Una mente inquieta tra disturbo bipolare e creatività
Liceo Classico "Andrea Maffei"
Con annessi Liceo Scientifico, Linguistico, Socio-Psico-Pedagogico
Riva del Garda (TN)
Maturità scientifica
Pellegrini Valeria
Cl. V sez. D - a.s. 2013/2014
Indice
1. Introduzione sul rapporto tra genio e follia p. 3
2. La malattia maniaco-depressiva p. 3
3. Prove biografiche p. 5
4. Prove scientifiche p. 7
5. Prove genetiche p. 8
6. Pensieri liberi p. 11
Bibliografia p. 12
2 - vietata la riproduzione
1. Introduzione sul rapporto tra genio e follia
L'esistenza di un possibile legame tra genio e follia è uno dei motivi persistenti della nostra cultura.
Tuttavia il vero problema da risolvere non è se l'artista può essere definito "folle", ma fino a che punto la malattia possa limitare l'espressione del talento artistico o, al contrario, partecipi al processo creativo. Partendo da un'analisi scientifica e basandosi su testimonianze autobiografiche e sullo studio degli alberi genealogici, è risultato che la maggior parte degli artisti aveva mostrato segni di instabilità emotiva, quale disturbo maniaco-depressivo, ancor prima di intraprendere la loro carriera e inoltre che nelle loro famiglie era presente un'alta percentuale di disturbi dell'umore e di suicidi.
Lo scopo di questo approfondimento individuale è quello di fornire dati letterari, biografici e scientifici tali da dimostrare che esiste un preciso rapporto, se non una sovrapposizione, tra temperamento artistico e temperamento maniaco-depressivo.
2. La malattia maniaco-depressiva
Cominciamo con l'inquadrare la malattia: che cos'è, chi colpisce e come si manifesta, citando direttamente autori interessati.
Chiamato anche disturbo maniaco-depressivo, il disturbo bipolare è caratterizzato da cicli di oscillazioni dell'umore, che normalmente durano diverse settimane o mesi; questi cicli includono:
- Episodio depressivo maggiore con una diminuzione di capacità di concentrazione per la maggior parte delle attività, accompagnata da perdita di peso e sentimenti di autosvalutazione o di colpa eccessiva, che al culmine portano un pensiero ricorrente di morte e suicidio (ad oggi la percentuale di pazienti bipolari che ha commesso il suicidio è 19%);
Il senso di miseria e sofferenza che di norma accompagna la depressione è stato espresso da più artisti: Edgar Allan Poe lo descrive in una lettera scritta all'età di 26 anni:
I am suffering under a depression of spirits such as I have never felt before. I have struggled in vain against the influence of this melancholy —You will believe me when I say that I am still miserable in spite of the great improvement in my circumstances. I say you will believe me, and for this simple reason, that a man who is writing for effect does not write thus. My heart is open before you — if it be worth reading, read it. I am wretched, and know not why.
Console me — for you can. But let it be quickly — or it will be too late. Write me immediately. Convince me that it is worth one's while — that it is at all necessary to live,
3 - vietata la riproduzione
and you will prove yourself indeed my friend. Persuade me to do what is right. I do not mean this — I do not mean that you should consider what I now write you a jest — oh pity me! for I feel that my words are incoherent — but I will recover myself.
Letters to John P. Kennedy, September, 11, 1835
Anche l'attività e il comportamento sono spesso rallentati in questo periodo. La fatica, la stanchezza e l'incapacità di volere sono delineati in uno scritto autobiografico di F. S. Fitzgerald, "Il Crack-up":
Sintesi mente inquieta tesina
La seguente tesina di maturità descrive la mente del genio folle. L'esistenza di un possibile legame tra genio e follia è uno dei motivi persistenti della nostra cultura. Tuttavia il vero problema da risolvere non è se l'artista può essere definito "folle", ma fino a che punto la malattia possa limitare l'espressione del talento artistico o, al contrario, partecipi al processo creativo. Partendo da un'analisi scientifica e basandosi su testimonianze autobiografiche e sullo studio degli alberi genealogici, è risultato che la maggior parte degli artisti aveva mostrato segni di instabilità emotiva, quale disturbo maniaco-depressivo, ancor prima di intraprendere la loro carriera e inoltre che nelle loro famiglie era presente un'alta percentuale di disturbi dell'umore e di suicidi. Lo scopo di questo approfondimento individuale è quello di fornire dati letterari, biografici e scientifici tali da dimostrare che esiste un preciso rapporto, se non una sovrapposizione, tra temperamento artistico e temperamento maniaco-depressivo.
La tesina permette anche dei collegamenti interdisciplinari con le altre materie scolastiche.