Giulia Maria Romano
Liceo scientifico
E. Majorana, via Ada Negri 14 Moncalieri (TO)
Giuliaromano89@hotmail.it
Metamorfosi
Materie trattate: latino, letteratura italiana, letteratura francese, filosofia, letteratura inglese, storia, arte, scienze, fisica.
Argomenti trattati: Lucrezio, Apuleio; C. Collodi, Kafka, Dante; Ionesco; Nietzsche; E. Brontë; trasformismo; Bernini, Canova, Dalì, Escher; rocce metamorfiche; fissione nucleare.
La pagina iniziale, contenente i nomi degli argomenti e degli autori da cui si è preso in esame un’opera od un testo, è leggibile allo stesso modo anche se capovolta: il mio intento è stato quello di attuare una “metamorfosi” alle lettere dei nomi per poterne ottenere una leggibilità identica da due persone che si trovano ad osservare il foglio dai due lati opposti di un tavolo.
(Per comodità di invio tale pagina introduttiva si trova ruotata di 90° nel foglio sottostante)
Apuleio e le metamorfosi
1, a loro volta scissi in capitoli (da un minimo di 26 del primo libro ad un massimo di 42 del nono) segnalati da un numerino a lato del testo che, susseguendosi così senza interruzioni, pare essere un unico blocco.
Metamorfosi è un’opera di Apuleio suddivisa in undici libri.
Essenzialmente si può pensare questo libro come il racconto di un viaggio in Tessaglia, dove Lucio2, il protagonista, si trova a contatto con le difficoltà della vita di quel tempo... nei panni di un asino!
Si può anche guardare al testo come ad una cornice ove sono incastonate diverse scene, che vanno da episodi legati a personaggi incontrati fra i vari padroni che l’asino deve cambiare, a racconti mitologici come quello di Amore e Psiche3, raccontato da una vecchia (libro IV cap. 28 - libro VI cap. 23); di grande importanza la presenza della magia, la stessa per cui Lucio è intrappolato nel corpo di un asino, e l’intervento della dea Iside sul concludersi del testo.
Centrale è il tema della curiosità6, posta in sovrabbondanza nell’animo del protagonista, che porta Lucio a voler sperimentare su di sé la magia come primo avvenimento (qui la “metamorfosi” in asino per un errore di Fotide7, la serva della casa in cui egli era ospite), per passare poi alle sventure che si susseguono una dopo l’altra, con la probabilità di morte costantemente alle calcagna, accentuate dalla condizione animalesca che impedisce la comunicazione ed ogni possibilità di fuga.
Tra i vari commenti fatti dal protagonista, trovo molto significativa questa frase, che rende pienamente tale lato del suo carattere: <<... una soddisfazione l’avevo per consolarmi d’essere diventato così brutto, e cioè che, armato com’ero di quelle orecchie maiuscole, ero capace di sentire con la massima facilità ogni cosa anche a distanza>> (cap. 15 libro IX).
Altro tema importante è la libidine8, caratteristica onnipresente nel nostro personaggio, che si manifesta in scene tutt’altro che accennate e, sovente, anche in riferimenti ad altri personaggi, in particolare nel narrare tradimenti e loro scoperta come quella a cui il protagonista contribuisce per la buona riuscita (libro IX).
Lucio riesce, al termine del libro decimo, ad iniziare la “redenzione” da questi suoi difetti fuggendo da un pubblico accoppiamento con una condannata a morte, quand’egli presenta ancora sembianze asinine; per partecipare, in seguito alla risposta alle sue preghiere da parte della dea Iside, ad una processione religiosa dove riesce finalmente a nutrirsi delle sospirate rose che lo riportano alla condizione di essere umano. Il libro si conclude9, a mio parere, in modo inaspettato, poiché da un “ficcanaso pervertito”, Lucio diviene un servo devoto ai culti della dea con la promessa di assoluta castità, che, per un lettore, appare paradossale dopo centinaia di pagine ove si ha a che fare con un personaggio di tutt’altra natura. Appellandosi al titolo del libro10, ci si potrebbe capacitare di questo repentino cambiamento, considerandolo una seconda metamorfosi.
Note
1. Undici come i giorni necessari agli adepti per la preparazione alla religione Isiaca.
2. Nome parlante, in quanto l’opera ha come tema la ricerca della lux.
3. La novella narra la vicenda della sposa di Amore che, in seguito ad una colpa di curiosità, trova il metodo per riscattarsi: la stessa dinamica dell’avventura di Lucio.
Canova e Amore e Psiche
Canova ha fermato nel marmo un attimo che rimane sospeso: è l’istante prima del bacio*; si può osservare la tensione dei due giovani corpi che si sfiorano appena, ed i volti che si contemplano con dolcezza rapiti l’uno dalla bellezza dell’altra. È questa un’opera altamente significativa dell’arte neoclassica, poiché vi si ritrovano i principi espressi da Winckelmann (teorico tedesco, scrisse Pensieri sull’imitazione dell’arte greca nella pittura e nella scultura): «la generale e principale caratteristica dei capolavori greci è una nobile semplicità e una quieta grandezza, sia nella posizione che nell’espressione. Come la profondità del mare che resta sempre immobile per quanto agitata ne sia la superficie, l’espressione delle figure greche, per quanto agitate da passioni, mostra sempre un’anima grande e posata».
A. Canova, Amore e Psiche che si abbracciano (1787-1793).
Frontalmente è possibile cogliere la geometria compositiva lineare formata da due archi la cui intersezione è sottolineata dall’unione dei due cerchi che gli amanti creano con le braccia.
È possibile associare a questa situazione i versi di Ode on a Grecian Urn, dove l’autore, * John Keats, esalta il fondamentale ruolo dell’“immaginazione” rispetto ai momenti effimeri della realtà: potere creatore di situazioni che non subiscono la corruzione del tempo, e risultano perciò superiori, perché riportano un inadempimento eterno, mai fruito.
«Heard melodies are sweet, but those unheard» (vv. 11, 12)
Are sweeter...
4. I primi due libri contengono storie di magia, mentre dal terzo all’ottavo sono narrate le avventure dell’asino; i libri nove e dieci contengono storie infami e l’undicesimo l’adesione di Lucio alla religione Isiaca.
5. La natura stessa, che in sé tutto raccoglie. Divinità egiziana che, seppelliti i resti del marito Osiride (dio dei defunti e della nuova vita, del quale i misteri sono complementari a quelli della moglie), si vendicò del suo assassino: Seth, effigiato nel culto con il volto d’asino.
6. La “sete di sapere”, frutto del desiderio di giungere ad una verità, trova soddisfacimento nell’iniziazione al culto di Iside.
7. Nome parlante dal greco phos-photos: luce.
8. È possibile parlare di fabula Milesia (da Aristide di Mileto, autore di Milesiakà), poiché si può intendere l’opera di Apuleio come una raccolta di novelle; ci si può inoltre collegare al filone ellenistico del romanzo d’avventura: le vicende sono infatti raccontate da un narratore omodiegetico (interno al romanzo, in prima persona) che si identifica nel protagonista, cosicché i fatti risultano narrati come personalmente vissuti o uditi.
9. Il finale, come qualche episodio, è parte aggiuntiva alla storia greca dell’uomo-asino (forse opera di Luciano di Samòsata) che Apuleio riprende per scrivere il suo libro.
10. Metamorphosen libri, ovvero “libri delle trasformazioni”; dall’uso di questo plurale trapela l’intenzione di Apuleio di non soffermarsi esclusivamente su una metamorfosi fisica ed esteriore, ma di rappresentare un’evoluzione spirituale, cioè riportare «la trasformazione ed il recupero delle forme e delle sorti degli uomini».
Fonti
- Apuleio, a cura di Giuseppe Augello, Torino, Utet, 1958, Metamorfosi o Asino d’oro.
- A cura di Maurizio Bettini, Milano, La Nuova Italia, 2004, Il bosco sacro.
- Paolo Di Sacco e Mauro Serìo, Ed. Scol. B. Mondadori, Scritture latine 2.
- Cricco e Di Teodoro, Zanichelli, Bologna, 1996, Itinerario nell’arte.
- http://kidslink.bo.cnr.it/irrsaeer/amorepsiche/arte/immagini/canova_gruppo.jpg
- Volume two, M. Spiazzi e M. Tavella, Zanichelli, Bologna, 2004.
Le avventure di Pinocchio
Le avventure di Pinocchio di Carlo Collodi è costituito da trentasei capitoli segnalati dalla numerazione romana, ognuno dei quali presenta una breve rubrica, antistante il testo, dove si preannuncia il contenuto della sezione.
Il testo è redatto in modo semplice e scorrevole, di immediata comprensione; l’autore narra, come anticipato nel titolo, le avventure del burattino Pinocchio sino a giungere alla sua trasformazione in un bambino vero.
I capitoli I-II-III trattano la costruzione del burattino a partire da un pezzo di legno parlante che Geppetto riceve da Maestro Ciliegia, con le conseguenti prime monellerie di Pinocchio.
I capitoli IV-V-VI mostrano come il burattino sia testardo ed egoista, dal finire, rimasto solo, con i piedi bruciati sul caldano. Prima comparsa del Grillo-parlante (IV).
Nei capitoli VII-VIII è nuovamente presentato il rapporto tra il burattino ed il babbo, con un evidente eccesso di bontà da parte di quest’ultimo nei confronti di Pinocchio che, grazie ad una buona colazione ed agli abiti per la scuola, inizia la sua, come si noterà, rituale serie di promesse.
Dal capitolo IX all’XI il punto focale è il teatrino dei burattini (a cui il protagonista accede grazie alla vendita dell’abbecedario) dove Pinocchio rischia di esser bruciato e, dimostratosi per la prima volta di buon cuore per risparmiare questa sorte anche all’amico Arlecchino, scampa così a Mangiafoco ricevendo inoltre in dono da lui cinque monete d’oro; queste porteranno un sacco di guai al burattino che incapperà nei malfattori Gatto e Volpe, i quali, approfittando della sua credulità, faranno di tutto per derubarlo, prima facendosi portare a mangiare all’Osteria del «Gambero rosso» (XIII), poi travestendosi da assassini (XIV) fino a giungere al punto di impiccarlo, per riuscire nel loro intento al capitolo XVIII facendogli seminare con l’inganno i suoi denari in un campo definito «dei miracoli» nel paese di Acchiappa-citrulli.
Di fondamentale importanza è la presenza della bambina dai capelli turchini, che compare per la prima volta nel capitolo XV, la quale si rivela essere una fata nel capitolo successivo, dimostrandosi poi desiderosa di essere la sorella del protagonista istruendolo sulla negatività del dire le bugie, resa manifesta dall’allungarsi del naso di Pinocchio quand’egli le pronuncia (XVII).
Uscito poi dalla casa di costei per correre incontro al babbo, Pinocchio non vi ritornerà per i prossimi cinque capitoli dove, derubato dalle monete, verrà per questo arrestato (XIX); uscito dalla galera per un caso fortuito, incontrerà un enorme serpente che, a causa del gran ridere per il dimenarsi del protagonista nel fango morrà. Il burattino, nel tentativo di cibarsi di uva, finirà in una tagliola e sarà costretto a fare da cane da guardia al padrone del vigneto che, per ricompensarlo poi della cattura delle faine, lo lascerà finalmente libero.
Il burattino non ritrova però più la casetta da cui era partito, bensì una lapide che gli testimonia la morte della Fata per il suo mancato ritorno (XXIII); grazie ad un Colombo Pinocchio raggiunge il mare dove, vedendo scomparire il babbo fra le onde, vi si tuffa desideroso di salvarlo, finendo poi per giungere al paese delle «Api industriose» (XXIV). Qui, dopo aver dimostrato attraverso la sua infingardaggine la mancata idoneità allo stare in tale luogo, ritrova la bambina dai capelli turchini divenuta ormai una donnina, alla quale prodiga promesse che inizialmente pare mantenere, per ricadere poi nella sua ostinata curiosità: causa di nuove disavventure (XXVI-XXVII-XXVIII).
Nel capitolo XXIX la Fata perdona nuovamente Pinocchio, ed in seguito al buon rendimento scolastico annuale di questo burattino, ormai da lei considerato come un figlio, gli promette che il giorno successivo diverrà un bambino vero, un bambino buono; da qui il compagno Lucignolo lo attirerà verso la costante idea di nullafacenza (XXX) che sfocerà nella permanenza nel «Paese dei balocchi» (XXXI-XXXII).
È appunto l’oziare continuo che porta Pinocchio ad una metamorfosi: svegliatosi al mattino il protagonista si ritrova delle orecchie asinine e, durante il confronto con Lucignolo, si trasforma completamente in ciuco; anche gemiti e lamenti divengono ragli asinini. Tale condizione (mantenuta dal capitolo XXXII al XXXIV) svela il reale compito dell’Omino conduttore del carro, ovvero la vendita al mercato dei somari ch’egli pian piano viene ad acquisire nel suo paese della cuccagna; l’ex burattino finisce infatti nelle mani del proprietario di un circo che lo rivende, essendo l’asino divenuto zoppo in seguito ad un incidente, per portarlo ad essere destinato a divenire un tamburo (XXXIII).
Grazie al pronto intervento della Fata turchina Pinocchio si salva, ma malauguratamente finisce nelle fauci dell’enorme pescecane (XXXIV) che già si ipotizzava avesse inghiottito Geppetto; è appunto il babbo che il burattino ritrova con immensa felicità (XXXV) nell’interno dell’animale e che non solo il protagonista copre di baci, ma anche di parole, riepilogando le intere vicende vissute dalla loro separazione sino al punto in cui i due personaggi si erano a malapena intravisti prima che la barchetta del padre fosse inghiottita dalle onde.
L’amore per il babbo porta Pinocchio ad aiutarlo, non solo nell’arrivare a riva a nuoto, ma anche nel prendersi cura di lui trovandosi un lavoro che gli frutti un guadagno; è questo, sommato al buon cuore del burattino che funge d’aiuto anche alla malattia della Fata che, per ricompensarlo, gli appare in sogno facendo sì che al suo risveglio egli si ritrovi ad essere un ragazzo vero: la seconda e conclusiva metamorfosi, accompagnata da cambiamenti ad essa relativi, è avvenuta.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Metamorfosi
Autore: Giulia Romano
Descrizione: Tesina sulla Metamorfosi
Materie trattate: latino, letteratura italiana, letteratura francese, filosofia, letteratura inglese, storia, arte, sc
Area: umanistica
Sommario: La pagina iniziale, contenente i nomi degli argomenti e degli autori da cui si è preso in esame un'opera od un testo, è leggibile allo stesso modo anche se capovolta: il mio intento è stato quello di attuare una "metamorfosi" alle lettere dei nomi per poterne ottenere una leggibilità identica da due persone che si trovano ad osservare il foglio dai due lati opposti di un tavolo.
Prime trenta righe
Metamorfosi è un'opera di Apuleio suddivisa in undici libri1, a loro volta scissi in capitoli (da un minimo di 26 del primo libro ad un massimo di 42 del nono) segnalati da un numerino a lato del testo che, susseguendosi così senza interruzioni, pare essere un unico blocco. Essenzialmente si può pensare questo libro come il racconto di un viaggio in Tessaglia, dove Lucio2, il protagonista, si trova a contatto con le difficoltà della vita di quel tempo... nei panni di un asino! Si può anche guardare al testo come ad una cornice ove sono incastonate diverse scene, che vanno da episodi legati a personaggi incontrati fra i vari padroni che l'asino deve cambiare, a racconti mitologici come quello di Amore e Psiche3, raccontato da una vecchia (libro IV cap. 28- libro VI cap. 23); di grande importanza la presenza della magia4, la stessa per cui Lucio è intrappolato nel corpo di un asino, e l'intervento della dea Iside5 sul concludersi del testo.
Centrale è il tema della curiosità 6, posta in sovrabbondanza nell'animo del protagonista, che porta Lucio a voler sperimentare su di sé la magia come primo avvenimento (qui la "metamorfosi" in asino per un errore di Fotide7, la serva della casa in cui egli era ospite), per passare poi alle sventure che si susseguono una dopo l'altra, con la probabilità di morte costantemente alle calcagna, accentuate dalla condizione animalesca che impedisce la comunicazione ed ogni possibilità di fuga.
Tra i vari commenti fatti dal protagonista, trovo molto significativa questa frase, che rende pienamente tale lato del suo carattere: <<... una soddisfazione l'avevo per consolarmi d'essere diventato così brutto, e cioè che, armato com'ero di quelle orecchie maiuscole, ero capace di sentire con la massima facilità ogni cosa anche a distanza>> (cap. 15 libro IX).
Altro tema importante è la libidine8, caratteristica onnipresente nel nostro personaggio, che si manifesta in scene tutt'altro che accennate e, sovente, anche in riferimenti ad altri personaggi, in particolare nel narrare tradimenti e loro scoperta come quella a cui il protagonista contribuisce per la buona riuscita (libro IX).
Lucio riesce, al termine del libro decimo, ad iniziare la "redenzione" da questi suoi difetti fuggendo da un pubblico accoppiamento con una condannata a morte, quand'egli presenta ancora sembianze asinine; per partecipare, in seguito alla risposta alle sue preghiere da parte della dea Iside, ad una processione religiosa dove riesce finalmente a nutrirsi delle sospirate rose che lo riportano alla condizione di essere umano.
Il libro si conclude9, a mio parere, in modo inaspettato, poiché da un "ficcanaso pervertito", Lucio diviene un servo devoto ai culti della dea con la promessa di assoluta castità, che, per un lettore, appare paradossale dopo centinaia di pagine ove si ha a che fare con un personaggio di tutt'altra natura.