Introduzione
I mass media hanno portato all’interno della società una vera e propria rivoluzione, creando nuovi comportamenti di massa.
Con il termine “mass media” intendiamo riferirci a tutti quei mezzi di comunicazione che svolgono le loro funzioni su larga scala e che in un certo qual modo, seppur astratto, raggiungono tutti i membri di una società.
Ho scelto di trattare questa tematica poiché i mass media e i new media influenzano notevolmente la vita di ognuno di noi, provocando varie conseguenze nelle relazioni umane.
Essi tendono ad assumere un carattere manipolatorio, come succedeva per esempio negli anni del fascismo, in cui la radio rappresentava un mezzo propagandistico per attivare consensi e plasmare le masse.
Oggi invece, il web con i suoi social network ha mutato il modo di relazionarsi tra i giovani, sia per la sua peculiarità di abolire il senso della distanza, sia di rendere tutte le esperienze contemporanee ed intercambiabili, proponendo un mondo virtuale in alternativa al mondo reale.
In meglio o in peggio è difficile dirlo: siamo di fronte ad un cambiamento epocale e bisogna comprenderlo per operare i correttivi necessari affinché la relazione tra gli esseri umani si mantenga sana e vera.
Il web, cioè la rete diviene metafora delle relazioni umane, poiché l’uomo non può far a meno di vivere all’interno di esse.
Quaderni di Serafino Gubbio operatore
Come altri scrittori che vivono la rivoluzione industriale, Pirandello si confronta con il tema della città industriale, delle macchine e del progresso.
La metropoli moderna, percorsa da tram, illuminata dalla luce elettrica, non esercita su Pirandello nessun fascino.
In un momento storico in cui si esaltano le macchine e la tecnologia, Pirandello invece polemizzava contro queste ultime, considerandole colpevoli di mercificare la vita.
La visione critica del progresso secondo “Quaderni di Serafino Gubbio Operatore” Pirandello, è portata alle estreme conseguenze in un romanzo nel quale è presente una messa a fuoco della realtà sociale ed economica del primo Novecento segnata da forti cambiamenti, con particolare riferimento alla macchina da presa che assume nel romanzo una centralità negativa.
Il protagonista, Serafino Gubbio è infatti un operatore che lavora in uno studio cinematografico, dove ha il compito di girare la manovella della macchina da presa.
Egli diviene muto per uno shock dovuto ad una tragica esperienza sul lavoro: girando la sua manovella durante la ripresa di una vicenda di caccia, registrò la scena in cui Aldo Nuti, innamorato dell’attrice Nestoroff, invece di sparare ad una tigre, indirizzò il colpo contro la donna finendo straziato e ucciso dagli artigli della belva.
Sin dall’inizio il protagonista è presentato nell’atteggiamento di chi, estraniato dalla vita, la studia per cercarvi invano un significato.
Il suo lavoro di operatore rappresenta infatti la perdita dell’importanza dell’intellettuale nell’era della massificazione e delle macchine.
Molto spesso il protagonista riferisce il suo senso di alienazione descrivendo il suo totale servilismo nei confronti della macchina che da sola fa il lavoro: “Ma l’anima a me non mi serve. Mi serve la mano, cioè serve alla macchina.”
Ad accentuare ancora di più la situazione di estraneità di Serafino, si aggiunge il fatto che i suoi due amici sono il filosofo-barbone Simone Pau e il violinista impazzito perché costretto ad accompagnare con la sua musica un pianoforte meccanico.
Essi vivono nel sottosuolo, luogo che rappresenta il mondo dell’esclusione, la contrapposizione dell’intellettuale nei confronti della modernità.
Altro elemento molto importante è la condizione di mutismo di Serafino, il “silenzio di cosa”.
Esso rappresenta la situazione finale dell’intellettuale che, degradato alla pura mansione tecnica, vede nel suo stesso mutismo l’indifferenza e l’immobilità che ormai caratterizzano la sua vita.
Il pensiero di Pirandello nei confronti della modernità, del progresso si può quindi riassumere nell’espressione “la macchina è fatta per agire, per muoversi, ha bisogno di ingojarsi la nostra anima, di divorar la nostra vita”.
Le macchine secondo Pirandello divorano la vita dell’uomo sostituendone l’attività, il pensiero e la parola.
“È ancora possibile la poesia?”
Eugenio Montale, in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel per la letteratura a Stoccolma nel 1975, pronunciò un discorso.
Il discorso dal titolo significativo “È ancora possibile la poesia?” conteneva un’analisi amara e pessimista circa la società attuale, dominata dal consumismo e dalla tendenza allo spettacolo, le cui principali vittime sono i giovani.
Montale afferma che tutte le arti si stanno democratizzando, cioè stanno scendendo non a livello del pubblico, ma a livello del mercato.
Afferma ciò riferendosi soprattutto alle arti diffuse dai mezzi di comunicazione di massa (cinema, televisione, musica leggera).
Secondo Montale “l’arte è una produzione di oggetti di consumo, da usarsi e da buttarsi via in attesa di un nuovo mondo nel quale l’uomo sia riuscito a liberarsi di tutto, anche della propria coscienza”.
Nell’affermare ciò Montale si riferisce soprattutto ai grandi concerti pop o rock, in quanto essi sono visti come inutili tentativi di allontanare la solitudine degli individui grazie alla grande quantità di pubblico e allo stordimento causato dalla musica.
Montale si chiede il perché l’arte contemporanea porta l’uomo ad avere “orrore di se stesso”.
Si chiede quindi come mai l’arte contemporanea, piegata alla logica del consumismo, è intrattenimento che distoglie l’uomo da sé e risponde al suo bisogno di dimenticare la realtà alienante.
All’interno del discorso, Montale si chiese anche qual è il ruolo che assume oggi la poesia all’interno della società di massa.
Nel rispondere a questo egli afferma che è inutile chiedersi quale è il destino delle arti, lascia quindi senza risposta la sua domanda, conclude affermando che non vede una catastrofe ma solo lo spegnersi di una civiltà.
Introduzione mass media - tesina
La tesina descrive i mass media. I mass media hanno portato all’interno della società una vera e propria rivoluzione, creando nuovi comportamenti di massa. Con il termine “mass media” intendiamo riferirci a tutti quei mezzi di comunicazione che svolgono le loro funzioni su larga scala e che in un certo qual modo, seppur astratto, raggiungono tutti i membri di una società. Ho scelto di trattare questa tematica nella mia tesina di maturità, poiché i mass media e i new media influenzano notevolmente la vita di ognuno di noi, provocando varie conseguenze nelle relazioni umane. Essi tendono ad assumere un carattere manipolatorio, come succedeva per esempio negli anni del fascismo, in cui la radio rappresentava un mezzo propagandistico per attivare consensi e plasmare le masse. Oggi invece, il web con i suoi social network ha mutato il modo di relazionarsi tra i giovani, sia per la sua peculiarità di abolire il senso della distanza, sia di rendere tutte le esperienze contemporanee ed intercambiabili, proponendo un mondo virtuale in alternativa al mondo reale. In meglio o in peggio è difficile dirlo: siamo di fronte ad un cambiamento epocale e bisogna comprenderlo per operare i correttivi necessari affinché la relazione tra gli esseri umani si mantenga sana e vera. Il web, ossia la rete diviene metafora delle relazioni umane, poiché l’uomo non può far a meno di vivere all'interno di esse.
Collegamenti
Mass media - tesina
- Italiano - Quaderni di Serafino Gubbio Operatore, Pirandello; E' ancora possibile la poesia? Eugenio Montale.
- Filosofia - Schopenhauer, "Il mondo come rappresentazione"; Nietzsche e la Modernità.
- Storia - Fascismo e mass media.
- Diritto - La tutela della privacy e i diritti dei minori in rete.
- Pedagogia - I mass media e il dibattito Bruner e Dewey.
- Metodologia - Gli effetti dei Social Network sui giovani.
- Latino - Tacito, "Dialogus de oratoribus", la tesi modernista di Apro, la tesi politica di Materno.
- Educazione fisica - I disturbi dell'alimentazione.
- Inglese - The loss of communicability in the theatre of the absurd of Beckett.