberg.

Il Novecento ha sentito il problema della parentela non solo fra le arti, ma soprattutto fra musica e tutto il resto, dal teatro all’architettura, dalla scultura al cinema, per molteplici ragioni.

In primo luogo si pone l’insorgere dell’arte astratta: la perdita o la rinuncia alla figurazione pone per G. Balla, La mano del violinista, 1912 l’arte astratta dei primi anni del secolo la questione della “rappresentatività dell’arte”. L’astrazione significa infatti che l’arte non rappresenta. E l’unica arte che per natura ha un connotato analogo è proprio la musica. C’è quindi un’“empatia” fra le due arti, una Einfühlung come dice il filosofo di Monaco Worringer nel suo saggio Astrazione ed Empatia (1908), che consiste nel loro anti-sostanzialismo.

Ai primi del secolo la musica si fa pittorica, nel senso di ricercare nuove aísthesis, nuove percezioni, ponendosi il problema dell’armonia e della disarmonia, della consonanza e della dissonanza, della monotonia e della polifonia. E nel senso di ripensare anche alle regole della propria rappresentazione, la partitura.

Altro motivo, che discende dal problema dell’astrazione è quello dell’analogia fra colore e musica, perché per molte avanguardie artistiche il colore è astratto, potente veicolo percettivamente legato alle sensazioni e alle passioni, come molta musica.

Ma la musica è anche pensata come effetto strutturale di dinamismo e movimento. Cubisti e Futuristi sono al centro di questa riflessione.

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Sintesi

La tesina

La tesina si propone di mettere in luce la grande influenza che l'universo musicale ha esercitato sulle espressioni letterarie e pittoriche d'inizio Novecento.

Materie trattate:

  • Cenni alla letteratura italiana
  • Letteratura tedesca
  • Storia dell'arte
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