Estratto del documento

Istituto di Istruzione superiore “Giosuè Carducci”

a. s. 2013-2014

Esame di stato

Classe V

Alessandro Boninsegni

Manicomio

Il luogo di non ritorno

Premessa

Durante l’anno scolastico abbiamo visto il film “C’era una volta la città dei matti”, che descrive la lotta di Franco Basaglia contro i metodi cruenti utilizzati nei manicomi.

Viene ricordato appunto come colui che rivoluzionò la psichiatria italiana.

In seguito alla visione di questo film ho deciso di intraprendere un viaggio nella storia dei manicomi, per approfondire questo tema molto delicato ed importante del secolo scorso. Studiando vari documenti ho capito la complessità di questo argomento che ha interessato psicologi, pedagogisti, letterati, medici, filosofi e fotografi. Proprio il lavoro di quest’ultimi mi ha affascinato ed incuriosito poiché sono un appassionato di fotografia. L’uso della fotografia in ambito psichiatrico aveva come scopo di individuare, osservare e classificare la malattia mentale pensando di riconoscerla poi sul campo e poterla reprimere. 2

Percorso

La nascita del manicomio

1. Psicologia …………………………………………………………….7

Il confine tra normalità e patologia

2. Igiene …………………………………………………………………11

Le principali malattie mentali

3. Diritto ……………………………………………………………….15

3.1 “pericoloso per sé e per gli altri e di pubblico scandalo”, la legge italiana dal 1904 al 1978

3.2 Legge 180/78, Franco Basaglia

4. Storia ………………………………………………………………..17

4.1 Ausmerzen, vite indegne di essere vissute

4.2 Aktion T4, Programma nazista di eutanasia

5. Statistica …………………………………………………………….19

5.1 Jean E. D. Esquirol

5.2 La diffusione dei disturbi mentali nella popolazione

6. Pedagogia ……………………………………………………………21

6.1 Maria Montessori

6.2 I bambini speciali

7. Letteratura ………………………………………………………….22

7.1 Italo Svevo, La coscienza di Zeno

7.2 Alda Merini, folle storia di una diversa 3

Francisco Goya, Casa de locos

La nascita dei manicomi

La parola manicomio viene dal greco mani-as che significa demente e komion ospedale.

Nel 1547 a Londra Enrico VIII fece costruire una specie di ospedale, St. Mary of Bethlehem, un posto dove si poteva andare, come allo zoo, a vedere i matti.

L’idea che i folli dovessero essere rinchiusi in luoghi speciali, cominciò ad avere grande diffusione nel XVII secolo tra il 1620 e il 1650, quando sorsero i primi istituti che avevano lo scopo di internare “gli individui asociali”: prostitute, vagabondi e malati di mente. La società e la morale influenzano il concetto di malattia mentale. A mandare in manicomio le persone, più di una diagnosi medica, era la cultura popolare, le superstizioni e il folklore.

Sarà Philippe Pinel, nel 1792, in piena rivoluzione francese ad aprire le porte di queste case decidendo che non funzioneranno più come una prigione ma come un ospedale.

Libera un gran numero di persone, condannate più per motivi morali e sociali e trattiene nell’ospedale solo quelli che riconosce come “malati di mente”.

Una legislazione apposita per gli ospedali psichiatrici verrà varata in Francia nel 1838, in Gran Bretagna nel 1844 e in Italia nel 1904.

Nel 1872 si inizia a parlare anche dei manicomi giudiziari, Cesare Lombroso, esponente del positivismo e fondatore dell’antropologia criminale, sostiene che il carcere non è giusto per i delinquenti folli e la prigione è una ingiustizia e la libertà è un pericolo.

Essendo un luogo per gli emarginati non si è mai posta l’attenzione dovuta, non è mai stato visto come un luogo di riabilitazione ma al contrario le persone erano oggetto di punizioni, trattate da oggetti non da persone ed utilizzate per sperimentazioni (elettroshock, lobotomia).

Nei manicomi venivano rinchiusi uomini donne e anche bambini.

Le testimonianze della vita nei manicomi si avranno solo dopo la loro chiusura definitiva, ma anche col film “Qualcuno volò sopra il nido del cuculo” che denuncia i metodi cruenti e brutali.

In Italia i principali manicomi trasformati poi in ospedali psichiatrici sono stati:

  • L’ospedale neuropsichiatrico provinciale S. Margherita di Perugia, voluto dal Cardinale Rivalora nel 1824 e chiuso nel 1980
  • Gli ospedali psichiatrici di Torino, gestiti dalla confraternita del S. Sudario e della Vergine delle Grazie dal 1728 e chiusi nel 1981 5
  • L’ospedale psichiatrico S. Maria della Pietà di Roma, fu inaugurato ufficialmente da Vittorio Emanuele III il 31 maggio 1914 e chiuso nel 1999
  • L’istituto Costante Gris di Mogliano Veneto, fondato nel 1882 dal sindaco ing. Costante Gris
  • L’ospedale psichiatrico di Volterra, nasce il 5 giugno 1884. Dal 1978, in seguito alla legge n. 180, l’ospedale è in stato di abbandono 6

Psicologia

Il confine tra normalità e patologia

Anticamente gli Egizi ritenevano che tutte la malattie avessero un’origine fisica e ponevano nel cuore la sede dei sintomi che oggi chiamiamo psichici: non c’era distinzione tra malattia fisica e mentale.

Nella società greca e romana la follia aveva una forte connotazione mistica, era ritenuta una punizione di origine divina. Solo con Ippocrate si introdusse il concetto che la malattia e la salute dipendessero da specifiche circostanze della vita umana.

Nel medioevo il folle era un posseduto di spiriti malvagi e il trattamento applicato era l’esorcismo.

Grazie a Philippe Pinel nasce la psichiatria e i primi asili per gli alienati.

La malattia mentale era considerata inguaribile, progressiva e incomprensibile. Fu Sigmund Freud, che criticava l’idea di incurabilità, a introdurre il primo modello completo sulle malattie mentali e un approccio psicoterapeutico per il loro trattamento.

Per poter definire un confine tra “normalità” ed “anormalità” sono stati trovati ed applicati diversi criteri:

  • Il criterio statistico, definisce “anormale” ciò che è raro, mentre è “normale” ciò che è comune.
  • Il criterio socio-culturale ha un’applicabilità ridotta perché la normalità/anormalità si riferisce alle norme della società in cui il soggetto vive.
  • Il criterio sintomatico-descrittivo si concentra sulle manifestazioni patologiche e comportamenti che risultano aggressivi per gli altri. Questo criterio è seguito soprattutto dagli psicologi e dagli psichiatri di

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orientamento comportamentista ed è alla base del DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders).

La malattia mentale viene considerata in modo diverso da psicologi, psichiatri e psicoterapeuti a seconda dell’approccio comportamentista o umanista.

L’approccio comportamentista si concentra solo sui sintomi, ovvero sui fatti osservabili, e non prendono in considerazione le storie di vita. Per loro eliminando il sintomo eliminano il problema.

Per gli specialisti di orientamento umanista invece la diagnosi può chiarire qualcosa, ma non colgono l’aspetto relazionale, emotivo e affettivo del soggetto.

Al modello medico si contrappone il movimento dell’anti-psichiatria (anni ’60-’70) tra cui in Italia il massimo esponente fu Franco Basaglia.

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Sintesi

Introduzione: manicomio, luogo di non ritorno tesina

Questa tesina di maturità descrive il manicomio. Durante l’anno scolastico abbiamo visto il film “C’era una volta la città dei matti”, che descrive la lotta di Franco Basaglia contro i metodi cruenti utilizzati nei manicomi. Viene ricordato appunto come colui che rivoluzionò la psichiatria italiana. In seguito alla visione di questo film ho deciso di intraprendere un viaggio nella storia dei manicomi, per approfondire questo tema molto delicato ed importante del secolo scorso. Studiando vari documenti ho capito la complessità di questo argomento che ha interessato psicologi, pedagogisti, letterati, medici, filosofi e fotografi. Proprio il lavoro di questi ultimi mi ha affascinato ed incuriosito poiché sono un appassionato di fotografia. L’uso della fotografia in ambito psichiatrico aveva come scopo di individuare, osservare e classificare la malattia mentale pensando di riconoscerla poi sul campo e poterla reprimere. La tesina abbraccia inoltre anche altre materie di studio.

Collegamenti

Manicomio, luogo di non ritorno tesina

  • Psicologia - Il confine tra normalità e patologia
  • Igiene - Le principali malattie mentali.
  • Diritto - “pericoloso per sé e per gli altri e di pubblico scandalo”, la legge italiana dal 1904 al 1978; 3.2 Legge 180/78, Franco Basaglia.
  • Storia - Ausmerzen, vite indegne di essere vissute; Aktion T4, Programma nazista di eutanasia
  • Statistica - Jean E. D. Esquirol; La diffusione dei disturbi mentali nella popolazione
  • Pedagogia - Maria Montessori, I bambini speciali
  • Letteratura italiana - Italo Svevo, La coscienza di Zeno; Alda Merini, folle storia di una diversa
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