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Indice

Introduzione II

Premesse generali sul design IV

1. Il decennio del benessere economico 1

1.1. L’economia del boom 2

1.2. La società 3

1.3. Gli eventi politici salienti 4

2. L’arte nell’oggettistica domestica 10

2.1. Vespa 10

2.1.1. L’azienda Piaggio 11

2.1.2. Il creatore della Vespa 13

2.2. I televisori Brionvega 14

2.2.1. L’azienda Brionvega 14

16

2.2.2. I designer di Brionvega

2.2.3. I televisori Doney e Algol 18

Conclusioni 21

Bibliografia – Sitografia 22

I

Introduzione

Introduzione

Questo lavoro di approfondimento tratta del design italiano appartenente agli anni Sessanta del 1900. La scelta è caduta su questo argomento in quanto, a mio parere, i primi anni post-bellici del secondo conflitto mondiale rappresentano un salto enorme rispetto al contesto storico che li precede. In essi si mostrano definitivamente quelle che saranno le linee evolutive di tutta la società umana (uguaglianza dei soggetti in ambito giuridico, situazioni governative a favore del popolo, globalizzazione, importanza dell’industria nei fattori economici…). Innanzi tutto va tenuto presente che il design non è la semplice ricerca estetica applicata alla produzione industriale, bensì questa arte comune e a volte sottovalutata, è il riflesso del contesto storico in cui si viene a sviluppare. Essa, così come tutte le altre espressioni artistiche, descrive uno spaccato socio-culturale del luogo in cui si sviluppa. Perciò il design ha in sé una simbologia intrinseca che rappresenta una realtà più ampia, diventando a volte emblema di un’intera nazione o di un tempo storico.

Perciò si può dire che il designer è quindi colui che si deve districare non solo nella progettazione di un oggetto fisico – rispondendo a precisi canoni come la funzionalità, la commerciabilità, l’ergonomia… –, ma trasmettendo valori, simbologie e significati che si devono inserire in un determinato contesto socio-culturale, rendendo perciò l’oggetto di design un’entità viva, andando a colpire nell’interiorità della persona e segnando quindi quel determinato status quo che la società sta vivendo.

L’oggetto di design (come l’opera d’arte vera e propria) permane, perciò, anche a testimonianza di un periodo storico che i nostri discendenti potranno interpretare.

La Vespa ed i televisori Brionvega, sono due elementi rappresentativi del design italiano. Essi dipingono non solo l’affermazione industriale della nostra penisola, ma anche la volontà degli stessi progettisti nel rendere tali oggetti disponibili per tutti; una sorta di anello di congiunzione tra arte elitaria e mercato di massa.

Il percorso di scrittura dell’approfondimento si è svolto in maniera semplice ma articolata. Innanzitutto ho voluto rendermi consapevole del significato di design e del percorso storico che lo ha caratterizzato (ciò avviene nella premessa). Nel primo capitolo ho voluto approfondire

II

Introduzione

quegli avvenimenti sociali, politici ed economici che hanno accompagnato la nascita del design italiano negli anni Sessanta. Nel secondo capitolo ho voluto analizzare due dei prodotti più emblematici della società italiana del tempo: la Vespa e i televisori Algol e Doney. Ho voluto anche accennare sulle stesse aziende produttrici Piaggio e Brionvega, per meglio contestualizzare la nascita di questi due oggetti.

Le fonti sono state essenzialmente telematiche più che scritte, infatti, sul Web si ritrovano molti indirizzi nei quali è possibile trovare non solo immagini degli anni Sessanta, ma anche descrizioni precise di alcuni avvenimenti storici.

Infine vorrei precisare che i significati intrinseci che ho premesso sopra, emergono da una lettura attenta dei contesti storici e degli oggetti stessi.

III

Premesse generali sul design

Premesse generali sul design

La parola inglese design significa progettazione (e non disegno) e indica un insieme concentrato di conoscenze, azioni, metodologie e strumenti finalizzati al raggiungimento di uno scopo, che rappresenta l’aspetto fondamentale di ogni attività di progettazione per l’industria. Si tratta di un processo completo e articolato che parte dalle primissime fasi di esplorazione e generazione di un’idea (nota come “concept design”) e si svolge fino alla definizione finale di un prodotto e la sua collocazione sul mercato. Nel corso del tempo il concetto, l’approccio e gli strumenti dell’industrial design si sono articolati nei vari settori industriali e produttivi in cui ha trovato applicazione: nel mondo della progettazione grafica e comunicazione visiva, si parla di “graphic design” e più di recente di “comunication design” (Design della comunicazione), nel mondo dell’automobile si parla di “car design”, nel mondo dell’abbigliamento si parla di “fashion design” (Design della moda), nel mondo dell’arredamento di “furniture design” (Design dell’arredo), nel mondo dell’illuminazione di “lighting design” (Design dell’illuminazione), nel mondo degli allestimenti di “exhibition design”, nel mondo del colore il “color design”, fino ad arrivare al mondo del web dove si parla di “web design”. Attualmente esistono molti campi applicativi in cui il design si è affermato,

1

declinato a partire dalla radice primaria di industrial design.

Collocare precisamente la nascita del design è qualcosa di controverso, in quanto alcune scuole di pensiero indicano il suo inizio con la stessa rivoluzione industriale. La teoria più accreditata però identifica la nascita del design con il movimento delle Arts and Craft, sorto nell’Inghilterra del XIX secolo, fu una reazione di artisti ed intellettuali alla galoppante industrializzazione del tardo Ottocento. Essa volle considerare l’artigianato come espressione del lavoro dell’uomo e dei suoi bisogni, ma soprattutto come qualcosa di durevole nel tempo. Le radici di tale pensiero si svilupparono dalle considerazioni fatte da August Pugin sull’enfatizzazione dello stile gotico, quale unico stile contenente i principi della cristianità e, conseguentemente, di purezza e di onestà, incapace di nascondere la propria struttura. Seguace di Pugin fu John Ruskin, il quale affermò che il nuovo stile Arts and Craft dovesse nascere sulle orme del lavoro medievale, concettualmente contrapposto alla freddezza della concezione produttiva industriale. Ruskin scoprì, nella sua attività di critico d’arte, i Preraffaelliti, tra i quali si distinse William Morris, portavoce delle Arts and Craft. Il lavoro che Morris propose, era basato sulle antiche corporazioni medievali. Quelli che fino ad allora furono definiti i secoli bui della storia occidentale (il medioevo), furono rivisti in un’ottica positiva; rappresentavano una società coesa e quindi perfetto modello anti-industriale. Lo sviluppo delle arti applicate vedeva come fondamentale un processo artistico-creativo non fine a sé stesso, ma, che portasse alla concezione e alla realizzazione di oggetti d’uso comune. In tale ottica le arti applicate ricevettero nuovi impulsi, sviluppando un innovativo rapporto col moderno sistema di produzione e ricerca nell’utilizzo dei materiali. Questo determinò l’uscita da ristretti ambiti artigianali a favore di una produzione allargata, la quale consentiva di ampliare enormemente il bacino del pubblico destinatario degli oggetti stessi.

La questione della produzione in serie è punto focale di tutta la storia del design.

2 Dall’inglese: arte e artigianato.

3 Architetto inglese vissuto tra il 1812 e il 1852.

4 Critico d’arte inglese vissuto tra il 1819 ed il 1900.

5 Movimento artistico britannico, collocabile a cavallo della metà del XIX secolo.

6 Poliedrico artista inglese vissuto tra il 1834 ed il 1896.

V

Premesse generali sul design

Altre scuole di pensiero affermano che la storia del design passi anche attraverso i Wiener Werkstätte, fondati nel 1903 da due esponenti della Secessione Viennese: Koloman Moser e Josef Hoffann. Essi vollero dare importanza alle arti applicate: ogni oggetto di uso comune doveva rispondere ad un gusto decorativista, così da espandere l’arte da una ristretta elitè alto borghese, all’intera società.

Altri autori ancora collocano la nascita del design come professione e campo di intervento più definito all’inizio del XX secolo, con l’attività dell’architetto tedesco Peter Berherns. Egli è ricordato soprattutto come l’iniziatore di una nuova estetica di industria, espressa dapprima nel palazzo degli uffici per l’azienda AEG (Allgemeine Elektricitäts-Gessellschaft) di Berlino (1908-1913) e, successivamente, nel palazzo dell’amministrazione della Heochst di Francoforte (1920-1925), dando così al concetto di industria un valore nuovo e forte. Per AEG, Berherns, progettò non solo edifici produttivi, bensì si dette alla riorganizzazione del visibile (con la quale intervenne nella progettazione dei prodotti stessi) e della parte comunicativo-pubblicitaria dell’azienda.

La storia del design proseguì poi per tutto il XX secolo, laddove i mezzi per la riproducibilità in serie si intrecciarono con le moderne filosofie progettuali, che videro nell’oggetto costruito un unicum tenente conto contemporaneamente delle valenze estetiche, funzionali d’uso e di riproducibilità, controllate tutte da una logica tipicamente moderna e razionalistica. A vigilare sul tutto il processo progettuale sta il designer, che assume un ruolo di creativo-controllore dell’intero procedimento, a beneficio di una fruizione del lavoro il più allargata possibile, quasi democratica. Basti pensare al contributo fondamentale fornito dalla scuola di arti applicate del Bauhaus, vera e propria fucina di idee, guida e, allo stesso tempo custode, di una sorta di ortodossia dell’agire del designer nella società.

7 Dal tedesco: laboratori viennesi.

8 Pittore e decoratore austriaco, vissuto tra il 1868 ed il 1918.

9 Rinomato architetto austriaco, vissuto tra il 1870 ed il 1956.

10 Vissuto tra il 1868 ed il 1940.

VI

Premesse generali sul design

La Bauhaus (abbreviazione di Staatliches Bauhaus), era scuola di architettura tedesca; fu fondata da Walter Gropius e Erich Mendelson a Weimar nel 1919 come fusione della Scuola Granducale di Arti Plastiche con la Kunstgewerbeshule e rimase attiva fino al 1933. Essa influenzò in maniera particolare la corrente modernista architettonica. Gropius fu favorevole ad un insegnamento progettuale basato su laboratori sia per la formazione di designer sia per quella degli artigiani. Il programma della Bauhaus si ispirò alle teorie di Bruno Taut il quale, convinto che l’unione profonda di tutte le discipline artistiche in una nuova arte del costruire avrebbe portato una nuova unità culturale, scrisse: “A questo punto non ci saranno più confini tra artigianato, scultura e pittura; tutti questi aspetti saranno una cosa sola: Architettura”.

Per i primi tre anni la Bauhaus fu caratterizzata dalla presenza del pittore svizzero Johannes Itten (1888-1967), fautore del corso di propedeutica ricco di teorie pedagogiche e progressiste influenzato dal movimento Learning-Thought-Doing (Imparare-Pensare-Fare) dell’americano John Dewey. Le finalità del corso di Itten, tra le altre cose obbligatorio per tutti gli studenti del primo anno, consisteva nella possibilità di liberare la creatività individuale e di mettere in grado ogni studente di valutare autonomamente le proprie capacità artistico-tecniche. Tale corso fu, vorkurs (pre-corso), l’equivalente dell’odierno corso di fondamenti di design, oggi essenziale in tutte scuole di architettura e di design del mondo. Un famosissimo esempio dello stile Bauhaus lo dà la sedia Cantilever di Mart Stam.

11 Architetto tedesco vissuto tra il 1883 ed il 1969.

12 Architetto tedesco vissuto tra il 1887 ed il 1953.

13 Modernismo: insieme di stili architettonici con caratteristiche analoghe, che sorsero intorno agli inizi del Novecento in Europa, in coincidenza con l’Art Nouveau.

14 Architetto tedesco vissuto tra il 1880 ed il 1938.

15 Filosofo americano vissuto tra il 1859 ed il 1952.

16 Architetto tedesco vissuto tra il 1899 ed il 1986.

VII

Premesse generali sul design

Nel secondo dopoguerra le tendenze razionalistiche della progettazione si evolvono, ma lo svilupparsi del mondo produttivo continua a trainare l’idea di una progettazione per il consumo sempre più allargata e precisa. Nascono così numerosissime scuole di design, che si differenziano soprattutto in base all’approccio e/o alla metodologia progettuale.

William Morris, Arts and Craft

Tavolino realizzato da Bauhaus

Sedie realizzate dai laboratori Arts and Craft

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Sintesi

Gli anni Sessanta

La tesina parla degli anni Sessanta in senso storico per poi passare a due oggetti di design emblemi del made in Italy degli anni Sessanta.

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