Estratto del documento

I.I.S.S. “Pietro Sette” -Santeramo in Colle-

Liceo scientifico

Esame di stato A.S. 2013/2014

La metamorfosi

Percorso interdisciplinare del candidato Giuseppe Manuel Laquale

Classe V C - L.S.

Indice

  • Introduzione.............................................................................................4
  • Italiano........................................................................................................5
  • Metamorfosi come intima fusione con la natura..............................................5
  • G. d’Annunzio, La pioggia nel pineto..............................................................5
  • Metamorfosi come espressione di un disagio esistenziale F. Kafka, La metamorfosi.......................................................................................................8
  • Inglese: Metamorphosis as a split personality.............................................13
  • Latino...........................................................................................................17
  • La metamorfosi come specchio della perdita di identità................................17
  • Storia dell’arte.....................................................................................22
  • Dal mito all’arte...............................................................................................22
  • Filosofia.....................................................................................................25
  • Metamorfosi come spostamento di identità.....................................................25
  • Scienze della Terra...............................................................................28
  • Metamorfosi come trasformazione fisica dei materiali: rocce metamorfiche.28
  • Storia...........................................................................................................30
  • Metamorfosi come cambio di mentalità: cosa accade dopo il 1929: dalle repubbliche ai sistemi totalitari.......................................................................30
  • Matematica................................................................................................32
  • Metamorfosi come movimento: le isometrie delle figure...............................32
  • Fisica............................................................................................................32
  • Metamorfosi come trasformazione di energia: l’effetto Joule.........................32
  • Fonti utilizzate......................................................................................33
  • Bibliografia......................................................................................................33
  • Sitografia.........................................................................................................34

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Introduzione

La metamorfosi, ovvero la mutazione dell’aspetto fisico, ma anche della personalità, è uno dei miti più antichi dell’umanità, legato alla natura stessa della vita dell’uomo e del cosmo che muta forma col passare del tempo.

Nell’enigma posto a Edipo dalla Sfinge, che fa riferimento ai cambiamenti fisici di un uomo nelle sue varie età, dimostra quanto il mito della metamorfosi descriva la natura propria dell’uomo e delle cose:

“Esiste qualcosa sulla terra che ha quattro piedi, due piedi e tre piedi ed ha una sola voce. È l’unico, tra coloro che si muovono sulla terra, in cielo e nel mare, a cambiare la propria natura, ma quando per camminare usa più piedi, la sua velocità in proporzione diminuisce.”

Tale mito ha da sempre esercitato un fascino particolare sull’immaginazione dell’uomo, che di volta in volta l’ha interpretata in modi diversi, per questo il tema attraversa tutte le epoche e le forme artistiche, ma anche la storia e la scienza. 4

Italiano

Metamorfosi come intima fusione con la natura

G. d’Annunzio, La pioggia nel pineto

“La pioggia nel pineto” è una delle più celebri e importanti liriche di

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Gabriele d’Annunzio, contenuta nell’Alcyone. In essa la parola stessa, tentando di raccontare e descrivere un’esperienza di fusione con la natura, è soggetta a metamorfosi perché tende a divenire suono, sciogliendo i significati nella tessitura fonica e musicale. Il poeta passeggia in un bosco con la donna amata, alla quale dà il nome classico di Ermione e la invita a stare in silenzio per sentire il suono delle gocce che cadono sulle foglie degli alberi. Inebriati dalla pioggia e dalla melodia della natura, il poeta e la sua donna si lasciano trasportare dalle sensazioni con un’adesione così profonda da arrivare alla fusione con la

1 Gabriele d’Annunzio nacque a Pescara nel 1863 e morì a Gardone nel 1938. Fu non solo poeta ma anche soldato nella prima guerra mondiale e seguì con passione la politica. Quando si stabilì a Roma, conobbe gli ambienti eleganti della città e visse una vita ricca e piena di scandali e di fatti che gli diedero molta pubblicità come la sua relazione con la grande attrice Eleonora Duse. Fu a favore della guerra e partecipò alla “Beffa di Buccari” (una località vicino a Fiume), partecipò al volo su Trieste e quando finì la guerra fu nazionalista e organizzò la marcia su Fiume. Prese parte a quei movimenti che poi permisero la vittoria del Fascismo. Amò molto la bellezza e la grandezza sia nella vita che nell’arte. Appartiene al decadentismo per il suo estetismo (amore della bellezza; estetismo: movimento che si ebbe in Francia, dal monte Parnaso, dove abitavano le muse, per indicare una poesia pura, preziosa), uno dei suoi aspetti principali che rappresenta il Parnassianesimo e nasce dall’odio della realtà quotidiana; infatti estetismo, sia nella vita che nell’arte, vuole dire ricerca di eleganza e di raffinatezza; senza pensieri di moralità, ma con l’estetismo D’Annunzio cerca pure di innalzare la sua istintiva sensualità nell’amore, nel piacere, nel bello. Tra le opere ricordiamo le raccolte poetiche “Intermezzo” e “Poema paradisiaco”, le novelle abruzzesi di “Terra vergine”, i romanzi “Il piacere”, “L’innocente”, il “Trionfo della morte”, “Le vergini delle rocce”, il ciclo delle “Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi”. 5

natura del bosco, in una totale e gioiosa comunione con la vita elementare di questa.

Il tema centrale della lirica quindi è quello della metamorfosi: il poeta e la donna amata si fondono gradualmente con lo spirito stesso del bosco. La fusione panica viene presentata gradualmente e in crescendo. Nella prima strofa viene appena “piove su i nostri volti/ silvani” sfiorata con l’espressione lasciando intendere che gli esseri umani si stanno confondendo con il bosco, sembrano fatti dalla stessa sostanza, mentre si intensifica e si approfondisce quando ai versi 26-28 non vi è più separazione tra la dimensione fisica e quella spirituale in quanto non solo piove sui corpi, ma anche “sui freschi pensieri/ che l’anima schiude/ novella”. Nella seconda strofa è in atto la metamorfosi che si sviluppa nell’ultima parte attraverso una serie di paragoni tra alcune

“..e il

parti del corpo della donna e gli elementi della natura: tuo volto ebro/ è molle di pioggia/ come una foglia,/ e le tue chiome/ auliscono come/ le chiare ginestre..”. La terza strofa è dedicata alla sinfonia della pioggia mentre nell’ultima strofa l’identificazione con la natura raggiunge l’apice. L’immagine femminile si trasforma in quella di una creatura arborea: “..non bianca/ ma quasi fatta virente,/ par da scorza tu esca.”; la donna, non più bianca, ma verdeggiante come le fronde, sembra uscire, simile a una ninfa, dalla corteccia di un albero.

Si assiste ormai alla completa trasformazione dei due amanti in esseri vegetali: il cuore è come una pesca perfetta, gli occhi sotto le palpebre sono due sorgenti d’acqua in mezzo

“il cuor nel petto è

all’erba, i denti simili a mandorle acerbe (come pesca/ intatta,/ tra le palpebre gli occhi/ son come polle tra l’erbe,/ i denti negli alveoli/ son come mandorle acerbe..”).

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I due personaggi costituiscono ora un tutt’uno con il bosco che li avvince in un abbraccio di rami e di arbusti e vengono quindi immersi nel ritmo vitale, onnicomprensivo e infinito della natura.

Al tema della metamorfosi si intrecciano altri motivi chiave della lirica come la musicalità e l’amore. Notiamo all’inizio della poesia l’invito al silenzio che il poeta rivolge a Ermione:

Taci

l’imperativo crea un’atmosfera di sospensione e di attesa e il silenzio è infatti indispensabile per poter sentire la musica della pioggia, le “parole più nuove/ che parlano gocciole e foglie/ lontane”. L’esortazione all’ascolto viene rinnovata ogni volta che un suono nuovo, prima quello della cicala, poi quello della rana, si aggiunge alle mille modulazioni della pioggia. Il poeta quindi riproduce in modo originale la musica delle gocce d’acqua sulle innumerevoli piante del bosco (tamerici, pini, mirti, ginestre.. ), il canto delle cicale e poi il verso sordo e roco della rana che a poco a poco si spegne nell’ombra.

L’amore invece viene sentito dal poeta come un’illusione: la “favola bella/ che ieri/ t’illuse, che oggi/ m’illude” (i versi finali sono identici a questi, in modo tale da avere l’intero componimento racchiuso in una struttura circolare). Questo motivo sembra pervadere l’intero componimento dal quale scaturisce un’immagine della vita come qualcosa di lieve, fuggevole e illusorio. 7

Metamorfosi come espressione di un disagio esistenziale

F. Kafka, La metamorfosi

Leggendo l’autore ceco, sembra di assistere ad un incubo, un incubo talmente vero da sembrare realtà. Quindi troviamo in

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Kafka una serie di avvenimenti cui non è possibile dare una spiegazione logica, se non attraverso una interpretazione allegorica o attraverso una lettura di tipo psicanalitico, alla

2 Franz Kafka nacque a Praga il 3 luglio 1883 da genitori entrambi di origine ebraica. Nella sua “Lettera al padre” (in cui lo scrittore rivela il rapporto difficoltoso con il padre, rapporto che spesso, anche a livello inconscio, ha caratterizzato tutta l’opera dello scrittore) disse di aver ereditato dalla famiglia materna le sue “doti di sensibilità, irrequietezza” e una certa predisposizione allo humour. Sin da giovane si orientò verso tematiche politiche, filosofiche e sociali e ben presto si appassionò alla “causa socialista” e alla filosofia positivista. Finiti gli studi liceali, si iscrisse all’università tedesca di Praga, prima nella facoltà di chimica, poi nella facoltà di giurisprudenza, dove ottenne la laurea nel 1906. Venne assunto dall’Istituto d’assicurazione per gli infortuni sul lavoro, e tenne quel lavoro sino alla pensione; ma la sua vera passione fu quella per la letteratura, che suo padre considerava una perdita di tempo. Già nel 1908 Kafka scrisse i suoi primi racconti, che poi verranno pubblicati in un libro intitolato “Meditazioni”. Nel 1912 iniziò a scrivere il romanzo il “Disperso” (in seguito pubblicato con il titolo di “America”) e completò “La metamorfosi” e il racconto “La condanna”. Fino alla sua morte avvenuta prematuramente nel 1924, egli continuò a scrivere un buon numero di romanzi e racconti. Tra i romanzi oltre “America” sono da ricordare “Il castello” e l’inquietante “Il processo” (forse uno dei suoi scritti che più sconvolgono, in cui tutto sembra sospeso, irreale). Tra i racconti, che spesso vengono pubblicati assieme alla “Metamorfosi”, si possono ricordare “Un medico di campagna”, “Davanti alla legge”, “Un sogno”, “Relazione per un’accademia”, tutti abbastanza rappresentativi dello stile e delle tematiche dello scrittore. 8

ricerca di significati che partono da una sfera di tipo inconscio. Ne “La metamorfosi” Kafka sembra adottare una simbologia di tipo psicanalitico. La vicenda del racconto inizia la mattina in cui Gregor Samsa, modesto commesso viaggiatore, al suo risveglio si trova trasformato in un enorme scarafaggio. Pensando ad un sogno, tenta di riaddormentarsi, sperando che al risveglio tutto torni normale. Ma ormai quella sarà la sua condizione per tutto il resto dei suoi giorni: un essere con sentimenti umani ma con il corpo di scarafaggio, rinchiuso in una stanza, schifato ed evitato dai familiari.

Gregor, divenuto scarafaggio, non si chiede neppure come e perché ciò possa essere accaduto, accetta la sua trasformazione e sin dall’inizio cerca di adattarsi ad essa; inoltre, la metamorfosi non viene minutamente descritta nel suo compiersi ma siamo posti di fronte all’evento già accaduto:

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Sintesi

Italiano: metamorfosi come intima fusione con la natura

G. d’Annunzio, La pioggia nel pineto

Metamorfosi come espressione di un disagio esistenziale

F. Kafka, La metamorfosi

Inglese: metamorphosis as a split personality

R. L. Stevenson, The strange case of Dr Jekyll and Mr Hyde

Latino: la metamorfosi come specchio della perdita di identità

Ovidio, “Metamorphòses”, I, vv. 474-565

Storia dell’arte: dal mito all’arte

S. Dalì, La metamorfosi di Narciso

Filosofia: metamorfosi come spostamento di identità

Gli studi di S. Freud sul narcisismo

Scienze della Terra: metamorfosi come trasformazione fisica dei materiali

Rocce metamorfiche

Storia: metamorfosi come cambio di mentalità

Cosa accade dopo il 1929: dalle repubbliche ai sistemi totalitari

Matematica: metamorfosi come movimento

Le isometrie delle figure

Fisica: metamorfosi come trasformazione di energia

L’effetto Joule

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