Jean Monnet
Istituto d’Istruzione Superiore - Mariano Comense (CO)
Esame di Stato – Anno Scolastico 2013/2014
Magneto: un supereroe
con super problemi
Un viaggio nella figura del temibile Signore del Magnetismo
Mondella Giada Classe V B - Liceo Scientifico Tecnologico
Il motivo principale che mi ha spinto ad elaborare la mia tesi di diploma intorno alla figura di Magneto, un personaggio dei fumetti, riguarda essenzialmente l’importanza affettiva che il mondo fantascientifico riveste per me. Tale argomento, infatti, è sempre stato uno dei miei preferiti in ambito cinematografico e letterario poiché ha sempre fortemente stimolato la mia fantasia e la mia curiosità.
Tra le varie serie create da Stanley Martin Lieber, o comunemente Stan Lee, quella che mi ha colpito maggiormente sin da bambina è quella degli X-Men creata nel lontano settembre 1963 con la collaborazione del disegnatore Jack Kirby. Tale serie racconta temi importantissimi quali la paura della diversità, l'odio razziale e la discriminazione attraverso gli occhi di diversi nuovi: i mutanti, esseri aventi un patrimonio genico diverso dal nostro.
In questi fumetti i protagonisti stessi sono dei reietti nella società in cui vivono perché l’umanità li teme e li emargina trattandoli come dei mostri per le loro fenomenali abilità. Tale condizione fantastica riflette l’America di quegli anni stretta in un pesante conflitto interrazziale che discriminava ingiustamente la popolazione di colore.
Per molti versi il fumetto ricorda anche l’antisemitismo della Seconda Guerra Mondiale come testimoniato dalla presenza di Magneto stesso che oltre a essere un mutante è anche un ebreo straziato dalla l’X-men consapevolezza di non poter mai essere come tutti gli altri.
Egli pertanto è che incarna al meglio questa condizione xenofobica soprattutto per il suo folto e complesso passato segnato da una fitta serie di sfortunati eventi. Sulla sua storia personale gli autori sono sempre stati molto evasivi al fine di creare un alone di mistero sul suo comportamento al limite tra quello di vittima e di carnefice, di prigioniero e di dominatore.
Chris Claremont in primo luogo, ma anche i più giovani di Greg Park e Carmine di Giandomenico, hanno fatto chiarezza su tale questione raccontando degli avvenimenti inediti circa i suoi dolorosi trascorsi dietro le ombre del terzo Reich.
Attraverso questo loro dettagliato retroscena è stato della sua vita quali l’incontro possibile capire meglio alcuni punti essenziali con la moglie, la morte della sua famiglia, il lavoro nel campo di sterminio di Aushwitz e l’esperienza disumanizzante della guerra in sé.
Questo flashback è stato capace di mettere in luce che dietro alle molteplici maschere di Magneto non si cela un irruente e spietato vendicatore, ma un uomo tormentato per tutta la vita dalla sua duplice anormalità.
Oltre a essere condannato dal mondo per la sua religione egli, dopo la pubertà, manifesta sconvolgenti abilità che gli permettono sostanzialmente di controllare i corpi attraverso un particolare fenomeno fisico: il magnetismo.
Queste abilità si rivelarono ben presto una vera e propria lama a doppio taglio per il supereroe perché se da un lato esse lo proteggeranno impeccabilmente per tutta la sua esistenza, lo renderanno agli occhi degli esseri umani un orribile mostro.
Non a caso sono proprio i suoi poteri a determinare la fine del suo matrimonio e a determinare una grave crisi psicologica dell’apparenza per il personaggio.
Dunque al di là da potentissimo Signore del Magnetismo capace di dominare abilmente qualsiasi oggetto metallico e non, si nasconde la sua fragilità individuale frantumata da una lunga serie di orrori visti e subiti essenzialmente nel periodo della dominazione nazionalsocialista.
Per tutte queste numerose ragioni il personaggio di Magneto mi è sembrato un valido punto di contatto tra ciò che amo fare e il programma affrontato nel corso del quinto anno di corso che ha tratto pienamente le tematiche da me sopracitate.
Analisi del personaggio
Magneto, il cui vero nome è Max Eisenhardt e che è anche conosciuto come Erik Magnus Lehnsherr, è un misterioso ed affascinante mutante con la potentissima particolarità di esser in grado di controllare, manipolare e generare i campi elettromagnetici più potenti ed influenti della Terra.
Noto anche come Signore del magnetismo (The Master of Magnetism), questo maestro mutante nella sua storia editoriale ha ricoperto diversi ruoli tra cui quello di antagonista, supercriminale, antieroe e supereroe anche se è noto soprattutto come principale nemesi degli X-Men.
È sicuramente il personaggio più affascinante dell’intera saga, ma anche il più difficile da comprendere: nella sua lunga esistenza è stato sia vittima sia carnefice, prigioniero ma anche dominatore.
Egli ha indossato molteplici maschere spesso in totale antitesi tra di loro che hanno creato attorno alla sua identità un alone di mistero.
Magneto non può essere dunque considerato banalmente il ‘cattivo’ della storia: dietro allo stereotipo dell’irruente vendicatore e dello spietato nemico si cela infatti un folto e complesso passato fitto di avvenimenti sconvolgenti e fortemente negativi che affondano le loro radici nel periodo della dominazione nazionalsocialista e che ne plasmarono totalmente e irreversibilmente la sua personalità.
Il personaggio però non può nemmeno essere visto come un classico supereroe buono avente il nobile intento di salvare il genere umano da un imminente catastrofe.
Il suo intento è più che altro quello di proteggere la sua specie dalle atrocità del genere umano che, secondo la sua particolare concezione, teme da sempre ciò che non riesce a comprendere.
Verso i suoi “protetti” egli si rivela essere un animo buono e gentile, capace di alti slanci protettivi che lo fanno vedere da una luce davvero molto diversa.
Nella sua classica concezione c’è anche l’idea di dominare le masse in virtù della propria assoluta potenza.
In sintesi, Magneto può essere definito attraverso la nota classificazione che Stan Lee utilizza per le sue creazioni “descrivere un supereroe con dei super problemi”.
Dietro alla sua maschera si nasconde una fitta storia tutta da scoprire che cercherò di analizzare in queste pagine in breve.
Mappa concettuale tesina esame di Stato 2013/2014
Mondella Giada VB Liceo Scientifico Tecnologico I mille volti di un supereroe con superproblemi. Magneto come: Homo Sapiens Ebreo Diverso Mutante Re del magnetismo Superior
Storia, inglese, italiano
Fisica, filosofia
-L’infanzia segnata dall’ -La mostruosità delle -Parallelismo tra la figura del supereroe dei fumetti e il superuomo dannunziano
-Analisi fisica delle superabilità -Il dibattito sull’evoluzione del supereroe (Magneto come monopolo magnetico, magnetismo dei materiali e levitazione diamagnetica)
Chimica
-Il biennio da Sonderkommando nel campo di concentramento
-Le mutazioni geniche e la struttura dei nucleotidi
Storia
Magneto come ebreo
Magneto (Max Eisenhardt) nacque in Germania verso la fine del 1920. Secondogenito di un veterano della prima guerra mondiale, Jakob Eisenhardt, e della moglie Edie apparteneva a una famiglia medio borghese di religione ebraica.
L’infanzia fu, per il protagonista, uno dei momenti più felici della sua vita. Caratterizzata essenzialmente dal gioco e dallo studio, essa trascorse rapidamente tra la frequentazione della Sinagoga e il festeggiamento settimanale dello Shabbat.
La serenità del focolare domestico venne brutalmente sconvolta dall’ascesa del partito Nazionalsocialista che, con le sue leggi intrise di sentimenti razzisti ed antisemiti, cancellò per sempre il sorriso dai loro volti.
In quegli anni la fragile Repubblica di Weimar aveva una situazione economica veramente molto instabile. Dopo la catastrofe militare del primo conflitto bellico, il paese aveva subito delle pesanti ripercussioni come stabilito nel Trattato di Versailles del 1919.
In particolare nel 1921 erano state ufficialmente stabilite le esatte dimensioni delle riparazioni che dovevano essere pagate dalla Germania che ammontavano a un’indennità di guerra di ben 132 miliardi di marchi d’oro.
Dato che lo stato tedesco non era in grado di saldare con le proprie risorse tale somma di denaro venne adottato nel corso della Conferenza internazionale per le riparazioni di guerra (1924) di Parigi un particolare meccanismo economico, il cosiddetto Piano Dawes.
Tale sistema economico che prende il nome del banchiere e politico statunitense che lo propose prevede innanzitutto l’obbligatoria rivalutazione del marco, una dilatazione del pagamento dei risarcimenti che gravavano sulla Germania e la possibilità per la Repubblica tedesca di ricevere prestiti internazionali.
Ad agevolare e a conferire nuova prosperità al paese è anche il Piano Young del 1929 che prevede il pagamento rateale dei risarcimenti tedeschi sulla base dell’esborso di 2 miliardi all’anno per i successivi 58 anni.
Questa condizione di tranquillità fu scossa dalla crisi del ‘29 che colpì in modo diretto non solo gli Stati Uniti d’America ma anche la Germania dato che la nazione tedesca dipendeva in modo diretto dai tali finanziamenti esteri.
Questo si tradusse in uno sprofondamento totale di qualsiasi tipo di produzione, in un aumento evidente della disoccupazione e in un malcontento generale della popolazione.
A tal proposito fu stimato che la pesante crisi inflazionistica fece perdere il posto di lavoro a ben 6 milioni di persone (cifra che corrisponde circa al 30% della forza lavoro tedesca).
I governi dal 1930 al 1932 non riuscirono a trovare una linea di politica economica adeguata alla gravità della situazione, così il piccolo e giovane partito fondato da Adolf Hitler, la NSDAP o Partito nazionalsocialista, raggiunse un consenso crescente fino ad ottenere nelle elezioni del 1930 il 18,3% dei voti (diventando il secondo partito più votato) e il 37,3% nelle elezioni del 1932, diventando così il partito più votato in assoluto.
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La ragione di questo successo è riassumibile in 3 punti fondamentali:
- Un nazismo estremamente aggressivo, quindi con chiare implicazioni belliciste;
- Un razzismo egualmente estremo;
- La capacità di tradurre la sua aggressività verbale in concreti attacchi fisici.
I nazisti, affermando di conoscere i “veri” responsabili di questa situazione economica, ovvero gli ebrei e i comunisti, e dichiarando l’intenzione di dare un nuovo slancio all’economia in parte arrestando e punendo questi colpevoli, riescono ad ottenere un consenso senza precedenti.
Dato questo successo, il 30 gennaio del 1933 il presidente Hindenburg offrì al Führer il cancellierato decretando così la fine della repubblica di Weimar.
Il leader nazionalsocialista guidò fino alle elezioni di marzo un governo di coalizione conservatore nel quale i ministri nazisti sono tre su undici, mentre gli altri incarichi sono attribuiti a esponenti degli altri partiti della destra moderata.
Nell’aprile dello stesso anno, Hitler promulgò una serie di norme assolutamente antisemite che puntarono in modo più mirato all’esclusione degli ebrei sia dalle amministrazioni pubbliche sia dalle strutture sanitarie.
Da quel triste giorno il padre di Max perse il lavoro e fu costretto a mantenere la famiglia vendendo delle sue creazioni artigianali (come ad esempio collanine o anelli fatti in casa) ad un orefice del paese suo conoscente.
Mentre Ruthie, la sorella del futuro Magneto, iniziò a lavorare presso un negozio gestito da ariani utilizzando il falso nome di Greta e fingendosi una ragazza cristiana.
Non di rado ella era costretta a inventare, per non perdere il posto di commessa, storie riguardo ai festeggiamenti delle principali ricorrenze cattoliche, quali ad esempio il Natale.
In quel periodo, infatti, anche i cristiani non si opponevano alle barbarie fatte dagli uomini della NSDAP ma al contrario le legittimavano accusando fermamente gli ebrei di aver “ucciso il loro Dio” come ricorda Abraham Bergman, un sopravvissuto all’Olocausto.
Molti degli amici della famiglia Eisenhardt, persino tra quelli che avevano combattuto spalla contro spalla del padre di Max in trincea, iniziarono a non farsi più né vedere né sentire.
Da quel momento si diradarono anche le lettere provenienti dai compagni di vecchia data, mentre a scuola alcuni bambini iniziarono ad avere strane idee in testa: era questo il segno che nulla sarebbe stato per loro come prima.
Infatti, il 14 luglio 1933, chiesti e ottenuti dal Parlamento tutti i poteri, il governo emise una legge che faceva del Partito nazionalsocialista l’unico partito della Germania: iniziò così la dittatura nazista.
Dopo la morte di Hindenburg, avvenuta il 2 agosto seguente, Hitler fu proclamato cancelliere e presidente.
Principale prerogativa di Hitler fu quella di procedere ad una rapidissima “nazificazione” del Paese ricalcata sulla base degli ideali fascisti promossi dal duce Benito Mussolini.
Di vitale importanza in politica interna fu per il dittatore la costruzione di una perfetta comunità nazionale la cosiddetta Volksgemeinschaft di cui si occupò essenzialmente il Ministero del Reich per l'istruzione pubblica e la propaganda, Joseph Goebbels.
Il Führer intendeva, infatti, cancellare tutte le diverse classi della società tedesca per creare invece una compatta una comunità popolare stretta attorno ai valori proposti dal nazionalsocialismo.
In questo modo sarebbe stato molto più semplice riuscire a plagiare le menti dei cittadini tedeschi in modo da portarli a prendere decisioni altrimenti aliene alla propria volontà. 2
Inoltre il mito eugenetico della purezza razziale alimentò un cieco e pericoloso orgoglio patriottico che portò alla legittimazione dell’odio delle diversità che apparirono così come dei meri errori genetici che andavano epurati al fine di garantire e di perpetuare la purezza della razza.
Il 15 settembre del 1935 a Norimberga furono approvate due leggi fondamentali per il partito nazista che andarono a disciplinare e a scandire la vita dei cittadini tedeschi non-ariani, i quali divennero ufficialmente dei reietti nel loro stesso paese.
Tali norme sostanzialmente inasprirono la legislazione vigente dato che andarono a disciplinare anche la delicata questione della discendenza e dei rapporti sessuali.
Con la “Legge sulla cittadinanza del Reich” furono delimitati, in modo nitido e brutale, i confini tra cittadini a «pieno diritto», che sono quelli di «sangue tedesco», e «i membri dello Stato privi di diritti», quindi tutti i rimanenti.
Inoltre fu definito ebreo quell’individuo avente almeno tre nonni di razza ebraica.
Pertanto la famiglia del giovane Magneto, rientrando propriamente in tale descrizione, fu marchiata come famiglia giudaica in modo netto e tangibile.
Mentre la “Legge dell’onore tedesco” impedì le relazioni tra le due razze: a essere aboliti furono sia matrimoni e sia rapporti sessuali.
Quest’ultima norma trasformò la vita di Erik in un vero e proprio incubo. Lo zio, infatti, aveva a quel tempo una relazione con una donna ariana.
Egli fu perseguitato e ferocemente malmenato in più occasioni dalle autorità e venne anche ingiustamente accusato di avere violentato e disonorato la sua amata.
A seguito di tutti questi maltrattamenti subiti egli si ammalò e rischiò quasi di restare paralizzato.
Questo avvenimento segnò moltissimo il personaggio che capii che nella terra di Goethe, Schiller e di Beethoven non c’era più posto né per lui né per la sua gente.
Grazie all’efficientissimo operato di Gobbels questo infausto teatro di peccaminosi immotivati orrori non fu in alcun modo ostacolato dalla popolazione tedesca che considerò invece normali e assolutamente necessarie tutte queste pesanti legislazioni del regime atte ad escludere, soprattutto con atti di forza, le minoranze.
Tutti i cittadini del Reich, grandi e piccoli nessuno escluso, iniziarono a disprezzare la diversità che divennero presto per loro sinonimo d’inadatto.
Il regime utilizzò l’eutanasia come strumento di sterilizzazione e di bonificazione razziale sui malati di mente, disabili, criminali e omosessuali e applicò inoltre una serie di misure antinataliste: nella Volksgemeinschaft infatti c’era posto solo per i più forti, per i migliori.
Tale progetto segreto è tristemente noto con il nome di Aktion T4 che portò all'uccisione di un totale di persone compreso tra le 60.000 e le 100.000.
Questo nome particolare deriva da un’abbreviazione: T4 stava per "Tiergartenstrasse 4" che non era altro che l'indirizzo del quartiere Tiergarten di Berlino dove era situato il quartier generale dall’ente pubblico per la salute e l'assistenza sociale.
Bisogna precisare che tale designazione non apparì mai nei documenti del tempo, poiché i nazisti preferivano utilizzare il nome in codice EU-AKtion o E-Aktion (E, EU significava eutanasia) 3
Anche nella scuola le cose cambiarono notevolmente: in breve tempo tutti gli istituti, dalle elementari alle università, furono rapidamente nazificati.
Lo Stato rivoluzionò tutti i programmi scolastici, stabilì i libri di testo da adottare, variò la composizione stessa delle classi e soprattutto selezionò il corpo docente.
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Sintesi Magneto, uno dei supereroi tesina
Il motivo principale che mi ha spinto ad elaborare la mia tesina di maturità intorno alla figura di Magneto, un personaggio dei fumetti, riguarda essenzialmente l’importanza affettiva che il mondo fantascientifico riveste per me. Tale argomento, infatti, è sempre stato uno dei miei preferiti in ambito cinematografico e letterario poiché ha sempre fortemente stimolato la mia fantasia e la mia curiosità. Tra le varie serie create da Stanley Martin Lieber, o comunemente Stan Lee, quella che mi ha colpito maggiormente sin da bambina è quella degli X-Men creata nel lontano settembre 1963 con la collaborazione del disegnatore Jack Kirby. Tale serie racconta temi importantissimi quali la paura della diversità, l'odio razziale e la discriminazione attraverso gli occhi di diversi nuovi: i mutanti, esseri aventi un patrimonio genico diverso dal nostro. In questi fumetti i protagonisti stessi sono dei reietti nella società in cui vivono perché l’umanità li teme e li emargina trattandoli come dei mostri per le loro fenomenali abilità. Tale condizione fantastica riflette l’America di quegli anni stretta in un pesante conflitto interrazziale che discriminava ingiustamente la popolazione di colore.
Per molti versi il fumetto ricorda anche l’antisemitismo della Seconda Guerra Mondiale come testimoniato dalla presenza di Magneto stesso che oltre a essere un mutante è anche un ebreo straziato dalla consapevolezza di non poter mai essere come tutti gli altri. Egli pertanto è l’X-men che incarna al meglio questa condizione xenofobica soprattutto per il suo folto e complesso passato segnato da una fitta serie di sfortunati eventi. Sulla sua storia personale gli autori sono sempre stati molto evasivi al fine di creare un alone di mistero sul suo comportamento al limite tra quello di vittima e di carnefice, di prigioniero e di dominatore. Chris Claremont in primo luogo, ma anche i più giovani di Greg Park e Carmine di Giandomenico, hanno fatto chiarezza su tale questione raccontando degli avvenimenti inediti circa i suoi dolorosi trascorsi dietro le ombre del terzo Reich. Attraverso questo loro dettagliato retroscena è stato possibile capire meglio alcuni punti essenziali della sua vita quali l’incontro con la moglie, la morte della sua famiglia, il lavoro nel campo di sterminio di Auschwitz e l’esperienza disumanizzante della guerra in sé.
Questo flashback è stato capace di mettere in luce che dietro alle molteplici maschere di Magneto non si cela un irruente e spietato vendicatore, ma un uomo tormentato per tutta la vita dalla sua duplice anormalità. Oltre a essere condannato dal mondo per la sua religione egli, dopo la pubertà, manifesta sconvolgenti abilità che gli permettono sostanzialmente di controllare i corpi attraverso un particolare fenomeno fisico: il magnetismo. Queste abilità si rivelarono ben presto una vera e propria lama a doppio taglio per il supereroe perché se da un lato esse lo proteggeranno impeccabilmente per tutta la sua esistenza, lo renderanno agli occhi degli esseri umani un orribile mostro. Non a caso sono proprio i suoi poteri a determinare la fine del suo matrimonio e a determinare una grave crisi psicologica per il personaggio.
Dunque al di là dell’apparenza da potentissimo Signore del Magnetismo capace di dominare abilmente qualsiasi oggetto metallico e non, si nasconde la sua fragilità individuale frantumata da una lunga serie di orrori visti e subiti essenzialmente nel periodo della dominazione nazionalsocialista. Per tutte queste numerose ragioni il personaggio di Magneto mi è sembrato un valido punto di contatto tra ciò che amo fare e il programma affrontato nel corso del quinto anno di corso che ha tratto pienamente le tematiche da me sopracitate.
Collegamenti
Magneto, uno dei supereroi tesina
- Storia - L'infanzia sconvolta dal nazismo e dal biennio da Sonderkommando.
- Inglese - Paralellismo tra Magneto il mostro di Frankenstein e il Golem di Praga.
- Fisica - Magneto come Re del Magnetismo e spiegazione fisica delle sue super potenzialità.
- Chimica - I mutanti e le mutazioni geniche dovute all'alterazione dei nucleotidi.
- Filosofia - I mutanti e il millenario dibattito sull'evoluzione.
- Italiano - Parallelismo tra Homo Sapiens Superior e superuomo dannunziano.
- Approfondimenti.